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Luce che sorge

Con la luce di Cristo verso una nuova alba

Lodi alla Madonna

“Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà!”
Nostra Signora di Fatima, 1917

Lodi alla Madonna

Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.

Dante Alighieri
Divina Commedia, Paradiso, Canto XXXIII.

Note:
3. termine fisso d’etterno consiglio: termine fondamentale che Dio ha stabilito con la sua decisione (consiglio) nell’eternità.
10. meridiana face: luce (face, fiaccola) di splendore come del sole nell’ora meridiana.
11. giuso: giù
16. pur: soltanto
17. fiate: volte
21. quantunque: ogni cosa che

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Meglio lo shopping o la carità ai nostri fratelli italiani? Appello per uno di noi

Cari lettori,

mi ha colpito un breve articolo sul livello drammatico della povertà in Italia, che potete leggere più sotto. Da noi attualmente ci sono ancora più poveri che in Romania. E si tratta dei nostri fratelli italiani: possiamo ben dirlo, perché sono quasi tutti uomini e donne cattolici, battezzati come noi, appartenenti alla nostra povera Patria.
Chi sa che non possiamo accompagnare un nostro atto di carità con una parola che aiuti le persone a ritrovare la fede. Questa sarebbe una carità ancora più grande. Per questo Natale e anche dopo, meglio limitare le compere superflue, il cosiddetto shopping, e prenderci la soddisfazione di fare qualcosa di concreto per altri italiani, singoli e famiglie.
Colgo l’occasione per segnalarvi di nuovo il caso dell’amico per cui avevo tenuto a lungo un appello sul blog. Al momento riesce a pagare l’affitto, ma date le poche entrate, il nostro e la sua famiglia sono in difficoltà per saldare tutte le bollette e hanno ancora bisogno di aiuti d’emergenza, che non sono umanamente garantiti. Mancano anche di cose necessarie. Il figliolo ha trovato un lavoro, ma solo per il mese di dicembre. Comunque si dà molto da fare per cercarlo. La moglie e mamma ha una malattia degenerativa a uno stadio avanzato e ha bisogno della presenza assidua del marito.
Se volete dare un contributo, potete usare il seguente collegamento a PayPal o eventualmente contattarmi all’indirizzo e-mail lucechesorge@gmail.com. Il mio caro amico ha una grande fede e le sue preghiere andranno a tutti i benefattori. Grazie!

paypal.me/Isidoro839 Continua a leggere

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Per una valutazione cattolica di Amoris Laetitia, esortazione di Papa Bergoglio

Venerdì 8 aprile 2016 è stato pubblicato un documento dal titolo Amoris Laetitia, “La gioia dell’amore”, che appartiene alla categoria delle esortazioni papali. Si tratta di un libro di 264 pagine.
Porta la firma del 19 marzo antecedente, Solennità di San Giuseppe, padre putativo di Nostro Signore, sposo verginale di Maria Santissima e protettore della Sacra Famiglia.
In un certo senso, è lo sviluppo dell’intenzione espressa da Papa Bergoglio il 28 luglio del 2013, quando annunciò di voler concedere «una seconda possibilità» a chi è già legittimamente sposato.
Da allora, i due Sinodi sulla Famiglia, una parte del clero capeggiata dal cardinale Walter Kasper e Papa Bergoglio stesso, hanno marciato in questa direzione. Continua a leggere

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San Francesco di Sales, come il Maestro “mite e umile di cuore”

di Raimondo Giuliani

La mitezza fu per eccellenza la virtù di Gesù; Egli stesso infatti scolpì le meraviglie del suo divin Cuore in queste brevi parole: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29).
San Francesco di Sales volle di conseguenza far ruotare tutta la sua vita spirituale intorno all’umiltà e alla mitezza del Signore. «Le due care virtù – scrisse infatti una volta lo stesso Santo – che brillarono nella persona di Nostro Signore – e ce le ha raccomandate perché per mezzo di esse il nostro cuore si dedichi al suo servizio e si applichi alla sua imitazione in modo singolare – sono riassunte nella frase: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. L’umiltà ci perfeziona verso Dio, la dolcezza nei confronti del prossimo».
In particolare, il santo Vescovo di Ginevra si distinse in modo peculiarissimo nella mitezza e nella dolcezza di cuore verso il prossimo.
La mitezza, si sa, è detta a giusto titolo la virtù dei forti, perché solo un animo forte sa conservarsi mite e mansueto di fronte a offese o maltrattamenti. Continua a leggere

Sepoltura o cremazione?

di Don Leonardo Maria Pompei

Strettamente connessa con il tema della risurrezione della carne è la delicatissima problematica relativa alla cremazione dei defunti. Si tratta di tematica così particolare e su cui oggi circolano talmente tante idee errate, incomplete e a volte addirittura grossolane, che su di essa ha ritenuto opportuno intervenire recentemente la Congregazione per la Dottrina della Fede con un’apposita istruzione (“Ad resurgendum cum Christo”) datata 15 Agosto 2016 (approvata dal Papa) per dare assai eloquenti delucidazioni su tale pratica, le quali si possono così sintetizzare.
Per antichissima tradizione la Chiesa ha da sempre raccomandato con insistenza che i defunti fossero seppelliti nei cimiteri o altri luoghi sacri, anzitutto come segno esteriore di fede e speranza nella risurrezione della carne, ma anche come espressione della dignità del corpo umano che, sulla terra, è servito come strumento per l’anima e come vaso per raccogliere le grazie concesse dal Signore in vita e infine – ma non da ultimo – allo scopo di favorire il ricordo e la preghiera di suffragio di familiari e amici del defunto. Continua a leggere

Partecipa anche tu alle Poltroniadi 2018

Poltrona per me si va

Queste parole di colore oscuro, ma poi non tanto, sembra le abbia pronunciate o addirittura vergate una poltrona parlante. Lasciamo però il misterioso essere nel suo alone di mistero.
Vi annuncio invece che nel tempo libero mi sto preparando per le Poltroniadi del 2018, leggendo, scrivendo e talvolta dormicchiando. Visto che per scrivere non uso la penna, a titolo di compensazione mi restano solo le pennichelle.
Colgo l’occasione per esprimere la mia solidarietà ai comuni cittadini attaccati a poltrone senza potere, non come quelle dei politici, paragonabili all’edera, pianta rampicante e velenosa. Continua a leggere

Presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary

This is the presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary, which is the English version of La via della purezza. Per essere veri figli di Maria, one of my new Italian books.

(Questa è la presentazione di The Way of Purity: To be true children of Mary, la versione inglese de La via della purezza. Per essere veri figli di Maria, uno dei miei nuovi libri in italiano).

Dear Reader,

I present to you a book that has to do with the greatest questions of our life.
As you can already notice from the title, everything here is seen from the standpoint of purity and devotion to Our Lady, two aspects of a believer’s life that are inseparable.
We need to share the treasure of faith, love and purity especially nowadays, when all of this is fought against like never before in human history.
It is a fiery battle indeed, or rather a war that will mark the end of a decaying world and the renewal of all that exists. Continue reading “Presentation of The Way of Purity: To be true children of Mary”

Il faro nella notte

di Massimo Viglione

Un numero sempre più grande di persone è confuso, disorientato, sconfortato, arrabbiato, a volte sconvolto, per quanto sta accadendo nella Chiesa. E per la sempre più evidente spaccatura al suo interno. E chiede lumi sulla verità, su come stanno le cose, su chi seguire e chi non seguire.
Vi è un discrimine ultimo per sapere chi è con Dio e con contro Dio.
Il discrimine ultimo, la pietra d’inciampo su cui si sfracellano i costruttori della nuova religione della nuova umanità mondialista, è e rimane solo uno.
“Il Cristo”, come dicono loro, può essere ridotto a profeta, successore di Mosè e predecessore di Maometto, emulo di Buddha. Lo Spirito Santo può diventare lo “spirito del mondo”, nuova “anima mundi”. La Chiesa la si allargherà fino a contenere tutto e tutti nella futura religione del solo Dio padre di tutti gli uomini e di tutti gli esseri.
Il Vangelo lo si adatterà con una opportuna esegesi e “aggiornamento” dei testi, per poi unificarlo con gli altri testi delle altre religioni.
Perfino la Madre di Dio, la si trasformerà nella “Gran Madre dell’umanità” e della fecondità. Magari figurazione di Gaia. Continua a leggere

Due canzoni per la mamma

Di canzoni bellissime dedicate alla mamma ne conosco due: il classico Mamma e La mamma di Charles Aznavour, nella versione in italiano. Vi presento qui entrambe in due video. La prima è interpretata dal celebre tenore Beniamino Gigli, che fu amico di Padre Pio. Anzi, il Santo chiedeva spesso al tenore di cantargli questa canzone, innamorato com’era della Mamma celeste e di quella naturale che lo aveva concepito, dato alla luce e allevato con amore.
Non si senta escluso chi, come tanti, non ha conosciuto l’amore vero e puro di una mamma fedele. Abbiamo, se siamo cristiani, Maria Santissima come Mamma, e Lei ci aiuta ad aver pietà e amore anche per i genitori più difficili. Grazie alla nostra fede e perseveranza anche loro potranno rinascere, se sono ancora vivi.

Continue reading “Due canzoni per la mamma”

L’esorcismo del Pantheon

Il Pantheon è un monumento alla grandezza della Roma antica (e moderna). È rimasto in piedi per più di duemila anni, resistendo ai terremoti, agli incendi e alle inondazioni del Tevere.
L’oculo aperto della cupola ha turbato architetti e scrittori. Perché la calotta del Pantheon non è chiusa da una lanterna? Il fascio di luce che penetra da lì sembra una lancia che fende il buio interno. Molti autori l’hanno considerato simbolo di una presenza divina, che affronta le tenebre e giunge in soccorso degli uomini.
Un tempo, quando la città era pagana, lì si veneravano tutti gli dei del politeismo romano. Nel 608 l’imperatore bizantino Foca lo donò a Papa Bonifacio IV e si organizzò la suggestiva cerimonia per consacrarlo al Dio cristiano.
Il 13 maggio 609 una folla immensa si radunò nei pressi del Pantheon per assistere all’evento. Le cronache raccontano del trambusto e delle urla agghiaccianti che si avvertivano dall’interno: i demoni pagani erano consci di ciò che stava per accadere. Le porte furono spalancate e il Papa, di fronte all’ingresso, iniziò a recitare le formule per l’esorcismo. Continua a leggere

I cocchi della falsa chiesa: clandestini e peccatori «fragili»

Oggi, domenica 14 gennaio 2018, dopo esser riuscito in qualche modo a fare una confessione cattolica da un sacerdote francescano, ho partecipato alla Messa come la passa il “convento” della neochiesa supermisericordiosa.
Anche molti di voi avranno forse girato tante chiese in cerca di un rimasuglio di cattolicesimo nella celebrazione eucaristica. A volte però, nel caso dei religiosi, sono loro che girano e allora magari c’è un volto nuovo in città, come questa mattina lo era per me. Un giovane Padre dei frati minori, barbuto e dall’accento campano.
Nelle letture della Messa riformata si alternano i laici, anche donne, anche figure di maschiette con capelli corti e pantaloni. La solita solfa. La mente, un po’ stordita dal teatrino dei vari personaggi, cerca lo stesso di cogliere qualcosa della Parola di Dio, mentre loro e non il clero ce la porgono.
Ed ecco che arriva l’omelia. All’uditorio di anime morte o a rischio di sopravvivenza, viene detto chiaramente, con aria di grande bontà, chi sono i cocchi della falsa chiesa: clandestini e peccatori «fragili».
Per i clandestini e i burattinai della falsa misericordia, oggi è un trionfo: hanno indetto per questa domenica la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. L’invasione deve essere cattolica e universale come un tempo lo fu l’amore per Cristo e la sua Verità. Continua a leggere

Stanno abolendo gli inginocchiatoi da chiese e santuari. Segno dei tempi

Nella Basilica di Loreto sono arrivati nuovi banchi senza inginocchiatoi.
Ormai da diversi anni a questa parte questa tipologia di acquisti sta diventando una moda.
Chi scrive, un giorno, visitando una nuova chiesa (peraltro bruttissima, come si è soliti progettarle in questi anni) costruita a Piana Romana, presso Pietrelcina (un luogo dove san Pio da Pietrelcina ricevette le stimmate spirituali) notò che i banchi erano tutti sprovvisti di inginocchiatoi. Chiese spiegazione ad un frate lì presente, che rispose: “Questa non è una chiesa, è un’aula liturgica!”.
Questi sono i tempi, purtroppo.
Ma perché gli inginocchiatoi danno oggi così fastidio?
Non si tratta ovviamente del fatto che occupano più spazio. La ragione è diversa. Se ci si riflette sta proprio nella risposta che diede quel frate: aula liturgica.
Oggi le chiese non devono essere tanto chiese, ma aule. La chiesa implica il concetto di luogo con una Presenza, l’aula invece il concetto di luogo per riunirsi. Una chiesa vuota, rimane chiesa, perché c’è Lui, c’è Dio in Corpo, Sangue (anche nell’Ostia c’è il Sangue!), Anima e Divinità nel Santissimo Sacramento; ma un aula vuota non è più nulla, a causa del suo essere vuota in quanto la sua ragion d’essere è solo nell’accogliere un’assemblea. Continua a leggere

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