Se stimiamo l’amicizia, prima o poi ci viene da domandarci: “Chi è il vero amico?”.
La risposta più grande, ma anche l’unica vera che possiamo dare, non è una semplice descrizione. Non servirebbe a dire l’essenziale.
Ecco la risposta che coglie nel segno: il vero amico, il mio e il tuo vero amico, è il Signore Gesù Cristo.
Il nostro adorabile Signore ci insegna che «nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13). E Gesù a noi ha donato, prima ancora della nostra vita, la sua stessa vita sulla croce, al culmine dei benefici portati alle sue creature umane, per riceverne disprezzo, odio, torture, sputi e incredulità.

Non solo, ma Gesù ci ha donato se stesso, nell’unione della Santissima Trinità. Proprio per questo ci ha creati, per donarci se stesso e perché noi ci doniamo a Lui, che è il sommo e unico vero Bene, la nostra felicità, la nostra gioia eterna, il nostro fine, lo Sposo della nostra anima, il nostro tutto.
A Gesù poi certo non sfugge l’importanza dell’amicizia umana per la nostra vita. Più volte nei Vangeli il Signore parla dell’amicizia o usa la parola “amico”.
Rileggiamo quello che Gesù dice sull’amore e l’amicizia, alla vigilia della sua Passione (Gv 15,12-14):

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.

Dunque l’amicizia vera, con il Signore Gesù e quindi anche tra noi, è fare ciò che Gesù ci comanda. E cosa ci comanda? L’ha detto poco prima: di amarci gli uni gli altri, come Lui ci ha amati. Avere gli uni per gli altri, io per te, tu per me, un amore come quello del Signore Gesù per ciascuno di noi.
Ora, come Gesù ci ha amati e come ci comanda di amarci non è un mistero. Ce lo dicono i benefici che ha portato alle sue creature umane, tutti i sacrifici che ha compiuto per noi, ma ce lo dicono anche i suoi insegnamenti e gli insegnamenti autentici della Chiesa.
Possiamo forse dire di realizzare l’amore e l’amicizia, e di comportarci da veri amici gli uni con gli altri, se vogliamo vivere la vita come ci pare e piace, e non secondo gli insegnamenti santi di Cristo e della sua Chiesa?
Ad esempio, può un uomo che ama l’impurità di linguaggio o che è indelicato meritare il nome di amico e di cristiano? Può una donna che non è specchio di modestia cristiana anche nel suo aspetto esteriore dare consolazione a chi vorrebbe poterla avere per amica?
Oppure, possiamo davvero giocare a fare i cristiani all’avanguardia, difensori della Tradizione in una Chiesa quasi interamente putrefatta, quando poi neghiamo a chi si presenta a noi il conforto e la sicurezza di un ardente amore fraterno? Quando anche noi, come tutti i mondani, dividiamo le persone tra amici e spazzatura?
Cari miei, questi sono i tempi della fine e dobbiamo fare scelte definitive di giustizia, in questo preciso istante.
Non aspettiamo ancora un’ora o domani, perché il momento della grazia è adesso. Decidiamoci senza indugio per la vera amicizia, per amore del nostro vero Amico, il Signore Gesù.