Di solito oggi si ha solo una vaga idea di chi siano i figli. Domandiamoci: sentiamo, nel profondo, di essere un figlio o una figlia noi per primi?
La risposta a questa domanda non è così facile.Il male più grande in questi nostri tempi è proprio di non vivere come figli, ma come orfani.
Orfani raramente di un padre o una madre, ma quasi sempre del loro amore. L’amore con cui un papà o una mamma accolgono tutti i figli mandati da Dio come un dono, come il bene più prezioso che sono stati capaci di raggiungere nella vita e nel matrimonio.
E’ l’amore con cui il papà e la mamma guardano i propri figli, stupendosi davanti al miracolo della loro innocenza e pronti a difenderla a qualunque costo. La purezza dei genitori e il loro amore per la purezza, per l’incanto della verginità, del corpo e dell’anima incontaminati dei propri figli.

E’ l’amore che fa desiderare non solo di farli nascere, ma anche di portarli in Paradiso, perché, dice il Signore Gesù, «il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli» (Mt 18,14).
Quando si parla del matrimonio cristiano, si dice, come insegna San Paolo, che l’amore del marito per la moglie imita quello del Signore Gesù per la Chiesa, del Capo per il Corpo, dello Sposo per la Sposa. Ovviamente non si tratta di un corpo fisico ma spirituale, cioè di anime viventi unite nella Chiesa dal battesimo.
Ma l’amore dei genitori per i figli imita l’Amore del Padre eterno che dona la vita a noi e allo stesso Figlio unigenito.
Ora, se ci pensiamo, dov’è l’amore più grande tra condividere la vita, come fanno gli sposi, e donarla a un nuovo figlio che nasce? Sicuramente l’amore che dona la vita è più grande di quello che la condivide con una persona già vivente.
Ecco perché la Chiesa ha sempre detto che nel matrimonio il fine più grande di tutti è la procreazione. Il motivo sta nella grandezza dell’amore donato, e non semplicemente nella moralità.

(Potete vedere con questo articolo un’immagine ispirata di Dio Padre. La sfera che tiene vicino al cuore è il mondo, abitato dai suoi figli. Ha lasciato giù la corona per esprimerci meglio la sua tenerezza infinita).