A te che leggi presento qui lo Sposo della tua anima, citando da un mio libro in attesa di pubblicazione. Comincio da una scena del Vangelo, quando la Persona di cui ti parlo incontra una donna samaritana accanto a un pozzo.
Andiamo subito al vivo della loro conversazione, quando la donna si sente dire:

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva» (Gv 4,10).

Quale uomo, potremmo chiederci, ha mai parlato così? Là, presso quel pozzo antico, è il Signore Gesù che si rivela alla Samaritana, e poi sarà accolto nella città di lei.
Chi se non Gesù poteva mai, parlando, rapire la nostra attenzione, i nostri desideri, tutto noi stessi? Gesù si esprime con gli accenti di un affetto infinito, soprannaturale, misterioso, struggente. E’ l’incontro con una Persona straniera a un primo sguardo, ma attesa da sempre, anelata per sempre.

Gesù dice a quella sua creatura umana: se tu sapessi chi è Colui che ti parla, tu ti slanceresti nel suo Cuore, dove zampilla l’acqua di una Fonte eterna, il dono dello Spirito Santo.
San Paolo proclama: «Egli è immagine del Dio invisibile, / generato prima di ogni creatura». «Tutte le cose sono state create / per mezzo di lui e in vista di lui» (Lettera ai Colossesi 1,15.16).
Più volte nei Vangeli, Gesù viene chiamato o parla di sé come «lo sposo». Vuole dirci che solo Lui ci può donare la gioia, il compimento della vita, il coronamento di tutti i nostri sogni.
Parlando del matrimonio tra l’uomo e la donna, potrei dire per esempio che la donna è desiderabile per la sua bellezza esteriore, ma soprattutto per la grazia femminile dei suoi lineamenti e del suo animo, per la sua generosità materna, per la sua dolcezza, per il coraggio nel restare accanto al suo uomo, per il suo intuito, per l’intensità più forte del suo amore a confronto degli uomini, per il senso di mistero che avvolge i suoi pensieri e le sue espressioni e così via.
Ma Gesù di tutto questo, e della donna stessa, è la Fonte, il Creatore. Gesù è la bellezza stessa, il fascino stesso, la generosità, la dolcezza, il coraggio, l’intuito, l’Amore, il mistero stessi. Gesù è vero uomo e vero Dio. Le sue qualità sono di una grandezza infinita.
In più, a nessuna creatura umana, tranne alla Madonna, è possibile essere presente in un’altra persona. Dio invece può tutto e ha voluto rimanere in ciascun figlio o figlia che vivono in stato di grazia.
Lo Sposo divino, il Signore Gesù, non lascia mai il cuore e l’anima di colui o colei che lo ama. Lo sposo o la sposa umani non possono stare sempre con noi e mai in noi. Gesù, invece, non si scosta mai dal suo fedele, ma rimane Cuore a cuore con lui, o con lei.
Prima della sua venuta, l’uomo e la donna credenti sapevano solo innamorarsi l’uno dell’altra e sposarsi, con la benedizione di Dio. Ma ora l’Amore stesso si è incarnato e noi possiamo innamorarci di Lui, del Signore Gesù.
Le persone consacrate hanno il dono di realizzare già in questa vita lo sposalizio con Cristo, che si compirà in Paradiso per tutti i salvati.
E quanto si sbaglia, nel parlare di rinuncia al matrimonio per chi sceglie la vita consacrata!
Forse che nel matrimonio tra uomo e donna, l’uomo, per esempio, rinuncia a un’altra donna per sposare quella di cui è innamorato?
Forse che la persona consacrata rinuncia a un altro qualsiasi uomo o donna, come se non si trattasse di innamorarsi perdutamente del Signore Gesù?
Oppure non si crede veramente che esiste, per una persona, una sola vocazione?
E’ Dio, nostro Creatore e Padre, che ha per ciascuno di noi la nostra vocazione ideale.
Non si tratta di scegliere una vocazione e di rinunciare a un’altra, ma di slanciarsi nella propria vocazione, con cuore felice e fiducioso.