Penso di pubblicare molto presto un articolo sul Sinodo dedicato alla Famiglia che si è appena concluso. Abbiamo avuto conferma che il matrimonio si trova più che mai sotto attacco nella stessa Chiesa Cattolica.

Ma fin dalla precedente decisione di Papa Francesco su nuove norme per la nullità del matrimonio, la Chiesa è già caduta nel baratro.
Fin dal 28 luglio 2013 Bergoglio, intervistato sull’aereo che lo portava a Rio de Janeiro per la Giornata mondiale della Gioventù, aveva messo in chiaro le sue intenzioni.
Si trattava, diceva, di prendere esempio dagli ortodossi che concedono una «seconda possibilità» alle persone che hanno formato una coppia lasciando il coniuge legittimo.
Chi ha donato la vita a Bergoglio, a me e a voi, Nostro Signore Gesù Cristo, ha dato a questo il nome di adulterio. Tradimento del vincolo sacro dell’amore, «per la durezza del vostro cuore» (Mt 19, 8).
E noi chi vogliamo seguire, il nostro adorabile Signore Gesù, al quale dobbiamo tutto, o un capo che gli si oppone?
Ora Bergoglio ha sconvolto le norme che la Chiesa seguiva per il riconoscimento della nullità del matrimonio.
Nullità del matrimonio finora voleva dire, nel linguaggio della Chiesa, non annullare e rendere nullo un matrimonio valido, ma riconoscere come nullo fin dal principio un matrimonio che valido non lo era mai stato.
Comunque era presupposta la validità di ogni matrimonio celebrato, considerato come il bene sacro da tutelare, proprio perché si tratta di un sacramento divino e non di un semplice accordo umano. Si seguiva il principio del cosiddetto favor matrimonii, favore verso il matrimonio.
Papa Benedetto XIV, con il decreto Dei miseratione del 3 novembre 1741, prese delle misure decisive contro gli attacchi dell’illuminismo alla famiglia. Istituì un defensor vinculi (difensore del vincolo) in ogni diocesi e stabilì che solo due sentenze consecutive conformi potevano far ottenere il riconoscimento della nullità. Non si poteva rischiare la leggerezza con il sacramento del matrimonio.
Adesso invece ci sono due motu proprio di Papa Francesco, Mitis iudex Dominus Iesus per la Chiesa latina e Mitis et misericors Jesus per le Chiese orientali, che disfanno tutto l’operato della Chiesa Una, Santa, Cattolica, Romana e Apostolica.
Bergoglio ha eliminato il secondo grado di giudizio. Ha dato a ogni vescovo la facoltà di essere giudice lui stesso nell’unico processo bastante a prendere una decisione esecutiva. Ha introdotto un processo breve, «che viene stabilito per risolvere i casi di nullità più evidente» (dal motu proprio per la Chiesa latina).
Rompendo inoltre con la stessa dottrina cattolica, Bergoglio nell’art. 14 § 1 del Titolo V delle Regole procedurali da lui decise ha inserito la mancanza di fede tra le cause di nullità del matrimonio.
La Chiesa Cattolica invece ha sempre affermato che non è lecito considerare la mancanza di fede come causa di nullità, perché il matrimonio cattolico è valido quando gli sposi si propongono di fare ciò che fa la Chiesa. Ad esempio, se sono decisi a rimanere fedeli l’uno all’altra e se intendono procreare figli.
La mancanza di fede sarebbe causa vera di nullità solo se e nella misura in cui portasse a non voler fare ciò che fa la Chiesa. Bergoglio al contrario inventa come causa di nullità «quella mancanza di fede che può generare […] l’errore che determina la volontà». Così facendo, scaraventa ancora di più il matrimonio cattolico e la Chiesa nello sfacelo e nella desolazione di ciò che è sacro.
Immaginiamoci poi che cosa succederà se queste decisioni arriveranno ad essere effettive, alla data prevista. Come è risultato dal Sinodo sulla Famiglia dell’ottobre 2014, la maggior parte dei vescovi cattolici sono ormai contro l’indissolubilità del matrimonio. Non aspettavano altro che una decisione simile, per massacrare quel che resta delle famiglie cattoliche con l’autorità e i mezzi ricevuti da Bergoglio.
Non solo questa decisione è contro la vera Chiesa Cattolica, ma si pone in aperta sfida alla Madre di Dio, Maria Santissima. E’ stata firmata il 15 agosto, Solennità dell’Assunzione in Cielo di Maria Vergine. E’ stata resa nota l’8 settembre, Festa della Natività della Madonna. E si è stabilito che entri in vigore l’8 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione.
Per satana, queste corrispondenze vogliono dire attentare al legame che deve esistere tra la Madonna e noi suoi figli, e portare più figli possibile all’inferno.
Ma per noi, tutto questo vuol dire unirci di più alla Madonna nostra Madre. Da come viene oltraggiata vediamo meglio che è proprio Lei, Maria Santissima, a condurre la battaglia della fine dei tempi alla guida dei suoi figli devoti.
Speriamo che il nostro Papa, Benedetto XVI, si stia rendendo conto di cosa avviene ora nella Chiesa, e stia prendendo la decisione di intervenire.
Egli è molto anziano, e non in buona salute. Ma da chi altri attenderci il tentativo di riprendere il timone della Chiesa nella fedeltà a Cristo?
Anche se i fedeli si sono ridotti a un piccolo resto, è per loro e per il successore di Pietro la promessa che «le porte degli inferi non prevarranno contro di essa», contro la Chiesa.