Qualcuno potrebbe chiedersi: che cos’è la Messa? Un’abitudine per passare senza troppi problemi dal sabato al lunedì? Un’occasione per radunare insieme gente di ogni categoria, all’insegna del buonumore? Una specie di festicciola dove c’è chi suona la chitarra e canta alla meno peggio, o chi fa il suo numero per gli applausi degli spettatori?
Se pensiamo alle Messe di oggi, la descrizione sembrerebbe vera punto per punto. E allora perché andarci? Chi l’ha detto che il cristiano, la persona battezzata come te e me, non può vivere senza la Messa? Ci si potrebbe divertire meglio da un’altra parte…
La foto qui sopra l’avrete adesso già guardata e forse anche riguardata. Osserviamola più attentamente. Sembra che il sacerdote, mentre eleva il calice, e con lui gli altri celebranti e aiutanti, stiano non dico salendo più in alto, ma addirittura salendo al Cielo, al Paradiso.
Ed è così. L’immagine che vedete è presa dalla Messa di sempre, quella che per la precisione si chiama Santa Messa tridentina e popolarmente viene detta “Messa in latino”.
Davvero la Messa di sempre è «l’atto supremo del culto divino, l’apice e l’anima della Religione cristiana», come la definì il grande Pio XII, che fu Papa dal 1939 al 1958.
A quei tempi, la riforma del 1969 che ha portato alla Messa desolante di oggi era ancora di là da venire.
C’è voluto il «dialogo col mondo», inaugurato con il Concilio Vaticano II, per spezzare le reni alla Chiesa.
Il Vaticano II terminò nel 1965 nelle mani di Papa Paolo VI, che quattro anni dopo accolse una riforma perversa della Messa preparata da un certo monsignor Annibale Bugnini. Altre innovazioni vennero poi portate dalle commissioni incaricate di applicare i cambiamenti decisi da quel Papa.
Nel frattempo, Paolo VI si convinse da qualche segnale che Bugnini fosse un massone – di questo non abbiamo le prove – e lo spedì lontano, ma senza cambiare una virgola della riforma.
In realtà, sia la Messa tradizionale che quella riformata hanno lo stesso valore, anche perché tutte e due sono state approvate da un Papa. E’ il valore infinito del Sacrificio di Gesù Cristo sul Calvario.
La Messa è quel Sacrificio, sempre lo stesso, uno soltanto, ma rinnovato sull’altare in modo soprannaturale e senza più spargimento di sangue.
Dal Sacrificio di Cristo nasce la consacrazione del pane e del vino, che diventano il suo Corpo e il suo Sangue, cioè l’Eucaristia, la Comunione.
No, la nostra anima non può vivere senza la Messa e la Comunione.
E ora mettiamo a confronto l’opera di Dio e quella della riforma umana. Vediamo solo i punti principali.
La Santa Messa tridentina venne fissata da Papa San Pio V nel 1570, ma le sue origini sono antichissime e risalgono fino ai primi secoli dell’era cristiana.
In questa Messa, al centro c’è Dio. Dio è nel tabernacolo, dove nell’Eucaristia si trova Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio.
Il sacerdote che celebra è quindi rivolto verso il tabernacolo, verso Dio, per adorarlo e rendergli culto. L’altare si trova proprio sotto il tabernacolo. Tutti si rivolgono verso Dio insieme al sacerdote: i consacrati e i chierichetti che lo assistono, e i fedeli.
I chierichetti nella Messa di sempre possono essere uomini ma anche fanciulli, che crescono nello spirito di adorazione. Così magari sentiranno nascere nel proprio cuore la pura vocazione al sacerdozio.
Nell’opera della riforma, il sacerdote dà le spalle al tabernacolo, volta le spalle a Dio! E rimane rivolto invece verso i fedeli, per compiacere gli uomini, con in mezzo una specie di tavolona, che è diventata il nuovo “altare”.
I chierichetti qui sono quasi sempre dei ragazzini confusi se non ribelli, e si è arrivati al punto di inventarsi le chierichette, smaniose come i maschi di farsi avanti, di fare qualcosa per sentirsi protagoniste e non per dare gloria a Dio nell’umiltà, nel nascondimento e nell’adorazione. Potrebbero essere le “sacerdotesse” di domani, ovviamente non nella vera Chiesa di Cristo, ma in una falsa chiesa o direttamente in una delle chiese di satana.
Nella Messa cattolica la Comunione viene ricevuta in ginocchio e direttamente nella bocca dalla mano consacrata del sacerdote, per la fede che in quell’Ostia c’è Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Nella Messa riformata si profana l’Ostia consacrata mettendola nelle mani di gente che sta in piedi, come se fosse una cosa qualunque. E si permette anche ai laici di toccare e distribuire l’Eucaristia!
La Santa Messa cattolica viene celebrata in latino, l’unica lingua sacra e universale, che dona ai fedeli un senso di mistero e li fa entrare di più nel mistero infinito di Dio. Comunque, in certe chiese ci sono a disposizione dei libretti con il testo latino e la traduzione a fianco.
Anche per la Messa riformata la versione ufficiale sarebbe in latino, ma con la possibilità di usare la lingua di ogni diversa nazione, come poi si è fatto dovunque.
Ora invece dell’universalità abbiamo la dispersione, invece della sacralità e del senso di mistero il suono di ciance e la mediocrità.
Nella Messa cattolica la musica è il canto gregoriano con l’accompagnamento dell’organo. Voci e suoni angelici, melodiosi, ispirati… Come seconda scelta, può esserci la musica polifonica, pure molto dignitosa.
Nella Messa riformata invece, lo sapete forse un po’ tutti quello che si trova: chitarre, tastiere, tamburelli, battimani e canti sguaiati.
Da una parte lo spirito di adorazione, il desiderio profondo di glorificare Dio stando uniti con gli altri fedeli.
Dall’altra parte, lo spirito di trasgressione e la voglia di fare della Santa Messa quello che pare e piace, con i fedeli che diventano sempre più freddi, indifferenti e cinici.
Le chiese costruite dopo la riforma sono dei grandi sarcofagi spirituali che spengono la fede, la speranza e la carità solo a guardarle da fuori. All’esterno come all’interno sono squallide, false, anticattoliche. Sulla loro porta starebbero bene quelle parole che Dante nella Divina Commedia racconta di trovare iscritte sopra la porta dell’inferno: «Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente. […] Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate».
C’è da stupirsi, tra «dialogo col mondo» e Messa riformata, se la Chiesa ha avuto un crollo spaventoso delle vocazioni e dei fedeli praticanti?
In questa Chiesa conformista non ci crede più nessuno, tranne i cristiani sazi, quelli che non cercano più niente, perché pensano di aver trovato già tutto.
Ma non perdiamoci d’animo: Dio rimetterà a posto ogni situazione, anche se ci sarà molto da soffrire. Intanto, cerchiamo di essere uniti tra noi.
La Chiesa dei veri fedeli rimasti erediterà la terra!

Infine, ecco il collegamento a una pagina di internet con gli elenchi delle Messe tridentine celebrate in varie città d’Italia:

http://www.messainlatino.it/pag3_sito.htm