La verginità, del corpo e del cuore, è il grado supremo della purezza.
Nella verginità si trova la purezza originaria. Non quella riacquistata da chi era caduto nel fango e si è rialzato, ma la persona incontaminata, mai sfiorata dall’alito della corruzione, intatta nel fiore della sua bellezza spirituale.
La verginità si può leggere sul volto dei bambini, ma anche di non pochi sacerdoti e suore.
Appare come una speciale delicatezza e finezza, che si possono spiegare solo con motivi soprannaturali. Anzi, quei volti sono espressioni e segno dell’esistenza di Dio.
La verginità del corpo e del cuore, una volta perduta con il peccato, non tornerà mai più. Quella persona non sarà mai più come Dio l’aveva voluta e creata in origine.
Tuttavia, il Signore nel suo Amore misericordioso chiama i peccatori a rialzarsi e a purificarsi.

Lo stesso grande Re Davide aveva mancato contro la purezza, rubando a un uomo la sua sposa e poi mandandolo a morire per eliminarlo.
Ma eccolo con il cuore contrito, nel Salmo 50, mentre invoca il perdono e nuova forza dal Signore: «Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; / nella tua grande bontà cancella il mio peccato. / Lavami da tutte le mie colpe, / mondami dal mio peccato».
Oggi, noi viviamo in un mondo alla fine. Questo mondo, questa umanità, conoscono ormai quasi solo il peccato mortale.
Non è una profezia, non è Dio a decretare la fine dei tempi, ma è l’umanità che distruggendo tutto quello che poteva esistere di sacro, di puro e di nobile ha stabilito la propria fine.
Il mondo del peccato passa ma, sia pure attraverso la grande tribolazione, la terra rinascerà.
Allora, di questi politici, giornalisti, potenti, gente mondana che brama solo il peccato e la violenza sugli innocenti e i credenti, non resterà più traccia se non all’inferno.
Il Signore Gesù ha dato una volta per sempre l’avvertimento (Mt 18, 6-7):

«Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!»

Questa umanità invece ha osato fare dello scandalo la legge della società e dello Stato, e il modo di trattare i bambini, persino i propri figli.
I bambini di oggi sono, innanzitutto, i pochissimi sopravvissuti al mancato concepimento e all’aborto decisi dai genitori, che non hanno voluto i figli mandati da Dio.
Poi vengono allevati nel nudismo o seminudismo, in ambienti nei quali si respirano i miasmi della contraccezione, della volgarità, dell’oscenità, della dissacrazione, della freddezza, del conformismo, dell’ostilità verso altre persone.
I genitori di oggi fanno dei propri figli dei sacrifici umani sull’altare dei propri idoli, l’impudicizia, la televisione, il potere, l’egoismo.
Il bambino piccolo è ancora abbastanza puro, perché non agisce per secondi fini, ma si affida con fiducia a chi si occupa di lui.
Ma ben presto, davanti alla perversità dei genitori, degli adulti e dei compagni di scuola, anche il bambino comincia a diventare sordo alla voce dell’amore.
Impara a infliggere indifferenza e sofferenza a se stesso e agli altri, piccoli e adulti.
Quasi nessuno insegna ai bambini a credere in Dio e a servirlo con tutto il cuore. Così i bambini cominciano a diventare testardi, perché anche loro ormai sono capaci di pensare solo a se stessi.
Eppure, basta che noi lo vogliamo e può avvenire il miracolo di grazia, la nostra conversione, la nostra rinascita.
Continuando a donarci la vita, Dio ci offre ancora, in quest’istante, che è l’unico di cui abbiamo certezza, la sua grazia per ricominciare a vivere.
Rispondiamo all’appello del Signore, adorandolo e amando le persone per quello che sono agli occhi di Dio.