Il male fatto non possiamo tornare indietro e impedire che sia stato. Ma con l’aiuto della grazia di Dio possiamo pentirci sinceramente e confessarci.
Il Signore non voleva che si perdessero le cose e le persone che abbiamo distrutto in questa vita. Ma meno che mai vuole che perdiamo noi stessi.
Qualunque atto malvagio avessimo compiuto, Dio ci comanda di rialzarci, per farci sentire ancora, o per la prima volta, il suo abbraccio di Padre misericordioso. E Maria Santissima vuole essere riconosciuta da noi come la Mamma più vera.
Per quanto possibile, ripareremo il male commesso e chiederemo perdono a vivi e defunti, sperando che questi ultimi non siano dannati. Pregheremo per le nostre vittime. Mostreremo a loro una persona nuova, rinnovata dal miracolo di grazia che solo Dio poteva ottenere.
Ora facciamo altri due esempi particolari.
Uno, quello di una coppia sposata che ha impedito di esistere ai figli attesi da Dio, rifiutandosi di generarli, e che per giunta ha praticato la contraccezione.
Secondo dei due esempi, una situazione che anche certi cardinali e uomini di Chiesa giudicano senza ritorno, perché non vedono più in là della loro superbia.
Potrebbe essere quella di due sposi cattolici che hanno divorziato e lui, lei o entrambi hanno anche avuto figli dall’adulterio approvato dallo Stato ateo-massonico.
C’è un detto, che bisogna guardare avanti. Si stende un orizzonte eterno davanti a noi, con i nuovi cieli e la nuova terra e pace, finalmente, per gli uomini e le donne di buona volontà.
Sono possibili due alternative.
La prima, rivoltolarsi ancora nel fango e nel sangue di un mondo perverso, indurendo il nostro cuore fino a non poterci più salvare.
La seconda, pensare finalmente a Dio come nostro Padre, e decidere di vivere come suoi figli. Paghiamo adesso il prezzo della fedeltà, per riceverne in un domani il premio eterno.
Impedire l’esistenza dei figli, praticare la contraccezione, chiedere il divorzio e avere rapporti sessuali contro il sacramento del matrimonio sono tutti peccati mortali. Peccati contro la vita dei figli, contro la purezza, contro natura, contro la sacralità del matrimonio cristiano.
Sta a chi commette questi peccati chiedere a Dio e alla Madonna, nostra Avvocata, la grazia di pentirsi. Bisogna smettere subito di peccare con gli atti, le parole, il pensiero, le omissioni.
Se si è sposati legittimamente, si cercherà d’ora in poi di vivere santamente il matrimonio.
Bisogna sempre vivere un tenero e puro amore coniugale, e praticare l’astinenza se e nella misura in cui sia necessaria per evitare il peccato.
L’astinenza può essere richiesta perché si deve imparare a usare i metodi naturali per la regolazione delle nascite. Oppure perché nella situazione di salute in cui siamo è quella l’unica soluzione non peccaminosa.
Si rinuncia all’idolo dell’impurità e si accoglie Dio nel proprio cuore e nella propria famiglia.
Se si è divorziati con figli, bisogna alzare la testa da veri cristiani e parlare amorevolmente – sì, amorevolmente – con il coniuge legittimo lasciato, con i figli avuti da quel coniuge, con la persona sposata civilmente e con i figli avuti da questa.
A loro bisogna dire che d’ora in poi l’unica persona che si tratterà da marito o moglie, vicina o lontana che sia, sarà quella sposata con il sacramento del matrimonio.
La persona con cui si è vissuto nell’adulterio la si tratterà solo come fratello o sorella nel Signore, si pregherà sempre per lei e si cercherà per quanto umanamente possibile di arrivare a una soluzione abitativa separata.
Dei vari figli ci si prenderà cura con grande amore, dedicandosi a ciascuno di loro con pari attenzione.
Se i figli sono piccoli, per allevarli potrebbe essere necessario rimanere in casa con il coniuge sposato civilmente, ma in uno stato di castità perfetta.
Quanto sarebbe bello invece se i due sposi divorziati tornassero insieme, e si prendessero cura di tutti i figli generati o adottati da lui e da lei!
I coniugi separati o divorziati, invece di devastare la famiglia, i figli, la società, la Chiesa con l’adulterio, devono pregare e fare sacrifici per poter tornare con il coniuge legittimo.
E’ un miracolo di grazia, questo, che Dio sicuramente vuole fare agli sposi, perché è Lui che li ha creati, amati e uniti con il sacramento del matrimonio cattolico.
In qualunque situazione ci troviamo, innanzitutto dobbiamo essere pronti a morire piuttosto che offendere Dio anche con il minimo peccato.
Poi ascoltiamo quello che ci dice e a volte concede la Chiesa, chiedendo consiglio a un sacerdote affidabile.
Se non lo abbiamo in città, vale la pena di viaggiare per andarlo a trovare, o di telefonargli o scrivergli.
Chi cerca trova, dice il Signore Gesù!