La nostra società occidentale è così oscena che semmai si scandalizza per la purezza di cuore, rarissima come un tempo lo era l’oscenità.
Si potrebbe parlare di una dimensione televisiva, la quinta o la nona o la tredicesima, in cui entrano i nostri contemporanei per ricaricarsi di oscenità. Poi, ne escono per riversarla in famiglia, sul lavoro, per strada, dovunque.
Ovviamente, la televisione non serve solo a ricaricarsi di sporcizia, ma anche a prenderne la versione più aggiornata.
Secondo le disposizioni dei governanti, la televisione deve portare i telespettatori verso limiti sempre più estremi, fino a che il popolo perda ogni legame con Dio e ogni traccia di umanità.
Anche nel campo del cinema e della televisione, si è seguito il principio della gradualità. La massoneria e gli atei militanti tengono molto alla gradualità, anzi ne hanno fatto un caposaldo della loro conquista del potere.
Bisognava corrompere il popolo per averlo dalla loro parte, pronto a tutto contro Cristo Signore e i fedeli.
Nella scalinata dell’oscenità, sul primo gradino sono comparsi i baci sulla bocca tra attori, segno inequivocabile ma ricco di stile della loro caduta e della loro prostituzione.
Passo dopo passo, i governanti sono riusciti a portare al cinema e anche in televisione, cioè in ogni casa, l’offerta completa o quasi della pornografia, a seconda dei canali trasmittenti.
Nell’antichità, gli idolatri facevano sacrifici sanguinari con i loro figli alle false divinità. I governanti e i genitori di oggi sacrificano l’anima eterna dei loro figli sull’altare della televisione.
Sono tutti sacrifici rivolti indirettamente a satana, così come i popoli che li compiono sono ormai pronti a obbedire a satana indirettamente, quando riceveranno i suoi ordini attraverso l’anticristo e l’antipapa.
Ma l’oscenità sul piano fisico, sessuale, non bastava. Si dovevano percorrere tutte le strade possibili, e fino in fondo.
Così, lungo la china, i produttori e gli “artisti” si sono cimentati anche in un genere di oscenità “benevola”, quella dei film sulla vita dei Santi e di Nostro Signore stesso.
In questo caso non si vedono dei nudi, e nemmeno dei baci sulla bocca. Il linguaggio non comprende parole sporche.
Ma allora di che oscenità stiamo parlando? Di un’oscenità spirituale. L’oscenità dello spirito e dell’anima.
Se infatti gli attori in questione avessero fede, i loro volti, pur non potendo essere santi, sarebbero almeno volti di credenti e di giusti. Allora una somiglianza almeno lontana con i Santi ci sarebbe.
Invece è molto arduo trovare la somiglianza di un volto umano con il volto di Cristo, perché Gesù ci dice che «chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv 14, 9).
Tuttavia, gli attori che recitano espongono oscenamente, sui loro volti, nella loro voce, nei loro gesti, un’anima non credente o di poca fede come se fosse l’anima di un Santo, anzi persino del Signore stesso!
Il gioco ha comunque il suo tornaconto. Il pubblico, vedendo programmi simili, senza esserne consapevole identifica la santità e il Signore stesso con lo spirito del mondo, e si degrada ancora di più verso la perdita completa della fede.
Insomma, la televisione si può davvero definire “il rimedio per tutti i beni”, come ho fatto anche nel mio libro Che la forza sia con voi. Prontuario per giovani di spirito.
Sono scintille, fiaccole di umorismo che resistono, in attesa di un tempo di grande sofferenza, prima che tutto il male passi dalla nostra vita.