Tra i suoi più grandi capolavori, l’umanità del Medioevo ci ha lasciato in eredità un famoso libretto, L’imitazione di Cristo.
Nel capitolo 20 del primo dei quattro libri in cui l’opera è divisa, si legge: «Ogni godimento della carne penetra con dolcezza, ma alla fine morde e uccide».L’autore si rivolge principalmente a chi ha scelto la vita in un monastero, ma c’è un messaggio anche per noi.
I monaci e le monache sono consacrati interamente a Dio, e chiamati a combattere in ogni istante per la salvezza delle anime. Proporre un godimento a loro, è come proporlo a un soldato che combatte in trincea.
Il loro godimento sta nell’adorare, nell’amare, nel donarsi e nel veder fiorire più possibile la grazia di Dio nelle persone e ovunque.
Lo stesso vale per i preti, tra i quali spicca nel modo più rappresentativo la figura del Santo Curato d’Ars, Jean-Marie Vianney.
Per i laici, soprattutto se sposati e con bambini, qualche piacere occasionale potrebbe essere lecito.
Per esempio, un dolce offerto e mangiato a un compleanno, o il profumo di un fiore che una signora ha ricevuto dal suo sposo.
Considerando però i nostri tempi di apostasia e persecuzione, anche dentro la Chiesa, contro i giusti e i santi, viene naturale limitare i piaceri e intravederne la scomparsa, tra non molto.
La Madonna ha detto a Medjugorje di lasciar perdere i piaceri. Non c’è tuttavia da rabbuiarsi per questo. Se distogliamo il pensiero dal piacere, l’unione con Gesù e Maria diventa più facile nel profondo di noi stessi. E noi possiamo amare gli altri con un cuore più grande.
Teniamo poi presente che l’orazione e la mortificazione, come ci ricorda San Filippo Neri, non possono fare a meno l’una dell’altra.
L’orazione è lo slancio, la manifestazione del nostro amore a Dio e alla Madonna.
La mortificazione è riconoscere il nulla che siamo come creature. Ma anche fare qualche rinuncia, qualche sacrificio sempre per amore di Dio e della Madonna, e in particolare per salvare le anime di altri figli di Dio.
La Madonna nelle sue apparizioni, come quelle di Fatima nel 1917, chiede a tutti noi di fare questi sacrifici e rinunce.
Mortificarsi vuol dire anche pazientare sempre, per conservare in noi, e aumentare, la grazia che Dio ci offre.
Possiamo dunque avere slancio verso Dio e la Madonna, se non desideriamo fare per loro qualcosa che ci costi?
C’è soprattutto un piacere sul quale vorrei dire qui due parole. Quando si parla di seduzione, sappiamo bene di che si tratta. Nei nostri ultimi tempi la seduzione è un vanto, un nuovo comandamento.
Quanto suonano vere allora le parole che vi ho citato all’inizio! Il godimento carnale si presenta con dolcezza, ma morde e uccide la nostra anima come un serpente dal veleno mortale.
Oggi l’oscenità ci viene incontro dovunque, visto che quasi tutte le giovani donne girano mezze nude.
E’ una civiltà alla fine, ma trova più che mai motivo per gloriarsi.
Nella tentazione, le belle forme delle donne sembrano uno spettacolo di dolcezza, anzi soavità. Ma subito, per chi cede, arriva il morso del serpente, del diavolo che abbatte le difese della purezza ed entra nel cuore e nella mente di quell’uomo.
Sì, le belle forme femminili sono dolci e soavi. Ma solo nel segreto di un casto, puro e fedele matrimonio!
Sono dolci e soavi perché Dio, nostro Padre e Creatore, le ha volute così. Le ha donate alle donne perché fossero per loro un dono da tenere riservato e da offrire soltanto al loro sposo cristiano.
Le donne di oggi invece, anche sposate e magari spingendo il passeggino del loro povero figlio, si danno oscenamente agli sguardi dei passanti.
Non cercano, non conoscono nemmeno più uno sguardo di vero amore, che comprenda la loro anima e il loro corpo. E’ rimasto solo il corpo, da esibire.
Forse non potremo rovesciare questo mondo già capovolto. Ma impegniamoci ugualmente a far conoscere la verità, cominciando dalle persone che sembrano ancora un po’ capaci di ascoltare.
Preghiamo la Madonna, Madre della purezza, perché ci guidi e ci protegga mentre avanziamo verso il trionfo del suo Cuore Immacolato.