E’ forse ormai questione di giorni o addirittura di ore, prima che un’epocale riforma, riguardante le religiose cattoliche, venga approvata dai vertici della Chiesa.
Già da diversi mesi infatti, tra i vaticanisti e gli addetti ai lavori della Santa Sede, girava la voce di un aggiornamento drastico nell’abbigliamento delle suore.
Stanno dunque per nascere le Suore Pantalonate, con un abito che comprende una camiciona e dei larghi pantaloni, e sul capo il velo delle suore più aggiornate, quello che scopre i capelli almeno in parte.
Inizialmente esisteranno solo come Istituto di Diritto Pontificio. Ma nel puro spirito del Post-cattolicesimo, tutti gli istituti di suore dovranno consentire l’adozione del nuovo abito alle religiose che intendano portarlo.
«Questa grande riforma,» ha dichiarato il cardinale Gaspare, competente in materia, «nasce dal nostro sguardo misericordioso di Pastori della Chiesa. Non potevamo più sopportare l’umiliazione delle povere suore cattoliche, costrette a vestirsi come oggi nessuna donna più si veste, o quasi, salvo poche disadattate. Tutte le donne che abbiano un minimo di buon senso ormai indossano pantaloni o minivestiti o minigonne».
«Eminenza,» ha osservato la giornalista de “La Repubblica” nell’intervista esclusiva, «la decisione della Chiesa arriva con evidente ritardo. Comunque, stando a quanto lei afferma ora dovreste aprire anche all’uso di minigonne e miniabiti per le religiose».
Pronta la risposta del card. Gaspare: «Mi creda, la cosa è già allo studio. Abbiate fiducia, soprattutto voi giornalisti de “La Repubblica”, nel nuovo corso della Chiesa universale, inaugurato con uno stupendo “Buonasera!” il 13 marzo di due anni fa. Grazie».
Che si tratti di una bufala, domando io? Magari, perché la mozzarella è molto meno indigesta di certe cronache.