Non è davvero difficile ricordare quali sono i veri criteri dell’abbigliamento modesto, purché si ricordi… qual è la nostra vera fede cattolica. Tutto infatti è già stato detto e ridetto a suo tempo.
Come ho scritto anche nel mio ultimo libro, Che la forza sia con voi, sono due i motivi principali che dovrebbero spingere donne e uomini a vestirsi modestamente, cioè rispettando la purezza.

Un motivo ha a che fare più strettamente con l’amore verso Dio, e l’altro con l’amore per il prossimo.
Innanzitutto, non si deve mettere in risalto il nostro corpo, ma il nostro Signore Gesù Cristo, Dio fatto uomo, l’unico che porta Dio nella nostra umanità, essendo Dio Lui stesso, e che porta noi verso Dio, verso di Lui.
Solo il Signore Gesù dà a noi il senso e la pienezza della vita. Gesù e non altri è la Persona anche umana da adorare, da cercare e da donare.
Il secondo motivo sta nell’amore verso le persone. Mostrare le nudità o mettere comunque in evidenza le forme del corpo vuol dire spingere gli altri a guardare quella persona con desiderio carnale, invece di amarla, fare il suo bene, onorarla.
Ma veniamo ai buoni criteri dell’abbigliamento.
Già ai tempi di Papa Pio XI (1922-1939), quindi circa un secolo fa, si potevano osservare cambiamenti nel vestiario soprattutto femminile, che andavano contro la modestia.
Fu per questo che Pio XI diede ordine, il 23 agosto 1928, di iniziare una “Crociata contro le mode immorali, specialmente nelle scuole dirette da religiosi”.
Oggi invece la Chiesa cattolica, con pochissime eccezioni, è diventata parte integrante della società oscena degli ultimi tempi dell’umanità.
Nell’ambito della Crociata contro l’immodestia, il 24 settembre 1928 il cardinale Pompili, vicario di Papa Pio XI, per ordine del Papa stesso chiarì in una lettera quali potevano essere i criteri minimi accettabili di un abbigliamento decoroso:

«Affinché prevalga l’uniformità nella comprensione […], noi ricordiamo che per potersi dire decente, un abito non deve essere tagliato più sotto di due dita dalla base del collo; deve coprire le braccia almeno fino ai gomiti, e arrivare almeno un po’ sotto le ginocchia. Inoltre, vestiti di materiali trasparenti sono inappropriati».

Ovviamente si va contro la decenza anche quando i vestiti coprono ma sono aderenti, facendo risaltare le forme del corpo.
In realtà, quei criteri minimi stanno ai veri criteri come i cinque precetti generali della Chiesa stanno a una vera vita cristiana.
Se un cristiano si limita a osservare i cinque precetti della Chiesa, non potrà certo lasciare questa vita per ritrovarsi subito in Paradiso, ma finirà nel migliore dei casi nel fuoco purificatore del purgatorio.
La vita cristiana è ben altro, e non si entra in Paradiso, luogo della contemplazione di Dio, se non ci si è fatti santi, purificandosi da tutte le sozzure di questo mondo.
San Pio da Pietrelcina, che chiamiamo semplicemente e filialmente Padre Pio, visse in tempi di corruzione già molto avanzata. Sappiamo del suo grande combattimento contro le mode indecenti. Dichiarò un giorno:

«Desidero che voi tutti, miei carissimi figli spirituali, attacchiate con l’esempio e senza alcun rispetto umano una santa battaglia contro la moda indecente. Dio sarà con voi e vi salverà! Le donne che cercano la vanità nelle vesti non possono mai appartenere a Cristo, e codeste perdono ogni ornamento dell’anima non appena questo idolo entra nei loro cuori. Si guardino da ogni vanità nei loro vestimenti, perché il Signore permette la caduta di queste anime per tali vanità».

Padre Pio era un vero sacerdote di Cristo ed esigeva che ci si comportasse da veri cristiani.
Alle donne ordinava paternamente di portare maniche a tre quarti e non solo fino al gomito, e gonne o abiti lunghi almeno 20 centimetri sotto il ginocchio e non solo un po’ sotto il ginocchio. Quanto ai pantaloni, neanche a parlarne.
Il Santo cacciava via dal confessionale le donne che si presentavano vestite contro i veri criteri della modestia, gridando a loro frasi come: «Vestiti da cristiana!», «Sciagurata, va’ a vestirti!» e «Pagliaccia!», particolarmente a quelle donne che nella loro misera furbizia si tiravano giù la gonna per far credere al Santo che fosse abbastanza lunga.
Ma ne aveva anche per gli uomini, come quel signore in maniche corte al quale chiarì come doveva comportarsi: «’Vagliò, o ti allunghi le maniche o ti accorci le braccia!».
Vi cito anche una testimonianza presa dal bel sito internet Christus Castitas, che vuol dire “Cristo (è) Castità”:

Una volta gli fu condotto un gruppo di bambini per ricevere la sua benedizione. Era estate e faceva molto caldo: i bambini indossavano i pantaloncini corti. Appena Padre Pio li vide in quella tenuta, li mandò via tutti dicendo loro: «Andate prima a vestirvi». Poi spiegò ai presenti: «Devono imparare da piccoli a conservare la loro dignità».

In realtà, se la Chiesa tradizionalmente e con i suoi Santi raccomanda di coprire certe parti del corpo, è perché vederle può provocare un certo eccitamento o un turbamento della purezza nelle persone normali dell’altro sesso. Quindi la ragione è morale ma anche pratica, più che formale.
Eleviamo il pensiero a Dio e alla Madonna, Madre della purezza, per poter accogliere prontamente l’invito a vestirci con modestia.