LIMA, Perù, 26 novembre 2015 (LifeSiteNews) – Ieri la Commissione per la Costituzione del Congresso Peruviano ha deciso a maggioranza di abbandonare un progetto di legge che avrebbe reso legale l’aborto in caso di violenza sessuale.
La Costituzione del Perù stabilisce all’articolo 1 che lo Stato ha l’obbligo di proteggere ogni “persona umana”, e l’articolo 2 dispone specificamente che il bambino concepito abbia personalità giuridica sotto ogni aspetto in cui ciò è necessario per la sua protezione.

Il fallimento di questo progetto di legge, che aveva il sostegno di alto profilo del primo ministro peruviano, Nadine Heredia, segna una battuta d’arresto importante per l’ondata abortista che attraversa il Sud America.
Il protagonista principale nella resistenza del Perù all’ondata abortista è stato il valoroso Arcivescovo di Lima, il Cardinale Juan Luis Cipriani, che non ha avuto timore di partecipare pubblicamente e personalmente ad eventi per la difesa della vita come la Marcia per la Vita, e di condannare l’aborto con forza e categoricamente. Sotto la sua guida, il movimento per la vita del Perù è potuto riuscire dove altre nazioni del Sud America hanno fallito. A marzo, LifeSiteNews ha dato notizia della Marcia della Vita più grande nella storia del Perù, che si è svolta nella capitale con la partecipazione di circa mezzo milione di persone.
In occasione della Marcia, il Cardinale Cipriani è stato il relatore principale e ha descritto la battaglia per la vita come una lotta “per difendere la vita delle persone più indifese, i bambini non nati, che non hanno voce”. Il Primate della Chiesa Cattolica in Perù ha anche letto un messaggio inviato ai partecipanti da Papa Francesco, che li incoraggiava a difendere il diritto alla vita dei non nati, perché “ogni vita è sacra”.
Proprio due settimane fa, durante l’omelia per una Messa speciale di fine ottobre, mese dedicato interamente a Nostro Signore dei Miracoli per una devozione particolare di tutti i cattolici peruviani, il Cardinale Cipriani ha affermato coraggiosamente che “Paradiso e inferno esistono. Noi andiamo in paradiso perché Dio ci invita a unirci a Lui. Andiamo in paradiso perché Dio ci benedice, ci perdona e ci accoglie, ma ci dà anche un avvertimento: voi siete liberi. Se volete continuare a mentire, se volete continuare a essere persone che fanno del male agli altri, se volete continuare a uccidere i bambini con la tragedia dell’aborto, allora vi aspetta un terribile inferno”.
Gli attivisti per la difesa della vita in Perù dicono a LifeSiteNews che il movimento per la vita rimane vigilante e prevede che il fronte abortista continuerà a spingere per rendere l’aborto legale, senza fermarsi di fronte al divieto costituzionale e alla ripetuta opposizione del Congresso peruviano alle sue iniziative.

Gualberto Garcia Jones, J.D.
(Traduzione di Isidoro D’Anna)
Foto: Palazzo del Congresso del Perù a Lima (kccullenPhoto / Shutterstock.com)

Fonte:
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