Spero che non vi venga la pelle d’oca, se vi parlo di vacanze al mare ora che siamo a dicembre.
Tempo fa, su un sito ormai estinto, avevo pubblicato un articolo niente male (mi sembra) sull’argomento. Per riciclarlo non posso certo aspettare giugno 2016, e poi penso che potrà piacervi molto.
Sono stato autorevolissimo: invece di citare me stesso o un’associazione di bagnini ho preso l’esempio di un giovanissimo Santo.
Ecco dunque l’articolo.

In che mondo siamo, c’è chi lo racconta e anch’io, come potete vedere dal sito, do il mio contributo.
Osservo che si parte con la massima tranquillità per le vacanze. Del resto, il mondo lo fa la stragrande maggioranza delle persone, quindi non c’è da stupirsi se si procede come se niente fosse.
Tra le mete estive, ovviamente la “sabbia” la fa sempre da padrone.
La roccia delle montagne e la terra delle campagne (agriturismo eccetera) riscuotono decisamente meno successo.
Vi confido che anche per quest’anno io, invece di sabbia, roccia e terra ho scelto la mattonella e l’asfalto, quelli di casa mia e della città dove risiedo.
Intanto sto riflettendo sulle vacanze al mare.
Un campanello d’allarme mi era suonato qualche tempo fa (un anno? due? non so). Avevo letto un’osservazione di un sacerdote di ottima stoffa, se non addirittura santo: Don Giuseppe Tomaselli, siciliano di Biancavilla in provincia di Catania.
In uno dei suoi molti libretti, che hanno fatto tanto bene alle anime (e tanta rabbia al diavolo), Don Giuseppe a un certo punto osserva, rivolto al lettore, che «la spiaggia potrebbe essere la tomba della tua purezza».
Beh, c’è tomba e tomba, mi dicevo. Don Giuseppe ha scritto «potrebbe essere», non che io o un altro in particolare corriamo grossi rischi.
Ma tutti sappiamo che andare in spiaggia vuol dire trovarsi tra uomini, e soprattutto donne, poco meno che nudi. A voler riflettere, basta questo per dimostrare la caduta della civiltà occidentale.
La nostra (vera) fede cattolica ci insegna che Dio non cambia, e che la nostra moralità non può adattarsi alle mode.
La nostra dignità, le nostre esigenze spirituali valgono anche con la calura e a mezzogiorno di ferragosto. Altrimenti, rischiamo di scordarci che ferragosto, in realtà, è la solennità dell’Assunzione in Cielo di Maria Santissima, Madre di Dio e nostra.
Ma il colpo di grazia, che a me ha fatto cadere non la purezza nella tomba della spiaggia, ma la spiaggia nella tomba delle immondizie, viene da un ragazzo che morì santo all’età di 14 anni.
Sto parlando di San Domenico Savio.
E’ ancora a Don Giuseppe Tomaselli che devo l’avviso decisivo, questa volta sotto forma di racconto dalla vita di San Domenico.
Vi riporto il passo che ci interessa. A proposito, da questa pagina di internet potete scaricare gratuitamente molte opere di Don Tomaselli:
http://www.preghiereagesuemaria.it/don%20giuseppe%20tomaselli.htm

Il caldo era soffocante. Parecchi giovani stabilirono di andare al bagno. Fu invitato anche Domenico ad andarci.
– Domenico, vuoi venire con noi a fare una partita?
– Che partita?
– Una partita a nuoto.
– Oh, no! Io non vengo!
– Vieni; fa molto piacere! Quelli che vanno a nuotare, non sentono più il caldo, hanno buon appetito e ne avvantaggiano nella salute.
– Io non vengo e neppure voglio che andiate voi!
– E che male c’è?
– Voi vi esponete al pericolo di dare scandalo o di riceverlo. E questo non è male?
– Ma noi abbiamo un caldo che non ne possiamo più!
– Se non potete tollerare il caldo di questo mondo, potrete poi tollerare il caldo terribile dell’inferno? Guai ad offendere la purezza! Invece di andare al bagno, fate ciò che fanno gli altri: divertitevi qui onestamente. Fra non molto comincerà la funzione in Chiesa ed anche noi vi prenderemo parte.
Domenico seppe tanto industriarsi che convinse i compagni a non andare al bagno.

Qui San Domenico parla chiaro, e tanto basta per lasciare ogni dubbio.
C’è una sola scelta da fare, la stessa di un giovanissimo Santo italiano, perché in lui, come in ogni Santo, è Dio stesso che ci parla.
Non facciamoci intimorire dal cosiddetto rispetto umano, cioè il rispetto delle convenienze.
Non importa se ci hanno invitato e se ci aspettano. Anche San Domenico era invitato e abbiamo visto come ha risposto.
Prendiamo invece noi l’iniziativa, sempre sul suo esempio. Invitiamo familiari, amici e altri a fare insieme a noi qualcosa di veramente buono, sano e magari anche divertente.