Abramo Lincoln e John F. Kennedy furono entrambi assassinati mentre ricoprivano l’alto incarico di Presidente degli Stati Uniti.
Entrambi avevano tolto alle banche il privilegio di creare il denaro e rivenderlo allo Stato a caro prezzo, come avviene anche oggi in Italia.
E’ solo una coincidenza?

Abramo Lincoln

Durante la Guerra Civile (1861-1865), il Presidente Lincoln aveva bisogno di denaro per finanziare le operazioni militari del Nord. I banchieri glielo avrebbero prestato con un interesse che poteva andare dal 24% al 36%. Lincoln provò orrore di fronte a una simile prospettiva, perché era un uomo di principio e non voleva far precipitare il Paese in un debito impossibile da ripagare.
A un certo momento gli consigliarono di far approvare una legge dal Congresso americano per creare una moneta nazionale, interamente proprietà dello Stato, quindi del popolo, e non dei banchieri.
Lincoln accolse il suggerimento e fece stampare il nuovo denaro nazionale, i cosiddetti Greenbacks, per un valore di 400 milioni di dollari. Questo era il vero denaro della nazione, libero da debiti con le banche, e fu usato anche per pagare i soldati, gli impiegati statali e le spese di guerra.
Di dì a poco, sul quotidiano inglese “The London Times” qualcuno sferrò un attacco terribile contro il governo di Abramo Lincoln, e in particolare contro l’iniziativa della moneta nazionale. Si osservava che il governo americano avrebbe così potuto «procurarsi il suo proprio denaro senza costo. Pagherà i debiti e sarà senza debiti. […] Conquisterà una prosperità senza precedenti nella storia dei governi del mondo civilizzato. I cervelli e la ricchezza di tutte le nazioni passeranno al Nord America. Quel governo deve essere distrutto, altrimenti distruggerà ogni monarchia sulla terra».
In seguito alla pubblicazione di questo attacco mediatico, il governo britannico, che era controllato dai banchieri di Londra e di altri Paesi europei, entrò in guerra a fianco degli Stati Confederati del Sud che combattevano contro Lincoln e il Nord.
Ma due grandi eventi portarono alla sconfitta degli invasori.
Innanzitutto, Lincoln conosceva il popolo britannico e sapeva che non era disposto a favorire la schiavitù. Quindi firmò il Proclama di Emancipazione, che dichiarava abolita la schiavitù negli Stati Uniti. A questo punto, i banchieri londinesi non potevano più sostenere apertamente gli Stati Confederati, perché avrebbero avuto contro il popolo britannico.
Secondo avvenimento, lo Zar della Russia mandò una parte della sua marina militare verso gli Stati Uniti, mettendo l’ammiraglio che la guidava agli ordini di Abramo Lincoln. Le navi militari russe allora diventarono una minaccia per quelle britanniche, mandate per rompere il blocco navale e aiutare il Sud.
Il Nord vinse la guerra e l’Unione fu preservata. L’America rimase una nazione unita.
Ovviamente, i banchieri non intendevano cedere così facilmente. Erano determinati a porre fine al denaro nazionale voluto da Lincoln, libero da interessi o debiti. Il Presidente fu assassinato da un agente dei banchieri poco dopo la fine della Guerra.
Quindi il Congresso annullò la legge della moneta nazionale e ridiede alle banche il privilegio di emettere denaro facendolo pagare allo Stato, che ridiventava loro ostaggio.

La Federal Reserve

Nei successivi cinquant’anni ci furono pochi cambiamenti nelle leggi finanziarie e bancarie. Poi nel 1913 i banchieri riuscirono a far approvare la legge con cui veniva istituita la Federal Reserve, che è tuttora la banca centrale degli Stati Uniti. Ma la Federal Reserve è di proprietà dei banchieri e quindi rappresenta i loro interessi, non quelli della nazione e del popolo.
Come disse una volta Mayer Anschelm Rothschild, uno dei più influenti banchieri internazionali: «Permettetemi di creare e controllare il denaro di una nazione, e non m’importa di chi fa le sue leggi…».

John F. Kennedy

Nessun Presidente degli Stati Uniti dopo Abramo Lincoln osò andare contro il sistema e creare il suo proprio denaro, perché molti di quei cosiddetti presidenti eletti erano in realtà solo strumenti e burattini dei banchieri. Fu così fino a quando il Presidente John F. Kennedy entrò in carica.
Il Presidente Kennedy non aveva paura di opporsi al sistema, perché capiva che stavano usando la Federal Reserve per distruggere gli Stati Uniti.
Il 4 giugno 1963, il Presidente Kennedy firmò un atto presidenziale, chiamato Ordine Esecutivo 11110. Questo dava a Kennedy, quale Presidente degli Stati Uniti, il via libera giuridico a creare il suo proprio denaro per governare il Paese, denaro che sarebbe appartenuto al popolo e sarebbe stato esente da interessi e debiti. Fece stampare le Banconote degli Stati Uniti (United States Notes), ignorando completamente le banconote emesse dalle banche private della Federal Reserve.
Ma solo pochi mesi più tardi, nel novembre 1963, il mondo fu colpito dalla notizia sconvolgente dell’assassinio del Presidente Kennedy. Ovviamente non venne data nessuna ragione per cui si poteva essere arrivati a commettere un crimine così atroce.
Ma per quelli che sapevano qualcosa in fatto di denaro e banche, non ci volle molto a inquadrare l’accaduto. Sicuramente, il Presidente Kennedy aveva intenzione di annullare l’atto del 1913 con cui avevano istituito la Federal Reserve, ridando al Congresso degli Stati Uniti il potere di creare il suo proprio denaro.
E’ interessante notare che un solo giorno dopo l’assassinio arrivò l’ordine di togliere dalla circolazione tutte le Banconote degli Stati Uniti, emesse per ordine di Kennedy. Tutto il denaro che il Presidente aveva creato venne distrutto, e non una parola fu detta al popolo americano.

La lezione della storia

Si può imparare molto dalla storia del nostro passato.
Non può esserci pace senza giustizia, e non può esserci giustizia senza una riforma del nostro sistema economico, perché i finanzieri stanno dietro a tutta la corruzione del nostro governo.
Abramo Lincoln e John F. Kennedy ebbero entrambi il coraggio di impegnarsi per i princìpi e di combattere per la giustizia. Sono entrambi passati alla storia come veri patrioti degli Stati Uniti. Ma noi, come cittadini, abbiamo il coraggio di seguire il loro esempio?

Melvin Sickler
(Riadattamento e traduzione di Isidoro D’Anna)

Fonte: http://www.michaeljournal.org/lincolnkennedy.htm