Vediamo bene che in Italia la sinistra ha raggiunto l’egemonia culturale e sociale progettata da Antonio Gramsci, cofondatore del Partito Comunista Italiano.
Tuttavia ci è riuscita perché ha potuto contare sul partito della Democrazia Cristiana, che fin dalle sue primissime origini si è contrapposta alle esigenze del Cristianesimo.

La Democrazia Cristiana è stata la continuazione dopo il fascismo del Partito Popolare Italiano, che era nato nel 1919 soprattutto per opera di Don Luigi Sturzo.
Come il PPI, la Democrazia Cristiana ha seguito una via contraria agli insegnamenti della Chiesa, sempre ripetuti dai Pontefici.
La Chiesa chiamava i politici credenti a instaurare lo Stato cristiano, fondato sulla fede cattolica e guidato dall’unica vera autorità, quella della Chiesa. L’unica civiltà degna dell’uomo e protettrice dei suoi veri diritti è la civiltà cristiana. Ma la civiltà cristiana ha bisogno di uno Stato cristiano, che la difenda e la affermi nella vita collettiva.
Invece, fin dall’appello «A tutti gli uomini liberi e forti» che segnò la nascita del PPI il 18 febbraio 1919, Don Sturzo e i suoi alleati non fecero alcun accenno ai valori cristiani.
In un discorso pubblicato circa un mese dopo (sul “Corriere d’Italia” del 19 marzo), lo stesso Don Sturzo manifestò anche di peggio. Affermava che il PPI era «aconfessionale», «a forte contenuto democratico» e che «non prende la religione come elemento di differenziazione politica».
Alcide De Gasperi (1881-1954) fu l’uomo politico di maggior rilievo nella nascita della Democrazia Cristiana, e capo del governo dal 1945 al 1953. Partecipò alla ricostruzione politica dell’Italia fin dai primi incontri clandestini degli anni della guerra, insieme agli altri partiti antifascisti. Tuttavia, proprio come i politici non cattolici, lavorava al progetto di un regime democratico fondato sulla volontà popolare, cioè della maggioranza, e non sulla fede cattolica e la guida della Chiesa.
Lo Stato italiano voluto e ricostruito da De Gasperi e dalla sua Democrazia Cristiana non fu quindi mai, fin dall’inizio, uno Stato cristiano. Proprio questo disimpegno della DC nei confronti della nostra fede e della Chiesa ha permesso che la società italiana cadesse completamente in mano a forze politiche non cristiane.
Papa Pio XII (1876-1958), il Pastore Angelico, l’ultimo grande difensore della fede cattolica pura e senza macchia, non volle mai ricevere Alcide De Gasperi. Era evidente che quest’uomo politico non serviva fedelmente le esigenze del Vangelo e della Chiesa, e quindi non provvedeva al bene del popolo italiano come avrebbe potuto e dovuto.
La Democrazia Cristiana mostrava la stessa indipendenza dal Vangelo e dall’autorità del Papa che aveva caratterizzato il PPI fin dal suo nascere.
Nel 1963 venne formato il primo governo di centro-sinistra, con un’alleanza fra DC e socialisti. Lo guidava il democristiano Aldo Moro.
Come frutto di quell’intesa, l’Italia subì le due leggi anticristiane e antiumane del divorzio (1970) e dell’aborto (1978), entrambe firmate da capi del governo e Presidenti della Repubblica democristiani.
La Democrazia Cristiana ha sempre impedito all’Italia di poter sperare in una nuova società cristiana. E ha finito per essere protagonista della distruzione morale e fisica del nostro popolo.
Se oggi la società italiana è in preda all’apostasia, all’empietà, ai crimini compiuti sugli innocenti e le famiglie, lo si deve soprattutto alla Democrazia Cristiana e all’orientamento che ha seguito fin dalle sue prime origini.

Nella foto: De Gasperi insieme a un giovane Andreotti.