Per donarci la «vita in abbondanza» (Gv 10, 10), Dio si è fatto uomo ed ecco, noi celebriamo il Santo Natale di Gesù Cristo.
Gesù è Dio, e quindi il nostro fine, il nostro respiro, la luce del nostro sguardo.
Gesù stesso si presenta a noi come «la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6).
Gesù è bellezza senza fine, nel suo volto la stessa bellezza di Dio Padre umanizzato (Gv 14, 9).

Egli è lo Sposo ricercato da chi anela a Dio per trovare nel Signore ogni compimento. Il giorno in cui saremo con Gesù nella beatitudine, non gli domanderemo più nulla (Gv 16, 23), perché avremo la risposta definitiva per il nostro cuore, il nostro essere e la nostra eternità. Questa risposta è Lui, è Gesù.
Se siamo fedeli, Gesù, con il Padre e lo Spirito Santo, viene ad abitare dentro di noi (Gv 14, 23).
E se gli restiamo uniti interiormente, Gesù comincia ad amare, pensare, parlare, agire in noi e attraverso di noi.
Allora avviene il miracolo più grande: noi ci trasformiamo in Gesù Cristo, e chi ci incontra può sentire Gesù presente nella nostra e nella sua vita.
Ma come è arrivato a noi il Signore Gesù? E noi come possiamo arrivare a Lui? Solo attraverso la sua e nostra Madre Immacolata, Maria.
La Madonna è stata scelta da Dio Padre per generare in Lei il suo Figlio, con la potenza dello Spirito Santo.
In vista della maternità divina di Maria, Dio l’ha anche preservata, Lei sola in tutta l’umanità, dalla macchia del peccato originale.
Maria è la nuova Eva, la nuova Donna, la nuova Creazione: in Lei tutto è perfezione, tutto è bellezza. E mentre sale alle altezze più sublimi, la Madonna si sprofonda nell’umiltà, chiamando se stessa «la serva del Signore» (Lc 1, 38) e magnificando il Signore che ha sovranamente realizzato i suoi prodigi di grazia in Lei (Lc 1, 46.49).
Nel momento in cui Maria è divenuta Madre di Dio, lo Spirito Santo l’ha anche resa Madre di ogni battezzato. E dunque di ogni persona che appartiene al Corpo mistico, di cui Gesù Cristo è il Capo.
Il Figlio dell’Altissimo si è formato nel grembo di Maria, e da Lei è stato nutrito e allevato fin dalla più tenera età. Gesù ha preso la propria Carne e il proprio Sangue da Maria, perché è stato concepito nel suo grembo verginale.
La Madonna è stata, per Gesù e per noi, la Madre dolorosa presso la croce, ai piedi del suo Figlio crocifisso e agonizzante.
Maria è stata infine glorificata con l’Assunzione in Cielo in anima e corpo, senza conoscere la corruzione dopo il suo trapasso. E Dio l’ha incoronata Regina del Cielo e della terra.
Ora, come Gesù non è venuto a noi se non attraverso Maria, così noi non possiamo andare a Lui se non attraverso Maria.
Come Gesù è stato formato nella sua umanità dalla sua Madre Immacolata, così solo la Madonna sa e può formare Gesù in ciascuno di noi, portando la nostra umanità alla pienezza in Cristo.
Bisogna quindi, come i Santi e la Madonna stessa ci esortano, consacrare noi stessi al Cuore Immacolato di Maria, perché Lei ci trasformi nel suo Figlio divino nel modo più facile e rapido.
E bisogna, nella preghiera e nella vita, rivolgerci anche alla Madonna, nostra Madre, per ascoltare intimamente il suo Cuore. La Madonna è la sola persona che può vivere dentro di noi insieme alla Santissima Trinità.
Allora possiamo imitare nei confronti di Gesù quella dolcezza, quella fiduciosa obbedienza, quel desiderio che Lui nasca e si formi, quell’amore e quell’adorazione di cui solo la Madonna è stata ed è capace.
Vi segnalerei soprattutto la preghiera di consacrazione scritta da San Massimiliano Maria Kolbe e la spiritualità dei Frati e delle Suore Francescani dell’Immacolata.
A San Massimiliano ancora bambino, la Madonna presentò in un’apparizione due corone, quella della consacrazione verginale e quella del martirio. E lui le scelse entrambe, per poi diventare, da sacerdote francescano, suo santo e instancabile devoto. Infine morì martire nel campo di concentramento di Auschwitz, dove si offrì agli assassini nazisti per salvare la vita di un padre di famiglia.
Ecco l’Atto solenne di Consacrazione all’Immacolata, composto da San Massimiliano M. Kolbe:

O Immacolata,
Regina del Cielo e della terra,
rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
cui Dio volle affidare
l’intera economia della misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi,
supplicandoti umilmente
di volermi accettare tutto e completamente,
come cosa e proprietà tua,
e di fare ciò che ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo,
di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso,
senza alcuna riserva,
per compiere ciò che è stato detto di Te:
«Ella ti schiaccerà il capo» (Genesi 3,15),
come pure: «Tu solo hai distrutto tutte le eresie nel
mondo intero» (dalla Liturgia),
affinché nelle tue mani
immacolate e misericordiosissime,
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti,
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile il benedetto Regno
del Sacratissimo Cuore di Gesù.
Dove tu entri, infatti, ottieni la grazia della
conversione e santificazione, perché ogni grazia
scorre, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo
di Gesù fino a noi.

V. Concedimi di lodarti o Vergine Santissima.
R. Dammi forza contro i tuoi nemici.

(“V.” è chi guida la consacrazione. “R.” sono l’altro o gli altri che rispondono).