In Dio «non c’è variazione né ombra di cambiamento,» si legge nella Lettera di Giacomo (1, 17).
La tenerezza del Signore fa parte del suo immutabile e infinito Amore. L’ira divina consiste invece nelle conseguenze inevitabili per aver calpestato la Legge dell’Amore, alla quale è sottoposta tutta la Creazione. La buona Legge ha la sua Misericordia, ma anche la sua Giustizia.
Proprio il Signore Gesù nel Vangelo ci parla della tenerezza di Dio nei nostri confronti.
Gesù dice ai suoi discepoli e a noi (Mt 18) che per entrare nel regno dei cieli dobbiamo convertirci e diventare «come i bambini». Cioè dobbiamo ritrovare la purezza di cuore e la totale disponibilità alla grazia di Dio.
Dopo queste parole, il Signore ammonisce tutti contro lo scandalo. Si sta ancora riferendo ai bambini: «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me… guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!».
Ora Gesù passa a parlare di quell’uomo che se smarrisce anche una sola delle sue cento pecore, lascerà le altre al sicuro e andrà a cercare quella perduta.
Ed ecco le parole che ci fanno comprendere ancora di più la tenerezza di Dio: «Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli».
Cosa ci sta dicendo il Signore in questo modo? E’ qualcosa di grande.
Gesù ci fa comprendere che Dio non si dimentica mai di niente. Ha presente come in un punto solo tutti i peccati di cui si sono caricati un uomo o una donna, ma anche la loro storia, la loro infanzia, la loro innocenza scandalizzata e violata.
Dio ha compassione per i suoi figli. Per il Signore, quel peccatore o quella peccatrice sono il bambino o la bambina ai quali è stata rubata l’innocenza. Il Padre nostro celeste non voleva che quei piccoli si perdessero.
Il Signore continua a chiamarci, a cercare la pecora perduta finché non la ritrova.
Ma cosa accade se quella che era una tenera creatura umana rifiuta ostinatamente le premure del Buon Pastore? Cosa ne sarà di questa persona, se diventa a sua volta scandalizzatrice di piccoli?
Come non riconoscere, in questi adulti crudeli e perversi, i potenti di oggi e i loro servi? Pensiamo agli scandali che si stanno compiendo, persino con le leggi dello Stato. Solo per citarne alcuni: la pornografia e la blasfemia dei mezzi di comunicazione e dei manifesti per le strade, e ora, anche in Italia, la depravazione sessuale portata nell’insegnamento scolastico.
«Guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» (Mt 18, 7).
Questi politici, giornalisti, insegnanti, medici e così via pagheranno care le conseguenze dei loro scandali. Hanno ridotto il mondo a un inferno, ma Dio sta per intervenire.
Leggiamo sempre nel Vangelo di Matteo (13, 40-43): «Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi intenda!».
La «fornace ardente» è l’inferno, la «fine del mondo» è la fine di questo mondo di peccato, e il «regno del Padre» dove splenderanno i giusti è la nuova terra che verrà.
I figli di Maria Santissima, i suoi veri devoti, avranno il privilegio di non conoscere la morte negli ultimi tempi. Molti cristiani invece moriranno per gli sconvolgimenti e le persecuzioni che stanno per arrivare.
Armiamoci bene con le armi della fede, del Rosario, della consacrazione alla Madonna, dell’ascolto della santa volontà di Dio. E così sperimenteremo solo la tenerezza del Signore, mai la sua ira.