Lo scorso novembre, il professore americano Edward Feser ha pubblicato un interessantissimo articolo sul suo blog. Il prof. Feser insegna filosofia e mette bene in chiaro, nel presentarsi, che si occupa di religione da una prospettiva cattolica e tradizionale. Avrebbe potuto scrivere semplicemente “da una prospettiva cattolica”, se molti non pensassero che può esistere la fede cattolica senza la sua Tradizione.
L’articolo s’intitola Papal fallibility, “Fallibilità papale”, e considera i vari aspetti dell’argomento. E’ un po’ lungo e dottrinale, ma qui ve ne darò solo alcuni cenni, per rispondere alle domande: “I Papi hanno mai commesso infedeltà prima d’ora? Questo in che modo ci riguarda?”, come da titolo più sopra.

L’infallibilità del Papa esiste, ringraziando il Signore, ma non vale per tutto quello che il Papa dice o fa. E’ assicurata di norma per quei pronunciamenti solenni, cosiddetti ex cathedra (“dalla cattedra”), dati dal Papa su questioni di fede o morale.
Qui m’inserisco con un’osservazione: a pensarci bene, non solo il Papa può sbagliare, ma deve poter sbagliare. Anche il Papa è un uomo, un figlio di Dio, e come tale ha il libero arbitrio, cioè la possibilità di scegliere liberamente tra il bene e il male. Un Papa completamente infallibile sarebbe un’assurdità, perché bisognerebbe averlo privato del suo libero arbitrio. Ovviamente, si spera che il Papa non sbagli mai!
Comunque, anche quando parla ex cathedra, il Papa non può contraddire la Sacra Scrittura, la Tradizione oppure insegnamenti vincolanti dei Papi venuti prima.
Anche nel suo magistero ordinario, il Papa può essere infallibile. Questo avviene quando riafferma qualcosa che già faceva parte degli insegnamenti infallibili della Chiesa, fondati sulla Sacra Scrittura e la Tradizione. Un esempio è l’enciclica Humanae Vitae (1968), con cui Paolo VI riaffermò la condanna della contraccezione e il dovere dell’apertura alla vita dei figli.
Tuttavia, gli esempi di Papi che hanno commesso infedeltà sono numerosi e si trovano qua e là lungo l’intera storia della Chiesa. Vediamone alcuni.
San Pietro inizialmente fu restio ad accogliere pienamente nella Chiesa, nata in Israele, persone di popoli non ebrei. Prima di abbandonare questo grave errore, fu necessario che San Paolo glielo contestasse pubblicamente.
Papa San Vittore I (189-198) scomunicò diversi vescovi orientali, solo perché non erano d’accordo con i cristiani d’occidente sulla data in cui celebrare la Pasqua. Sant’Ireneo lo criticò per questo eccesso di severità, che non rifletteva la benevola tolleranza dei Papi precedenti.
Papa Liberio (352-366) cedette alle pressioni dell’Imperatore che voleva affermare l’eresia ariana. Scomunicò Sant’Atanasio, difensore della retta fede, e diede il suo consenso a una formula teologica ambigua. In seguito si pentì, ma fu il primo Papa a non essere venerato come santo.
Papa Onorio I (625-638) accettò l’eresia monotelita almeno implicitamente e fu condannato per questo da uno dei suoi successori, Papa Sant’Agatone.
Papa Stefano VI (896-897) fece riesumare il cadavere di Papa Formoso (891-896), lo fece rivestire in abiti papali, mettere seduto su di un trono, processare, condannare e infine fece gettare il cadavere nel Tevere. Successivamente, Papa Stefano venne deposto e messo in prigione, dove fu strangolato.
Papa Giovanni XII (955-964) arrivò all’abominio di dedicarsi al piacere sessuale, circondandosi di complici e abbandonandosi all’impurità persino nelle Basiliche del Laterano e di San Pietro. Praticò anche il gioco d’azzardo, durante il quale invocava false divinità.
Papa Benedetto IX (1032-44; 1045; 1047-8) venne eletto grazie a somme di denaro pagate da suo padre. La sua vita fu violenta e dissoluta.
Papa Giovanni XXII (1316-34) insegnò l’idea eretica secondo la quale le anime dei beati vedrebbero Dio solo alla resurrezione e non subito dopo la morte, se vanno in Paradiso. Comunque affermò questo in un sermone, senza dichiararlo formalmente in un’affermazione dottrinale.
Papa Alessandro VI (1492-1503), noto anche come Papa Borgia, ebbe molti figli dalle sue amanti e usò la sua autorità di Papa per favorire gli interessi della sua famiglia.
Papa Leone X (1513-1521) fu alla guida della Chiesa al tempo della rivolta di Martin Lutero. Questo Papa amava molto i piaceri mondani e incentivò sfrenatamente la musica, il teatro, l’arte e la poesia, trascurando i pericoli che stavano minacciando il papato e la Chiesa. Cercò di salvare la situazione solo con delle esortazioni alle quali nessuno dava ascolto.
Ho un po’ sfoltito l’elenco di nomi e misfatti fornito dal prof. Feser. In compenso, sarà utile ricordare che l’errore dell’ecumenismo e del “dialogo col mondo” sono nati ufficialmente, nella Chiesa, con Giovanni XXIII (1958-1963) e Paolo VI (1963-1978).
Non è in questione la buona fede di questi due Papi, che non intendevano certo nuocere alla Chiesa, anzi, servire la causa di Dio e dell’unica vera religione, quella cattolica. Tuttavia hanno compiuto qualcosa che i loro santi predecessori non si sarebbero mai sognati di fare.
Hanno portato la Chiesa, e quindi i cristiani, a perdere il loro carattere militante e profetico, esponendosi alle influenze degli eretici e dei mondani. E il risultato lo vediamo oggi: la Chiesa Cattolica è sotto il dominio degli eretici, che sono anche nel clero, e dei mondani.
Fu sempre Paolo VI che devastò la sacra liturgia della Chiesa, con le sue riforme avviate nel 1969. Dalla Santa Messa di sempre e dal timore reverenziale per l’Eucaristia siamo passati a una Messa protestantizzata e a mettere l’Eucaristia in mano a chiunque, sia per distribuirla che per riceverla.
Il prof. Feser a un certo punto afferma che un Papa può fare tanto male, ma non legare la Chiesa all’eresia. Però non cita insegnamenti della Chiesa per dimostrare che abbiamo almeno questa garanzia.
Vorremmo sperare che sia vero. Ma se è vero, com’è possibile che Bergoglio, il successore di Benedetto XVI, abbia già reso effettiva una riforma dell’annullamento dei matrimoni che si fonda su un’affermazione eretica e introduce di fatto il divorzio cattolico?
Infatti Bergoglio dà tra i criteri per l’annullamento del matrimonio anche la mancanza di fede, il che è pura eresia (vedi l’articolo Matrimonio, la Chiesa nel baratro). La Chiesa ha sempre insegnato che per avere un matrimonio valido, e quindi non annullabile, basta che gli sposi vogliano fare quello che fa la Chiesa, e quindi promettersi fedeltà reciproca e voler procreare figli.
Ma questa riforma non basta a Bergoglio. Già nel 2013 dichiarò la sua intenzione di portare nella Chiesa un’usanza degli ortodossi, i quali concedono una seconda possibilità di matrimonio nonostante il primo fosse valido.
I due Sinodi sulla Famiglia di ottobre 2014 e ottobre 2015 sono andati in questa direzione, fino ad aprire in modo sacrilego alla riammissione all’Eucaristia dei divorziati risposati (Sinodo sulla Famiglia, decisioni contro il Vangelo).
Tutto questo costituisce una grave eresia contro l’insegnamento di Nostro Signore e della Chiesa Cattolica di tutti i tempi, secondo il quale il matrimonio è sacro e indissolubile. Vengono profanati il sacramento del matrimonio e l’Eucaristia.
Ha sempre ragione chi afferma che un Papa non può legare la Chiesa all’eresia? O forse ha ragione chi parla di un’elezione non avvenuta validamente dopo l’abbandono di Benedetto XVI?
La Madonna, nostra Condottiera nelle battaglie degli ultimi tempi, nei suoi messaggi da Anguera, in Brasile, ha parlato molto della Chiesa.
Fin dal 2005, la Madonna ha preannunciato che dopo Benedetto XVI ci sarebbero stati «disprezzo nella Casa di Dio» e che «le direzioni della Chiesa» sarebbero «cambiate» (Profezie sugli ultimi Papi).
Nei suoi messaggi più recenti, la Madre nostra ripete che questo è «il tempo delle grandi confusioni spirituali». Nel messaggio del 31/10/2015 ci ammonisce e ci rivela:

«Cari figli, abbracciate la dottrina della verità. Non permettete che il demonio vi inganni. Amate e difendete la verità. La Chiesa del mio Gesù è unica e i suoi insegnamenti devono essere gli insegnamenti di mio Figlio Gesù. Le novità moderne feriscono tutto il valore lasciato dal mio Gesù. La Chiesa passa per il Calvario e arriverà alla morte, ma dopo tutto il dolore verrà la Resurrezione e la Vita. Dopo le tenebre verrà la luce […]».
Fonte: http://www.messaggidalbrasile.net/2015.html

Ecco, la Madonna ci ha promesso nuova vita e luce per sempre, anche se ora il mondo e la Chiesa stanno morendo.
Solo con una grande, sincera devozione alla Madonna sapremo «vegliare e pregare in ogni momento», e avremo «la forza sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo» (Lc 21, 37).

Per l’articolo del prof. Feser:
http://edwardfeser.blogspot.it/2015/11/papal-fallibility.html