Diffondiamo volentieri un triste grido di aiuto arrivato sulla pagina facebook del ‘Populus Summorum Pontificum’ [per la promozione della Santa Messa tradizionale, secondo il motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI].

Fino all’intervento di Papa Francesco, la diocesi di Ciudad del Este era la più fiorente di tutta l’America del Sud.

Sono del Paraguay, della diocesi di Ciudad del Este.
La nostra diocesi viene smantellata pezzo per pezzo. Due comunità importanti, la “Comunidad Misionera de Jesús” e la “Comunidad Sacerdotal de San Juan”, stanno per essere letteralmente cancellate dalla diocesi mentre i seminaristi del Seminario Mayor sono inviati a Asunción dove si insegna la Teologia de la Liberación [Teologia della Liberazione, movimento eretico progressista].

Un danno considerevole viene creato a migliaia di fedeli ai quali viene chiesto di “ubbidire” senza protestare. Distruggono un tesoro e non sappiamo cosa fare.
Qualcuno sa dirci che azione intraprendere?

Fonte:
http://blog.messainlatino.it/2015/12/un-drammatico-appello-giunto-dal.html

Ma cosa è successo nella diocesi di Ciudad del Este, di così grave da interessare tutti noi?

Sotto Papa Francesco è in corso da tempo una persecuzione mondiale contro sacerdoti, vescovi e cardinali che si siano distinti per la fedeltà alla dottrina cattolica e in particolare alla Tradizione, anche liturgica.
I Frati e le Suore Francescani dell’Immacolata sono stati attaccati con una ferocia inaudita, ricorrendo ad accuse false e pretestuose.
Nel 2014 è toccato anche al vescovo Mons. Rogelio Livieres di Ciudad del Este nel Paraguay essere preso di mira. I persecutori hanno tra l’altro messo il vescovo sotto accusa per un trattamento di favore verso un sacerdote accusato di abusi sessuali. In realtà, Monsignor Livieres lo aveva accolto solo perché sinceramente convinto della sua incolpevolezza.
Ma sono ben altri i veri motivi della persecuzione, e non se n’è fatto tanto mistero. Il comunicato stampa emesso dal Vaticano parlava di una decisione «ponderata da serie ragioni pastorali» e «ispirata al bene maggiore dell’unità della Chiesa di Ciudad del Este ed alla comunione episcopale in Paraguay».
Per “comunione episcopale” s’intende andare d’accordo con gli altri vescovi del Paraguay. Ma tra di loro prevale un orientamento ideologico e di sinistra, con risultati disastrosi per le condizioni spirituali del clero e del popolo.
Monsignor Livieres aveva denunciato apertamente la situazione di «disordini dottrinali», che andavano a scapito della «salvezza eterna» delle anime. Perciò quei vescovi lo detestavano e hanno trovato in Vaticano un appoggio per toglierlo di mezzo.
Ancora più importante, per i nemici della fede cattolica, era distruggere il bene fatto da Monsignor Livieres nella guida della sua diocesi. Là tutto era secondo i princìpi della retta fede, con il risultato di un altissimo numero di vocazioni alla vita consacrata, non certo false come altrove. Il popolo credente ha sostenuto il suo vescovo in maggioranza, anche nel momento della persecuzione.
Inutilmente il vescovo ha poi chiesto di poter parlare con Papa Francesco.

Nella foto: un’immagine del clero di Ciudad del Este, ai tempi di Monsignor Livieres.

Segue notizia da http://blog.messainlatino.it/2015/08/la-morte-di-mons-rogelio-livieres-plano.html

Venerdì 14 agosto 2015, festa di San Massimiliano Maria Kolbe e vigilia della solennità dell’Assunta, alle 8:00 presso l’Hospital Sanatorio Austral di Buenos Aires, si è addormentato nel Signore Mons. Rogelio Livieres Plano, 69 anni, vescovo emerito di Ciudad del Este in Paraguay.

Per approfondire:

Il vescovo destituito in Paraguay. La parola alla difesa

È stato rimosso senza poter leggere i capi d’accusa. Ha bussato alla porta del papa senza essere da lui ricevuto. Ecco la sua ricostruzione dei fatti, sullo sfondo drammatico della Chiesa del suo paese

di Sandro Magister
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350884