Non ricordo se sono passati dei mesi o più di un anno, ma tempo fa cercavo una bella immagine di gigli.
Mi ero messo a rovistare nella solita riserva comune, le immagini di Google.
Alla fine, non so come, mi sono imbattuto in un dipinto di Valerie Rogers. Era bellissimo e l’ho inserito nella galleria da poco pubblicata sul blog. Insieme ci sono anche altre immagini di suoi dipinti.
Devo dire che la bellezza dell’arte di Valerie mi lascia senza fiato. Se dovessi esprimermi in inglese, la sua lingua (è del Canada), userei la parola “awesome“. Vuol dire più o meno “impressionante”, con un senso di riverente stupore.
È lo stupore davanti alle meraviglie che Dio ci ha donato, e che Valerie riflette con maestria nelle sue opere.

Colgo l’occasione per condividere delle riflessioni sull’arte in generale, per come ho potuto conoscerla.
Forse i doni più grandi che possiamo desiderare dalle arti figurative sono due volti, quelli di Gesù Cristo e della Madonna. Non vi meraviglia per esempio che con tante donne di nobile bellezza, le raffigurazioni di Maria Santissima non sappiano rendere nemmeno quella? Stranamente poi, quando il ritratto è particolarmente fine, gli si dà un’espressione triste, dolente.
L’immagine della Madonna di Medjugorje supera di gran lunga tutte le altre, e non a caso è legata a una visione soprannaturale.
Bisogna riconoscere che pittori e scultori ci hanno donato grandi capolavori attraverso tutti i secoli, e soprattutto fino agli inizi dell’Ottocento.
Anche l’arte comunque ha subìto una decadenza, di pari passo con la società occidentale. La sua caduta ha seguito due filoni, quello del soggetto e quello dello stile.
Del soggetto, perché dopo il Medioevo gli artisti hanno perso il senso cristiano del pudore. Hanno cominciato a raffigurare nudi, con vari pretesti. Si entrava nel Rinascimento e ci si voleva rifare all’arte degli antichi romani e greci. Così però si è ricaduti nel paganesimo di quelle genti che di purezza e castità sapevano ben poco.
Il nudismo artistico del Rinascimento è stato un precedente che avrebbe poi avuto come sviluppo una vera e propria pornografia artistica. A inaugurarla furono nell’Ottocento gli impressionisti francesi.
Guarda caso, sono stati gli stessi pittori impressionisti ad avviare decisamente il secondo filone della decadenza.
In questo senso presero ispirazione da un pittore inglese, William Turner (1775-1851). Sembra che sia stato lui il primo nella storia dell’Occidente ad abbandonare la purezza della figura dipinta. Al posto della nitidezza delle forme e dei contorni mise delle vaghe pennellate che rendevano le figure piuttosto indistinte.
Gli impressionisti ripresero la tecnica di Turner, realizzando delle misere croste d’autore. Ovviamente, i critici d’arte della nostra società ateo-massonica gridano al capolavoro di fronte a opere simili. Con il nudismo e lo squallore dello stile pittorico si sentono completamente a loro agio.
Da allora, le innovazioni degli artisti sono state una rincorsa alla bruttezza, all’assurdo, all’idiozia.
Per questo può sorprendere e consolare enormemente sapere che c’è un’artista vera e grande come Valerie Rogers.
Senza badare al mucchio plurisecolare di immondizia morale e pittorica, Valerie continua per la sua strada. La sua arte è pura bellezza e dona un senso di integrità spirituale oltre che estetica. Merita davvero di essere conosciuta anche in Italia.

Il suo sito è http://www.valerierogers.com/