Idolatri e ribelli i cristiani fermi al “si è sempre fatto così”. Con questo titolo “Avvenire”, quotidiano dei cattolici conformisti, sintetizzava pochi giorni fa un’omelia di Bergoglio. Era il 18 gennaio e l’autore dell’articolo, che lavora per Radio Vaticana, si è prestato volentieri al compito di riferire.
Durante la Messa, si sa, ci sono le letture sacre prese dalla Bibbia. Poi solitamente il sacerdote che celebra fa una predica riferendosi ai passi che sono stati proclamati.
In questo caso Bergoglio prende le mosse dall’episodio che la Bibbia intitola “seconda disobbedienza di Saul” (1 Sam 15, 9-35). Saul è stato il primo Re d’Israele, subito seguito dal Santo Re Davide.
Stando all’articolo, «il popolo, dopo una vittoria in battaglia, voleva compiere un sacrificio a Dio con i migliori capi di bestiame perché, dice, “sempre si è fatto così”. Ma Dio, stavolta, non voleva».
Queste parole contengono due gravi falsità.

La prima è che la disobbedienza non era stata nel sacrificio, ma nel non aver voluto sterminare i capi di bestiame che appartenevano al nemico d’Israele. Il successivo sacrificio era avvenuto semmai per ripiego, tanto per compensare la disobbedienza. Infatti il profeta Samuele rimprovera a Saul e al popolo non di aver voluto salvare il bestiame per un sacrificio al Signore, ma di essersi «attaccato al bottino» (v. 19).
La seconda falsità è che l’idea per cui “sempre si è fatto così” non esiste nel passo della Scrittura considerato. E’ un’invenzione di Bergoglio per portare avanti il discorso che vuole fare.
Bergoglio ci presenta come comportamento disobbediente, nel caso specifico che fa da esempio significativo, non l’attaccamento al bottino, ma il sacrificio al Signore, cioè il compimento dei doveri della nostra religione.
C’è una stretta relazione tra questa falsificazione e l’attualità.
Secondo Bergoglio, ci sono cristiani che insistono sul fatto che “si è sempre fatto così” e quindi hanno «il cuore chiuso alle novità dello Spirito».
E quali sono le novità di Bergoglio, che pensa di obbedire allo Spirito Santo?
Di esempi ne abbiamo già visti molti. Ricordiamone qui solo due.
Una è lo stravolgimento delle norme della Chiesa riguardanti il riconoscimento della nullità matrimoniale. Bergoglio infatti ha trasformato i procedimenti scrupolosi che si svolgevano finora in procedure a forte rischio di arbitrio. Per di più ha indicato tra le possibili cause di nullità del sacramento la mancanza di fede degli sposi, il che è un’eresia mai pensata dalla Chiesa (per maggiori dettagli v. https://lucechesorge.org/2015/10/25/matrimonio-la-chiesa-nel-baratro/).
Un’altra novità è più gravemente eretica e anticristiana. Come Bergoglio ha dichiarato già nel 2013, vuole piegare la Chiesa Cattolica a fare come gli ortodossi, che «concedono una seconda possibilità» a chi vuole abbandonare un matrimonio valido.
In un contesto simile perché qualcuno direbbe “si è sempre fatto così”? Dietro questa caricatura c’è la lotta dei cattolici fedeli per salvare una Chiesa che sta morendo. La Chiesa di oggi è agonizzante a causa dell’eresia, della trasgressione e dell’apostasia.
Tornano in mente le visioni profetiche della Beata Anna Katherina Emmerick (1774-1824), che aveva predetto la venuta di una «falsa chiesa» al tempo di «due papi».
Secondo Bergoglio, il Signore ha bisogno di «cuori che non siano ostinati nel peccato di idolatria di se stessi, perché è più importante quello che io penso che quella sorpresa dello Spirito Santo».
I cristiani che rimangono fedeli alla legge di Dio, che è la legge della Chiesa, sarebbero idolatri che ascoltano se stessi.
Bergoglio invece, mentre di sua iniziativa colpisce l’indissolubilità del matrimonio fondata sul comando di Nostro Signore, sarebbe obbediente allo Spirito Santo.
La verità così viene capovolta, ricorrendo a una distorsione sacrilega.
E Bergoglio di cosa ha potuto accusare i Frati Francescani dell’Immacolata, che ha voluto commissariare e fare a pezzi?
Di niente in particolare. In generale però Bergoglio ha dichiarato qualcosa. Possiamo leggerlo da un articolo del giornalista e scrittore Maurizio Blondet, a suo tempo congedato da “Avvenire”.
Durante un’udienza concessa il 10 giugno 2015 in Vaticano ai Francescani dell’Immacolata superstiti, Bergoglio ha detto: «Il principio che mi ha guidato è stato quello dell’obbedienza perché è proprio il principio della cattolicità. Quando pensiamo alla Riforma protestante è cominciata con la rivolta, lo staccarsi dal vescovo, lo staccarsi da Roma e non è la cattolicità».
Per l’articolo di Blondet: http://www.maurizioblondet.it/involontaria-ammissione-di-el-papa-a-quelli-che-perseguita/
I Frati e le Suore Francescani dell’Immacolata sono stati fondati da Padre Stefano Maria Manelli, insieme a Padre Gabriele Maria Pellettieri.
Padre Stefano è il quintogenito dei ventuno figli dati a Dio da Settimio e Licia Manelli, due sposi che hanno vissuto eroicamente il loro matrimonio cattolico.
Come già i suoi genitori, anche Padre Stefano ha avuto per guida San Pio da Pietrelcina, e di Padre Pio è il più degno figlio spirituale.
Anche chi non abbia conosciuto Padre Stefano personalmente, può comprendere il grado eroico della sua fedeltà da tutto quello che ha scritto, detto e realizzato.
I Francescani dell’Immacolata rappresentano il momento più alto della spiritualità francescana e della devozione a Maria Santissima. Già San Francesco d’Assisi circondava la Madonna di una venerazione profondissima e tutta speciale.
Mai Padre Stefano o i Frati e le Suore a lui obbedienti hanno infranto la minima regola di vita religiosa. Mai hanno disobbedito a una singola norma disposta dalla Chiesa o da quelli che sono i loro superiori.
La Famiglia dei Francescani dell’Immacolata ha fatto un bene immenso alla Chiesa e alle anime. Nel contesto generale del crollo di vocazioni, i Frati e le Suore Francescani dell’Immacolata continuavano a crescere di numero.
Ora che vengono calpestati da chi dovrebbe onorarli come hanno fatto i Papi precedenti, rimangono ancora nell’obbedienza completa. Dicono di voler offrire questa prova a Dio per il bene della Chiesa.
Nella falsità delle sue accuse, Bergoglio non potrebbe mai dire niente di preciso.
Tutto quello che sa e che può fare è stabilire una condanna alla distruzione per chi rimane fedele a Dio, invece di seguire il proprio orgoglio e presentarlo come «la sorpresa dello Spirito Santo».

Per l’articolo di “Avvenire”:
http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/santmarta/Pagine/santa-marta-del-17-gennaio-2016.aspx