Don Milan Tisma è un sacerdote cileno che nel luglio 2015 ha tenuto nel suo Paese un’interessantissima conferenza, in conclusione del primo congresso Summorum Pontificum (il coordinamento per promuovere nel mondo la Santa Messa di sempre).

C’è in internet un riassunto della conferenza, ma qui ometterò i consigli rivolti ai sacerdoti per aiutarli a valorizzare la Messa tridentina. Riporto per voi solo la parte che riguarda più strettamente i fedeli. La faccio precedere dalle notizie su Don Milan, che ci ricordano la situazione della Chiesa attuale e le lotte di pochi per la verità.

Ecco un Milan per cui tifare :-), non certo quello che ha per simbolo il diavolo!

Cappellano dell’associazione Magnificat, membro cileno di Una Voce, Don Milan Tisma è anche il parroco della chiesa di San Giovanni di Dio a Santiago. Sin dalla sua ordinazione, nel 1997 da parte del cardinale Oviedo a quel tempo arcivescovo di Santiago del Cile, Don Tisma celebra la Messa tradizionale. Nel 1991, mentre si faceva largo in lui l’ipotesi di lasciare il seminario, dove veniva perseguitato in ragione della sua predisposizione per la liturgia tradizionale, Mons. Oviedo, che si era appena insediato nell’arcidiocesi, l’aveva incoraggiato a restare a Santiago, assicurandogli la sua comprensione e protezione che, in effetti, non gli mancò mai fino al giorno della sua ordinazione. L’ordinazione di Don Tisma fu, d’altra parte, l’ultima che il cardinale poté celebrare prima della sua morte.

In conclusione del suo ricchissimo ed originale intervento, Don Tisma ha voluto delineare un identikit dei suoi fedeli che, da vent’anni, vogliono avvicinarsi e legarsi alla liturgia tradizionale. Ciò che è stupefacente e meraviglioso è che questo ritratto ha un carattere davvero universale.

“Ci sono innanzitutto i veterani che si ricordano della piccola patria della loro infanzia e possono recitare la Messa a memoria, hanno attraversato gli anni dei tumulti e ne portano le cicatrici, ma guardano con speranza i segni di una nuova pace liturgica; poi ci sono quelli che sono stati feriti dalla Messa nuova e che hanno subito le distorsioni della liturgia post-conciliare e sentono di non avere un focolare a cui stringersi; infine vengono i giovani, assetati di sacro che si aggirano in internet alla ricerca di quella che chiamano ‘la nuova Messa di Benedetto XVI’. Certamente in ognuna di queste categorie ci sono semplici curiosi, degli affezionati, dei fanatici e anche dei matti. Ma,” aggiunge con un sorriso, “non più che nella forma ordinaria.”

Fonte:
http://it.paix-liturgique.org/aff_lettre.asp?LET_N_ID=2404
Trovato grazie a:
http://blog.messainlatino.it/2016/02/come-introdurre-pacificamente-e-in-modo.html

Nella foto: Don Milan Tisma.