Per il cristiano, vivere vuol dire pregare, perché nella preghiera riceviamo i doni da poter poi offrire a nostra volta.
Il dono più grande è Gesù, il nostro adorabile Signore. Insieme a Gesù troviamo il Padre, unito al Figlio come una sola cosa, l’unico Dio, per il vincolo dello Spirito Santo. E troviamo la Madonna, il cui Cuore Immacolato è unito al Cuore Sacratissimo di Gesù.
Ma noi tendiamo soprattutto a Gesù, perché è in Lui che si trovano Dio e la nostra umanità insieme.
La vera preghiera non è tanto questione di dovere, obbligo, esercizio, quanto piuttosto il respiro della nostra anima, innamorata perdutamente del suo Dio.

Riferendosi a una parabola del Signore Gesù, la Beata Madre Teresa di Calcutta osserva:

«Se trascuriamo la preghiera e se il tralcio non resta unito alla vite, seccherà. Questa unione del tralcio con la vite è la preghiera. Se quest’aggancio c’è, allora c’è amore, e gioia; allora soltanto saremo l’irradiazione dell’Amore di Dio, la speranza dell’eterna felicità, la fiamma di amore ardente. Perché? Perché siamo una cosa sola con Gesù. Se tu vuoi sinceramente imparare a pregare osserva il silenzio».
(Da La mia regola, Piemme, 1995, pag. 121.)

Ancora sulla preghiera, Madre Teresa dichiara: «Ci ameremo gli uni gli altri quando sentiremo la voce di Dio nei nostri cuori» (traduzione da Love: a Fruit Always in Season. Daily Meditations by Mother Teresa, Ignatius, 1987, e-book).
Dopo che la Beata Madre Teresa ha lasciato questa vita, si è saputo dell’aridità spirituale in cui aveva trascorso circa cinquant’anni, fino al suo trapasso.
Per aridità spirituale non s’intende la durezza del cuore, ma uno stato in cui non si hanno le consolazioni dello spirito.
E’ voluto o permesso da Dio per rendere quella persona capace di essere fedele anche senza nessun conforto soprannaturale, senza poter più sentire la voce di Dio nel proprio cuore.
Quindi, poter sentire Dio presente in noi è importante e ordinariamente necessario. Tuttavia, la fedeltà a Dio e ai suoi Comandamenti è di una necessità assoluta.
A che vale, per esempio, dire tanti Rosari al giorno, quando poi si nomina Dio invano, o si chiude il cuore al prossimo, o non si imita la purezza di Maria Santissima?
Fedeltà e preghiera dipendono l’una dall’altra.
Avere Dio e la Madonna dentro di noi è possibile solo se siamo veramente in grazia di Dio.
Riusciamo poi a sentirli presenti in noi se lo desideriamo con tutto il cuore. Rispondiamo così al desiderio che Dio e la Madonna hanno di noi, povere creature umane elevate con il battesimo alla dignità di figli di Dio.
Dice a noi il Signore Gesù nel libro dell’Apocalisse (3, 20): «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me».
Nel Vangelo di San Giovanni si può leggere (14, 21): «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Dalle Parole citate comprendiamo quanto è profonda l’intimità con Dio, ma anche la fedeltà di chi arriva a sentire la sua voce.
Dio si manifesta a noi solo quando gli apriamo la porta del nostro cuore e osserviamo i suoi Comandamenti.
Uno spirito fiacco, di una persona che comincia a macchiarsi di peccati veniali, già diventa incapace di stare in intimità con il suo Signore. C’è bisogno di ravvedersi seriamente e di confessarsi quanto prima.
La Madonna è Mediatrice di tutte le grazie, e qui particolarmente ci interessa quella della preghiera.
E’ la Madonna, l’Immacolata, che ha adorato Dio molto più di qualsiasi Santo. Al Signore si è donata totalmente, verginalmente, già quando era promessa sposa di San Giuseppe.
La dedizione a Dio di Maria Santissima è per noi l’esempio supremo da seguire, se vogliamo anche noi donarci a Dio, nella castità completa o in quella matrimoniale.
Del resto, il fine della preghiera e di tutta la nostra vita è trasformarci in Gesù, lasciare che Gesù parli, operi, viva in noi. «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me,» ci rivela meravigliosamente San Paolo (Gal 2, 20). Miracolo d’amore!
E questo miracolo può farlo solo la Madonna. Dio ha voluto che il suo Figlio unigenito, Gesù Cristo, venisse a noi attraverso Maria. Allo stesso modo, noi possiamo arrivare a Dio solo attraverso Maria.
Senza una tenera e profonda devozione alla Madonna non potremo mai essere graditi a Dio. E non potremo entrare nella sua intimità, dove si trova innanzitutto la Madre che il Signore ha scelto per sé e per i suoi fedeli.
Per questo, se viviamo sinceramente la nostra vita cristiana, lo Spirito che è in noi ci porterà a pregare anche la Madonna, e a sentire anche la voce di Lei nel nostro cuore.
Sentire la voce di Dio o della Madonna non significa percepire parole distinte. Questa sarebbe un’esperienza mistica, e la Chiesa ci insegna ad accoglierla ma non a desiderarla. Altrimenti, cadiamo nel peccato di ambizione e il diavolo potrebbe presentarsi a noi illudendoci.
La voce di Dio, tuttavia, è pure un’esperienza soprannaturale.
Possiamo avere l’assoluta certezza che Dio o una Persona della Santissima Trinità o la Madonna ci parlino.
Si riveleranno a noi quando ci rivolgeremo a loro, facendosi sentire nel nostro cuore, al centro della nostra anima. E ci doneranno un’ispirazione che è per quel particolare momento.
Se siamo fedeli, non avremo dubbi di aver comunicato direttamente con Dio e la Madonna, anche se non allo scoperto come in un’esperienza mistica.
Così l’amore si approfondisce, e si alimenta la vocazione alla vita consacrata. La preghiera del cuore ci conferma che Dio e la Madonna ci amano come nessun altro saprebbe mai amarci.
Ci rendiamo conto che loro sono sempre dentro di noi, mentre nessuna creatura umana, nemmeno lo sposo, la sposa, il padre, la madre o i figli, possono avere con noi una tale intimità.
Gesù non è solo il Signore, il Redentore, l’Amico, ma anche l’adorabile Sposo divino dell’anima nostra. Gesù rimane sempre con noi, finché noi rimaniamo in Lui con la fedeltà dell’amore.
E se amiamo e adoriamo Gesù, saremo certo impazienti di farlo conoscere a ogni persona.
Non ci rivolgeremo con fiducia a chi disprezza le cose sante e le perle, ma andremo ugualmente alla conquista di più anime possibili.