Noi possiamo vivere da cristiani nella misura in cui viviamo del nostro Signore Gesù, con Lui, in Lui e per Lui.
La nostra testimonianza non si regge su un discorso, su vane parole ripetute, su una rappresentazione distaccata di qualche verità.
Il Signore Gesù ha detto: «Sarete miei testimoni» (At 1, 8).
Non semplicemente testimoni delle sue Parole, magari passandole di uomo in uomo fino a perderne il senso vitale.
Dobbiamo testimoniare la Persona stessa di Gesù Cristo. E per riuscirci, bisogna che Gesù viva in noi e si manifesti attraverso di noi a ogni altra persona, al mondo intero.
Per arrivare a questo, non c’è altro che un’intensa vita di conoscenza di Gesù e di preghiera rivolta a Lui.
La conoscenza viene dalla Bibbia, in particolare dai Vangeli; dal Magistero e dalla Tradizione della Chiesa, che ci fanno conoscere la santa volontà di Dio e il suo progetto su di noi; dalla vita e dalle parole dei Santi, che conoscono Gesù per via mistica e incarnano i suoi insegnamenti; ma anche dall’osservazione del creato, dalla consapevolezza di tutto il bene che Gesù ci dona, da tutto quello che in qualche modo può riferirsi a Lui.
Anche la preghiera è conoscenza, che coinvolge fortemente la nostra volontà.
C’è la preghiera vocale, innanzitutto il Padre Nostro, che Gesù stesso ci ha insegnato, e l’Ave Maria, che inizia con il saluto angelico dell’Annunciazione.
C’è il Santo Rosario, dove si uniscono preghiera vocale e meditazione della vita, morte e resurrezione di Cristo, con il cuore rivolto anche alla Madonna. Questa è l’arma di gran lunga più potente nei combattimenti dei nostri ultimi tempi.
C’è la meditazione fuori dal Rosario, con il fine di appartenere completamente a Dio e di imparare a servirlo fedelmente.
Nella meditazione possiamo soffermarci più a lungo alla presenza di Dio e della Madonna, che vivono in noi se osserviamo i Comandamenti.
La contemplazione poi va oltre la meditazione, perché non è tanto un impegno per conoscere e migliorarci quanto un riposo dell’anima. Si gode di rivolgere il nostro sguardo a Dio e ci si bea di Dio stesso, in gradi che possono arrivare fino all’estasi e allo sposalizio spirituale. Lo stesso sguardo contemplativo può essere rivolto alla Madonna.
Nella preghiera cuore a Cuore, noi ora preghiamo il Padre, ora Gesù, ora lo Spirito Santo, ora l’unico Dio, ora la Madonna.
Abbandonandoci a Dio, sarà il suo Spirito Santo in noi a suggerirci a chi rivolgerci e a fare di tutta la nostra preghiera una bellissima armonia.
Quella preghiera, a tu per tu con Dio e la Madonna, deve poi accompagnarci più possibile durante la giornata. Altrimenti, ci abbandoneremo alla corrente delle distrazioni e delle tentazioni, che ci trascinerà al peccato.
Il bene che possiamo dare agli altri, a noi può darlo solo Dio che vive in noi. Non esiste un’altra fonte di bene che non sia Dio, il Sommo Bene.
E questo bene non è un’idea, un discorso, ma Gesù stesso, il nostro adorabile Signore. E’ Lui che dobbiamo donare agli altri. E a Gesù che dobbiamo attirarli, non alla vanità di noi stessi, che lascia le altre persone vuote, illuse e povere.
Tutti devono sapere che Dio è presente dove loro si trovano, in qualunque situazione. Tutti devono convertirsi al Vangelo e potersi così rivolgere con fiducia a Dio e alla Madonna, che saranno in loro con la vita di grazia.
Non succeda che le persone si aggrappino miseramente l’una all’altra, cercando solo dall’umano la compagnia, la vita e il conforto che solo Dio può dare, con la sua divina e continua presenza.
E’ Gesù il Messia, Colui che deve venire nella vita di ogni persona, il fine verso il quale tende tutto il creato.
«Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui,» proclama San Paolo, il grande Apostolo delle genti, innamorato di Cristo (Col 1, 16).
E’ Gesù che ci ha creato, è Gesù il Dio fatto uomo che ha dato la vita per redimerci, è Gesù che ci ama, ci pensa e ci segue con Amore e Misericordia infiniti.
E’ Gesù il Signore, il Redentore, l’Amico e lo Sposo divino dell’anima nostra.
E’ Gesù il Cibo Eucaristico, nel quale si dona come nutrimento a noi, che siamo sue creature.
E’ Gesù che verrà nella sua gloria alla fine dei tempi, per riportare l’ordine divino sulla terra e ricompensare quelli che gli saranno rimasti fedeli.
E’ a Gesù che dobbiamo ricorrere dentro di noi quando siamo tentati o in qualsiasi altra prova, per vincerla cuore a Cuore con Lui.
Allo stesso modo possiamo ricorrere alla Madonna dentro di noi, perché Lei ci dona ugualmente Gesù attraverso la sua sublime dolcezza e mediazione materna.
Il Signore Gesù ci parla così del giudizio finale (Mt 25, 40): «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».
Quindi, normalmente dobbiamo rivolgerci a ogni persona con l’attenzione che dedicheremmo a Gesù in persona. Dobbiamo rivolgerci a Gesù attraverso ogni persona, e donando Gesù a ogni persona. Il dono allora è perfetto.
Ma per i nemici di Cristo, c’è anche una giusta ira, sia pure senza peccato, e la guerra che dobbiamo combattere per la gloria di Dio e il bene delle anime.
Testimoniamo Cristo senza paura in questo mondo perverso, dominato da uomini e donne-demonio che hanno fatto del peccato la legge delle nazioni.
Il loro dominio e quello della falsa chiesa cadrà, sprofonderà nell’inferno.
La terra rinascerà, trasformata, per accogliere i figli devoti di Maria Santissima, rimasti vivi e salvi, e i martiri cristiani uccisi negli ultimi tempi.
Saranno nuova terra e nuovi cieli. Sarà il compimento della speranza più grande del cuore di chi crede. E’ il desiderio di poter vivere per sempre con il nostro Dio e la nostra Madre, e di non vedere altro che la loro gloria, insieme a tutti i fedeli cristiani.