Anni fa, un noto pentito di mafia lanciò un appello ai mafiosi perché lasciassero quel genere di vita.
Non erano parole come tante altre, ma avevano una certa originalità. Il pentito ricordò ai suoi ex compari la pace e i diletti che si possono godere solo con una vita onesta.
Sorprendentemente, e quasi poeticamente, incluse tra le esperienze a lui care anche «il profumo delle zagare».
Ed ecco splendere il sole meraviglioso della Sicilia, nel tempo di primavera, allo sbocciare dei fiori di arancia e limone. Le zagare, appunto, deliziosamente profumate.
Chi non è stato in Sicilia, non può sapere di che luce s’illuminano la natura, le persone e le città in quella terra.
E’ uno splendore tale che nobilita e rende uno spettacolo ai nostri occhi anche le costruzioni di per sé meno amabili.
Questo ha fatto Dio per noi, e i benefici del Signore non si possono contare.
Chi si sofferma sulle meraviglie del creato, è molto meno lontano dalla verità di chi si sofferma su se stesso.
Vi è chi non distoglie lo sguardo dal nostro adorabile Signore Gesù, e lo tiene al riparo del proprio cuore.
E ci sono i mondani, che hanno attenzione più che altro per se stessi, cioè per il nulla della creatura rivestito di vanità.
L’uomo e la donna di mondo vivono di rappresentazioni. Rappresentano se stessi, gli altri, la vita e il Signore stesso secondo il loro giudizio. Parlano di chi sono loro, di cosa fanno, di quanto hanno sofferto. Inquadrano le persone nei ruoli che hanno loro assegnato.
La parte che riservano al Creatore è quella di approvare, decisamente o sotto sotto, il loro operato, il loro stile di vita. La Madonna, Madre Immacolata della purezza, ha poco posto nei loro discorsi, se non con parole risapute, quasi gergali. E come potrebbe essere diversamente, dal momento che devozione sincera alla Madonna e purezza di cuore sono un tutt’uno?
Le rappresentazioni falsificano il pensiero, il sentimento, le relazioni. Non è un caso che gli eroi dei nostri contemporanei non siano i Santi, e i giusti le persone da onorare e ricercare. Oggi si dà importanza a chi è rappresentato, non a chi vive secondo la verità. Sono gli attori, i cantanti, gli scrittori, gli intellettuali e magari qualche personaggio della Chiesa a raccogliere il consenso dei mondani.
La vita non si trova nelle rappresentazioni. Vive chi ha veramente Dio per Padre e la Madonna per Madre, facendo proprio il loro sguardo sulle persone. Gesù ci dice che solo a Lui il Padre ha concesso «di avere la vita in se stesso» (Gv 5, 26). E dunque da chi altri, se non da Gesù, possiamo ricevere la nostra vera umanità?
Solo con Gesù noi possiamo uscire dalla rappresentazione e cominciare a vivere. E’ a Gesù che dobbiamo tenere rivolto lo sguardo, dentro di noi, nel nostro cuore, al centro della nostra anima. Così Gesù aprirà per noi la sua fonte infinita e ci donerà i pensieri, i sentimenti, le parole, le azioni che sono suoi ma anche originalmente nostri.
Per imparare ad amare, adorare e cercare Gesù, bisogna chiedere aiuto alla Madonna. A Lei Dio ha affidato proprio il compito di trasformarci nel suo Figlio Divino.
Ritornano allora quelle parole di San Paolo, l’Apostolo delle genti: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2, 20).