A settembre 2015, quasi sette milioni di italiani risultavano portatori di un tatuaggio. Sono dati dell’Istituto Superiore di Sanità.
Mentre il tatuaggio sanno tutti che cos’è, diciamo giusto due parole per descrivere il piercing. Consiste nel trapassare parti del corpo per fissarci dei piccoli oggetti di metallo o di altro materiale duro.
Altri sfregi umani – perché di questo si tratta – li vediamo sui poveri giovani che si tagliano a zero parte dei capelli, o li pettinano in creste o simili.
Queste pratiche hanno degli aspetti in comune. Soprattutto, il desiderio di sfigurarsi e quello di sottomettersi al potere del mondo.
A volte anzi, un tatuaggio o un piercing sono un modo per consegnarsi al potere di satana, e certi tatuaggi rappresentano figure demoniache.
Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza (Gn 1, 26-27). Adamo è il primo figlio umano di Dio. Anche noi diventiamo figli di Dio, per la grazia del battesimo cristiano. E la Madre di Dio, Maria Santissima, diventa nostra Madre.
Siamo chiamati alla santità, alla vita eterna, al Paradiso per noi e i nostri cari. Con la grazia di Dio possiamo sollevarci al di sopra di ogni bassezza, fino ad essere «santi e immacolati nella carità» (Ef 1, 4), che è l’amore cristiano.
Per questo, Dio stesso, fin dai tempi antichi, avverte così il suo popolo: «Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio» (Lv 19, 28).
San Paolo ci ricorda la dignità e il valore del nostro corpo: «O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (1 Cor 6, 19-20).
Il «caro prezzo» a cui allude San Paolo sono le sofferenze e la morte di croce di Nostro Signore.
La pratica del tatuaggio venne proibita in modo definitivo da Papa Adriano I nel 787 durante il Concilio di Nicea.
Verso la fine dell’Ottocento, il criminologo Cesare Lombroso notava come il tatuaggio fosse uno dei segni distintivi dei delinquenti comuni. E fino a dopo la metà del Novecento in Italia rimase una prerogativa di gente di bassa condizione.
Negli anni Sessanta-Settanta ci fu invece una ripresa dei tatuaggi anche nel nostro Paese. All’inizio, tra gli hippy e i motociclisti. Successivamente cominciarono a diffondersi tra tutte le categorie di persone.
L’uomo e la società diventano capaci di sfregiare il corpo umano quando perdono la fede cristiana. Sono quasi scomparsi i genitori che accolgono amorevolmente i figli e si prendono cura della loro innocenza. E i figli, disperati nel profondo del cuore, si danno a ogni genere di barbarie.
Il periodo in cui si è affermata la pratica del tatuaggio corrisponde proprio alla rivoluzione anticristiana del Sessantotto, che si è accanita ferocemente contro la famiglia e la fede cattolica.
Del resto, la società intera in quel periodo completava la trasformazione da credente ad atea.
Attualmente, la società si sta trasformando da atea in anticristiana, nel suo cammino di perversione infernale della vita sulla terra.
Nell’Italia sempre più anticristiana, la stragrande maggioranza delle persone vive nel rinnegamento di Cristo, della vera fede e della famiglia.
Se questa nostra umanità è così mostruosa nell’anima, non c’è da stupirsi che milioni di italiani vogliano rendere mostruoso anche il loro aspetto. Mostruoso nel senso che manifesta la crudeltà contro se stessi e contro l’umanità intera.
Proprio come i delinquenti comuni che una volta erano quasi i soli a tatuarsi, i nostri contemporanei hanno perso gli scrupoli morali.
Eppure, anche in un corpo tatuato e tormentato, l’anima morta che ha voluto questo può rinascere, se si apre alla grazia di Dio.
Non stanchiamoci di amare e chiamare a vita nuova le persone che incontriamo, solo che siano disposte ad ascoltarci.
Nella fedeltà a Dio e alla Madonna troveremo la forza di «proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista» (Lc 4, 18), perché anche questo è la nostra missione di cristiani.

Per i dati dell’Istituto Superiore di Sanità sui tatuaggi:
http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1555&tipo=6