Messina era ed è rimane sotto la perpetua protezione della Madonna.
Mentre però questo immenso dono celeste non viene mai meno, i messinesi, come ogni altro essere umano, possono abbandonare la via della grazia.
Ce lo dimostra anche la parabola del figliol prodigo. Il figlio, che Dio Padre ama immensamente e tiene in casa con Sé, può decidere di voltare le spalle al Padre e andarsene. Ma allora finisce completamente in rovina.
Si era agli inizi del Novecento, circa quarant’anni dopo la conquista dell’Italia da parte di liberali e massoni. Cosa fosse successo ai messinesi, forse lo saprebbero dire qualche storico o persona di cultura attenti.
Fatto sta che già qualche anno prima del terremoto e maremoto del 1908, ritroviamo nelle parole di un Santo la denuncia della situazione dei suoi concittadini.

In una sua predica di quei tempi, Sant’Annibale Maria di Francia si esprimeva così:

Senza mezzi termini, senza reticenze e timori, io vi dico, o miei concittadini, che Messina è sotto la minaccia dei castighi di Dio: essa non è meno colpevole di tante altre città del mondo che sono state distrutte dal fuoco o dalle guerre o dai terremoti: deve dunque aspettarsi da un momento all’altro di subire anch’essa la stessa sorte… Ecco il terribile argomento del mio lacrimevole discorso. Io comincio a farvi una enumerazione di tutti quei motivi pei quali i castighi del Signore su questa città appariscono alla mia atterrita fantasia quasi inevitabili.

Quindi Sant’Annibale ricordava ai messinesi i peccati che si commettevano in mezzo a loro: omicidi, furti, usura, cattiva stampa, insegnamento ateo, superstizioni, spiritismo e così via. Da quei peccati saliva a Dio un grido: “Signore, affrettati punisci!”.
Profeticamente, Sant’Annibale concludeva dicendo che il terremoto “è un gran missionario”, perché “apporta una conversione generale”.

Di tutto questo parla il prof. Roberto de Mattei nel suo libro Il mistero del Male e i castighi di Dio (Fede & Cultura, 2011).
Ricorda l’autore che nella mattinata del 27 dicembre 1908 erano apparsi nella città di Messina degli striscioni con bestemmie contro la verità dell’esistenza di Gesù Cristo.
Quella sera, dopo una discussione pubblica, fecero una processione blasfema. Arrivarono fino alla spiaggia della città, dove tra lazzi e oscenità gettarono a mare un crocifisso.
Intanto un circolo intitolato all’eretico Giordano Bruno, caro alla massoneria, si riuniva per decretare la distruzione della religione a Messina.

Ed ecco la cronaca di quello che avvenne alle prime ore della mattina successiva:

Alle ore 5.20 del mattino del 28 dicembre 1908; sullo stretto di Messina si scatena il più terribile dei terremoti mai registrati in Italia negli ultimi secoli. Il terremo di magnitudo 7.2 pari a 11° della scala Mercalli provocò 80.000 vittime – dato ufficiale, ma si presume che le vittime fossero più di 100.000 visto che all’epoca molte persone non erano registrate all’anagrafe.
Il terremoto produsse anche uno tsunami con onde alte fino a 13 metri, provocando la morte di altre 2000 persone che si trovarono sul molo di Messina.
La vastità del sisma fu impressionante, il terremoto coinvolse la Sicilia e la Calabria, in particolare furono distrutte le città di Messina e di Reggio Calabria. Le provincie maggiormente colpite dal sisma furono quelle di Messina, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro. Danni minori si registrarono in oltre 350 centri abitati sparsi su un’area estesa tra le province di Crotone e Cosenza, mentre in Sicilia danni minori furono registrati anche in alcune località delle province di Enna, Caltanissetta, Agrigento e Ragusa.

Fonte:
http://meteoterremoti.altervista.org/blog/terremoti/il-terremoto-di-messina-e-reggio-calabria-28-dicembre-1908/

Sant’Annibale di Francia e San Luigi Orione, suo amico che era venuto a trovarlo a Messina, erano convinti che il terremoto fosse stato un castigo divino.
E nessuno può dubitarne, se non altro per le denunce e le parole di questi due Santi.
Rileggiamo quali erano i peccati di cui parlava Sant’Annibale: omicidi, furti, usura, cattiva stampa, insegnamento ateo, superstizioni, spiritismo e così via.
Come non pensare alla nostra società attuale? Nemmeno i messinesi di inizio Novecento commettevano gli omicidi atroci che si compiono oggi, i milioni di aborti con cui le madri si fanno uccidere il figlio nel grembo.
Quanto ai furti, pensiamo a tutte le furberie piccole e grandi abituali oggi in Italia, e al sistema di tangenti che va avanti come non mai.
Dell’usura si conoscono molti casi.
La cattiva stampa di Messina a quei tempi non era certo oscena come la nostra, che insieme alla televisione porta la corruzione in quasi tutte le case degli italiani.
E la nostra scuola di Stato, che per decenni ha insegnato l’ateismo ai bambini e ai giovani, oggi comincia a insegnare il peccato impuro e le perversioni sessuali.
Quanto all’occultismo, il nostro Paese è dominato dalla massoneria, alleata degli atei e del clero ribelle.
Per sapere cosa debba capitare a una società simile, si possono leggere il libro dell’Apocalisse e le profezie di questi ultimi centocinquant’anni. Tra le altre, quelle recentissime di Anguera.
Il Signore Gesù, ai tempi della sua predicazione come oggi, ci dice: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15).
Dio da allora ha donato all’umanità duemila anni di storia, e a ciascuno di noi anni per vivere e comprendere.
E’ tempo dunque di tornare a Dio con tutto il cuore. Sarà possibile se ci lasciamo guidare da Maria Santissima, nostra Madre e Condottiera, diventandole sinceramente devoti.

Per un approfondimento sugli eventi di Messina:
http://www.miradouro.it/node/58739