Jean Viollet (1869-1956) è un sacerdote francese che s’impegnò molto nel formare le coscienze secondo la purezza cattolica.
Nel 1918 fondò l’Association du mariage chrétien (Associazione del matrimonio cristiano), per insegnare alle coppie cattoliche il pudore prima del matrimonio, la fedeltà nel matrimonio e la fecondità dei genitori aperti alla vita.
C’è una sua opera tradotta in italiano disponibile in diverse biblioteche nostrane: L’educazione della purezza e del sentimento, che risale al 1925 nell’edizione originale.
In questo suo libro l’abate Viollet parla delle relazioni tra uomo e donna e della scoperta della propria natura maschile e femminile.
Tre capitoli del suo libro spiegano come si può parlare di certe cose ai figli per la prima volta. In questo articolo ve ne presento una sintesi.
In fondo all’articolo trovate il collegamento per scaricare un file pdf con tutta la relativa parte del libro, più un ulteriore capitolo dedicato a una questione molto delicata.

Seguirò la successione che ho trovato, con citazioni a volte letterali ma senza virgolette, per non disturbare la lettura.
I riferimenti alla Madonna, a San Giuseppe e alla vita consacrata sono una mia aggiunta. Mi sono limitato, ma ovviamente il rapporto con Dio, la Madonna e i Santi dovrebbe accompagnare tutti gli istanti della nostra vita, fin dal concepimento.
L’abate Viollet si rivolge con i suoi consigli a genitori autenticamente cattolici, o che almeno desiderano diventarlo.

SI DEVE PARLARE?

I figli, prima bambini e poi adolescenti, devono essere nutriti con l’ideale cristiano per poter affrontare ogni aspetto della vita.
Si farebbe un torto negando ai più giovani le spiegazioni che chiedono dai genitori, quando nascono le prime curiosità.
Il figlio privo della risposta dei genitori è abbandonato a se stesso e ai pericoli dell’ambiente circostante.
Del resto, le spiegazioni portano alla confidenza e permettono ai figli di aprirsi con i genitori, svelando a loro quello che hanno nel cuore e le loro esperienze.
E’ dovere dei genitori prevenire i figli riguardo ai pericoli che possono incontrare.
Il principio basilare, nel campo dell’educazione, è che non ci può essere formazione morale senza la reciproca fiducia tra l’educatore e il discepolo.
Se viene a mancare la fiducia, la coscienza dei giovani si chiude e non ascolteranno più i consigli.
Il figlio che si sente inventare una storia invece di sapere la verità dai genitori, quando se ne accorge si sentirà tradito.
Se i genitori hanno la delicatezza di insistere soprattutto sui motivi morali che hanno portato alla nascita del figlio, le indicazioni sugli aspetti fisici non lo turberanno affatto. Gli appariranno anzi come la semplice conseguenza di sentimenti più elevati e più puri.
E’ meglio prevenire il male che doverlo riparare. Basta un incontro pericoloso perché il figlio ceda alle tentazioni del male, senza nemmeno rendersene conto del tutto.
L’autore ricorda il pericolo dovuto alla mancanza di prevenzione, in particolare nei confronti delle figlie che si sposeranno.
Le ragazze rimaste senza un’educazione alla purezza, potrebbero provare ripugnanza quando scoprono per la prima volta dopo le nozze che cos’è l’intimità con l’uomo, anche se è il proprio marito.

COME SI DEVE PARLARE?

A che età è opportuno iniziare i figli ai misteri della vita?
Si può rispondere che dipende dalle circostanze, dalle domande fatte dai figli e dal livello del loro sviluppo morale e fisico.
Non è necessario che le prime risposte abbiano un rigore scientifico. Il bambino si accontenta di sapere che Dio l’ha posto nel grembo della mamma. Poi, con il tempo e le circostanze, i genitori faranno precisazioni ulteriori. L’importante è che la risposta sia vera e che nessuna scoperta successiva la contraddica.
Il metodo migliore è servirsi delle normali circostanze della vita per aiutare i figli nella conoscenza.
Possono essere la nascita di un fratellino, la necessità di correggere l’egoismo inconsapevole dei figli, un’osservazione sulle piante o gli animali, e così via.
L’educazione in questi argomenti spetta solo ai genitori. Il legame che unisce il figlio ai genitori deve apparirgli come una confidenza sacra, che unisce il suo cuore più fortemente a quello del papà e della mamma.
Quando i figli scoprono che loro stessi hanno la capacità di generare, questo deve portarli a un pudore sempre più cosciente e a un grande senso di responsabilità.
Trattare questioni simili solo dal punto di vista fisico, scientifico, serve solo a far nascere una curiosità insana.
Bisogna insegnare ai giovani a non pronunciare mai la parola “amore” se non in vista del matrimonio, e ad avere un grande rispetto tra maschi e femmine.
Venendo a sapere che la madre lo ha nutrito del proprio sangue e che ha amato e sofferto molto per metterlo al mondo, il figlio sentirà una tenerezza e un affetto più grandi per lei, e non vorrà mai darle dispiaceri. Sarà un aiuto per combattere l’egoismo istintivo e avere invece sentimenti di riconoscenza.
Più avanti, con l’avvicinarsi della pubertà, quando i genitori riveleranno ai figli quali capacità creatrici hanno nel loro giovane corpo, li aiuteranno a rendersi conto delle loro responsabilità. Allo stesso tempo, i figli si sentiranno più portati alla purezza e al dominio di se stessi.
Infine, quando i figli sapranno che devono la loro esistenza all’amore reciproco tra la mamma e il papà, capiranno perché devono proteggere il loro cuore dalla tentazione di relazioni superficiali.
Le prime domande nascono nei figli in modo spontaneo e non hanno a che fare con turbamenti di tipo sessuale.
E’ naturale e giusto che i figli cerchino la spiegazione di come sono nati.
Le spiegazioni devono essere prima di tipo morale, e solo in un secondo momento si scenderà nei particolari delle funzioni fisiche.
La madre comincerà spiegando al figlio che non c’è per i bambini un amore più grande di quello della mamma, e per questo Dio affida a lei il bambino che vuole creare.
Perché il bimbo sia amato e protetto, Dio lo mette nel grembo della mamma come un piccolo germe, una cosina piccola che è viva e che può crescere.
La mamma nutre il piccolo germe con il suo sangue e il suo amore, fino al giorno in cui il bambino è abbastanza sviluppato per lasciare la pancia della mamma e vivere da sé.
La mamma dirà anche ai figli che senza la forza, i sacrifici, il lavoro e l’autorità del papà, sarebbe impossibile vivere in famiglia.
Altre spiegazioni vengono date quando i figli raggiungono la pubertà. Allora i genitori spiegano ai figli che loro sono nati dall’amore che c’è tra il papà e la mamma.
Proprio perché sapevano che dal loro amore sarebbero nati dei figli, il papà ha scelto la ragazza che secondo lui sarebbe diventata la mamma migliore. Anche la mamma ha pensato di scegliere il papà perché pensava che sarebbe stato un buon padre di famiglia.
Ovviamente, con le famiglie devastate che ci sono oggi, questo potrebbe non essere avvenuto. Ma se i genitori si convertono, possono sempre esprimere ai figli il desiderio di essere un buon papà e una buona mamma.
Solo a questo punto, si può cominciare a spiegare che una parte del germe che diventerà un bambino è contenuta nel corpo del padre, e che il papà quindi deve metterla nel corpo della mamma.
Così i corpi appaiono come gli strumenti per realizzare un progetto d’amore.
Bisogna approfittare di queste spiegazioni per far comprendere all’adolescente l’importanza di custodire la purezza e le energie del suo corpo.
D’ora in avanti, così, le spiegazioni fisiologiche potranno essere date ai figli senza rischi per la loro purezza.
Conviene far notare ai figli che per gli animali la procreazione è solo un impulso dell’istinto. L’uomo invece deve dominare gli istinti e comportarsi in modo responsabile. Prima di far nascere dei figli, deve essere pronto ad affrontare le responsabilità e i sacrifici necessari, per lui e per la sua sposa.
La moralità consiste appunto nel far trionfare lo spirito sulla carne.

LE CONFIDENZE NECESSARIE

Quando i figli arrivano alla pubertà, spetta al padre dare spiegazioni al figlio e alla madre dare spiegazioni alla figlia.

Il padre può dire al figlio che Dio ha voluto farsi aiutare dai padri e dalle madri nella grande opera del suo Amore creatore. Quindi tutti i figli nascono dal dono che c’è tra l’uomo e la donna.
La sola eccezione è Gesù, che essendo Figlio di Dio, Dio come il Padre, è nato dall’unione tra lo Spirito Santo e la Madonna.
Poi San Giuseppe, per proteggere la Madonna e Gesù Bambino, ha fatto da padre putativo, cioè si è presentato come marito e padre per loro.
I bambini nascono dal grande amore del papà e della mamma. I buoni genitori però non sono egoisti ma vogliono dare la vita ai figli, per condividere con loro l’amore che li unisce.
Dio ha quindi deciso di servirsi del corpo dei genitori per formare il corpo dei figli.
Ecco perché il papà porta in sé un germe di vita che è destinato a fecondare il corpo della mamma, come il polline feconda gli ovuli del fiore, per farlo diventare un frutto.
La mamma porta in sé delle ovaie che possono servire alla nascita del bambino solo se l’uomo vi mette un poco di quel seme che si chiama sperma.
Anche tu porti nel tuo corpo quel seme prezioso. Sta negli organi chiamati sessuali, che bisogna rispettare in modo speciale e difendere da sguardi e contatti impuri.
Cercando di venire fuori, il seme darà al tuo sesso un movimento particolare per rendere possibile mandarlo fuori. Quindi se un giorno ti accorgi di avere un movimento di questo tipo, non ti devi stupire o spaventare. Vorrà dire che non sarai più un bambino ma comincerai a diventare un uomo.
Però saresti ancora troppo giovane per avere dei figli e per educarli. Quindi devi vigilare per evitare tutto quello che può eccitarti e turbarti. Non devi cercare di causare quel movimento.
Bisogna vedere cosa Dio vuole da te. La maggior parte dei ragazzi sono chiamati al matrimonio, ma diversi sono chiamati a consacrarsi a Dio.
E’ indispensabile, per chi si consacra al Signore, avere una grande purezza, perché dovrà aiutare tutte le altre persone a essere pure e fedeli.
Oppure, se sei chiamato al matrimonio e hai il coraggio di rimanere vergine fino a quel giorno, Dio benedirà la tua futura famiglia e ti darà i figli che il tuo cuore desidera. E più sarai puro e sano, più saranno puri e sani i tuoi figli.
Allora bisogna scegliere la donna migliore per unirsi a lei con un amore totale e definitivo.
Fuori dal matrimonio, gli atti sessuali volontari e tutto quello che può eccitare sono una disobbedienza abominevole alla legge di Dio. Chi fa queste cose si degrada molto. Sono peccati che distruggono l’amore voluto da Dio e rovinano la vita familiare.
Quando sentirai dei compagni dire cose sporche sul sesso o abbandonarsi ad atti impuri, devi avere pietà per loro. Sono degli infelici che non hanno avuto una buona educazione come quella che hai ricevuto tu.

La madre può dire alla figlia che a volte sente forse il desiderio di amare e di essere amata. Questo dimostra che non è più una bambina ma una signorina.
Intanto avvengono dei grandi cambiamenti nel tuo corpo. In certi periodi regolari ti senti stanca, provi una specie di malessere. Alla fine del malessere, ti viene una perdita di sangue che riporta la calma dei nervi e l’equilibrio del corpo.
Ma per il bene della tua anima e l’avvenire dei tuoi figli, non devi lasciarti abbattere da questa attività organica.
Il tuo corpo è la terra generosa nella quale Dio un giorno metterà, attraverso l’uomo che sposerai, il germe che feconderà gli ovuli che maturano regolarmente ogni mese nel tuo corpo di donna.
Ora io ti vorrei avvertire di pericoli che minacciano le ragazze. Alcuni pericoli vengono dalla donna stessa, gli altri dagli uomini, per i quali la donna diventa una tentazione.
Delle ragazze hanno la tentazione di mettersi in mostra con i ragazzi, di attirarli con il fascino e la bellezza. Ma se si eccitano gli uomini in questo modo, poi loro possono avere troppa confidenza o desideri impuri.
Perciò, se non stai sempre attenta, rischi di rimanere vittima della violenza e degli istinti degli uomini. Per restare pura e onesta, una ragazza deve proibirsi di avere delle cotte o di stare in rapporti familiari con gli uomini.
La bellezza femminile non è per il primo uomo che arriva. La ragazza onesta ha la virtù del pudore. Tu conservati intatta, vergine, fino a quando Dio ti farà capire che vocazione vuole per te, la consacrazione al Signore o il matrimonio.
La maggior parte delle ragazze sono chiamate al matrimonio, ma altre Dio le vuole tutte per Sé.
Nella consacrazione puoi essere sposa del Signore Gesù stesso, che è sempre lo Sposo della nostra anima.
Nel matrimonio potrai donarti con tutta te stessa all’uomo che Dio ti ha preparato come sposo. E sarai capace di rendere i tuoi figli santi e buoni, perché tu stessa avrai lottato per conservarti buona e pura.

Un altro insegnamento per i figli, quando sono ormai nella gioventù, riguarda la moralità del matrimonio. Devono sapere che è peccato fare qualunque cosa che possa impedire la generazione dei figli. Quindi bisogna accogliere i figli che Dio manda, e praticare la continenza quando le circostanze lo richiedono.

Ecco il collegamento per scaricare l’estratto dalla versione in italiano del libro: Jean Viollet, L’educazione della purezza e del sentimento, Edizioni Paoline, 1956, traduzione dal francese a cura di P. Graziani.

Jean Viollet – L’educazione della purezza e del sentimento – Estratto