Una mattina di qualche giorno fa, percorrevo in auto una strada di paese.
Non mi dilungo sui dettagli, ma a un certo punto ho visto una signora di circa quarant’anni e un bambino, forse sui dieci anni.
Lei era di corporatura larga, certo non più giovane, ma con un aspetto femminile, dolce e materno.
Il bambino appariva robusto, massiccio, con un paio di occhialoni dalla montatura nera. Aveva un’aria come di chi avanza a forza per le vie della vita.
Qualcuno lo avrebbe definito un disabile.
Ora, con che occhi guardare quel bambino e la mamma, se è lei, che ha cura di lui e lo accompagna?

Ci può essere chi viene colpito al cuore quando nota lo sforzo evidente di quel bambino, a lui causato più dall’incomprensione del mondo che dalla malattia.
Come non rivolgersi, sapendo di non essere orfani, alla Madre nostra Immacolata, perché custodisca e accompagni il bambino e la sua mamma?
La Madonna, che ha dato il suo Figlio Divino sulla croce per noi, attende una simile preghiera.
Tuttavia, milioni di bambini come questo sono stati e vengono messi a morte nel grembo delle madri, e quasi sempre sono le madri a volerlo.
Questi piccoli sono visti come spazzatura da eliminare, come un peso indegno nella vita di una donna.
Molti dei bambini messi a morte dalle donne di oggi sono sani, ma su di loro la sentenza è la stessa: si tratterebbe di spazzatura, di un peso indegno.
Dio dona la vita con Amore infinito agli uomini, alle donne e ai bimbi concepiti nel grembo delle donne. E le donne spengono la vita dei figli nel loro stesso grembo, sterminandoli su quasi tutta la terra.
E’ una società anticristiana, una società satanica.
L’omicidio volontario è il primo dei quattro peccati che gridano vendetta davanti a Dio. E qui sono le donne che uccidono i loro figli, nel proprio grembo.
Che ne sarà di questa umanità, quando la misura dei suoi crimini atroci sarà colma, e si scatenerà la giustizia di Dio?
Crimini contro la vita, l’innocenza e la dignità degli esseri umani, colpiti o messi a morte nel grembo materno, nell’infanzia, nella vita adulta, nella vecchiaia, nella salute e nella malattia.
Cosa dire di più?
Vorremmo andare alla radice del problema, e spiegare all’uomo e alla donna di oggi come sono potuti diventare i carnefici degli indifesi.
Se gli adulti di oggi considerano gli indifesi come spazzatura e un peso indegno, è perché loro stessi sono stati fatti sentire così dai loro genitori.
Innanzitutto, i figli di questa società sono i sopravvissuti di un genocidio più grande e più antico dell’aborto. Sono i figli ai quali i genitori hanno concesso di essere concepiti. Uno, due figli per famiglia, in media.
Degli altri figli, miliardi di figli attesi da Dio nostro Padre, non c’è traccia sulla terra.
Quindi i figli che nascono non sono per i genitori i primi dei figli che Dio manda, da educare cristianamente e portare in Paradiso.
Sono solo i figli ai quali viene concesso di esistere, per soddisfare i propri sentimenti e le proprie voglie.
E questi bambini respirano, nelle loro specie di famiglie, un’aria di rifiuto della vita, di amore solo umano e condizionato.
Crescendo, non hanno la possibilità di vivere come figli di Dio. A loro è concesso di vivere solo come figli di un padre e una madre umani, che sono separati da Dio perché non lo conoscono e non seguono la sua volontà.
Anche i figli ai quali è concesso di vivere rischiano di sentirsi spazzatura e un peso indegno, se non accettano i peccati di cui vivono i loro genitori.
E intanto la loro innocenza, il loro desiderio struggente di tenerezza, amore, fedeltà e purezza sono trattati dai genitori come spazzatura e un peso indegno.
C’è allora da stupirsi se i giovani di oggi, e tra loro i politici, hanno tanto odio contro la famiglia, la vita, e tutto il bene che ci può essere nei bambini? Quello che non hanno potuto ricevere in famiglia, ora vogliono distruggerlo anche per gli altri.
Eppure Dio dona la vita a loro e a noi, a me e a te. Dio non ha smesso di essere Padre di bontà infinita. La Madonna è per sempre Madre dei cristiani, da quando è diventata Madre di Gesù Cristo.
Se anche abbiamo seguito la corrente di morte che travolge l’umanità, ora possiamo dire: Basta!
Come questo messaggio arriva a coloro che lo leggono, così Dio bussa ancora alla porta di ogni cuore, in tanti modi. Se rispondiamo al suo appello, il Signore entrerà nel nostro cuore e nella nostra vita.
Le vie del Signore sono davvero infinite, come dice il proverbio. Sta a noi accogliere la sua grazia e iniziare un nuovo cammino.