Questo è un articolo dedicato alla questione, di solito non tanto acuta, dell’esistenza di Dio.
Nel titolo però ho preferito non scrivere il suo santo Nome, per non usarlo con disinvoltura.
Come sempre, il grande Maestro del pensiero religioso e umano è San Tommaso d’Aquino (1225 circa – 1274). Stiamo per vedere insieme le cinque prove che ha fornito per l’esistenza di Dio.
Solo, va tenuto presente che San Tommaso appartiene agli ultimi anni di pieno Medioevo, quindi alla splendida epoca della storia umana in cui l’ateo non esisteva.
Oggi, noi rimpiangiamo i “bei tempi” in cui la società era atea. Ormai diventa sempre più anticristiana.
Lasciamo comunque le cinque prove di San Tommaso per ultime. Parliamo di quello che ci tocca più da vicino: che Dio sia per noi non solo Creatore, ma Padre, e di Bontà infinita.

Per esempio, quanto tocca voi e me, ricercare Dio come Causa prima o come origine di un Creato che ha in sé un ordine perfetto e meraviglioso?
Sì, tutto questo, ed altro che vedremo, ha importanza, ma c’è qualcosa che ci coinvolge di più nella profondità di noi stessi, e non è questo.
Intanto diciamo solo due parole, un po’ scherzose, sul perché la questione di solito manca di acutezza.
Il motivo è appunto la scemenza.
Sei scemo, se fai questioni sull’esistenza di Dio.
Se Dio non c’è, sei scemo perché perdi tempo a pensarci.
Se Dio c’è, sei scemo perché sei una creatura che pensa di poter ammettere o no il suo Creatore.
L’intelligenza sta nell’essere umili, fin dall’inizio.
Ritorniamo adesso alla ragione per credere.
Dio ci ha creati per Amore, si è fatto uomo per Amore, e come uomo è morto in croce per Amore nostro.
Chiudere gli occhi davanti a questo, è una vera tragedia.
In realtà, non sono gli occhi del corpo a chiudersi, ma lo sguardo di un cuore diventato di pietra.
E come può un cuore umano diventare di pietra?
Questo succede quando un bambino cerca teneramente e disperatamente l’amore dei genitori, e incontra due cuori di pietra.
Non è stato trattato con amore, quando dall’amore dei genitori dipendeva la sua ultima speranza.
E ora, si è trasformato in uno dei tanti adulti che negano l’amore, la speranza e quindi Dio.
La prova più grande di un Dio d’Amore sta nell’Amore di Cristo, il cui Vangelo non è stato ancora proibito dai seguaci dell’anticristo.
Se poi la morte in croce di un Dio d’Amore ci giunge come un ricordo distante e falsificato da una falsa Chiesa, possiamo però essere raggiunti in altri modi.
Dio non rimane distante, per quanto i cuori siano di pietra.
«Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3, 20).
Il Signore non è lontano, ma alla porta! E’ la porta del nostro cuore. Se noi ascoltiamo la sua voce e gli apriamo la porta del cuore, Dio entrerà e verrà ad abitare nel nostro cuore, nell’intimo della nostra anima.
Dice Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 23).
Dio si manifesta in tanti modi a noi come Padre di Bontà infinita. La bellezza della natura, l’innocenza dei bambini, l’esempio dei Santi, il bene disinteressato ricevuto da un passante, e l’amore cristiano che i suoi fedeli ci dimostrano.
L’amore cristiano è una grande prova che Dio è nostro Padre. Non è un amore di questo mondo. E’ un amore che, mentre ci tratta da figli e da fratelli, ci dimostra l’esistenza di un Padre che ha creato per Amore tutti noi.
Se veramente crediamo e vogliamo che si creda in Dio, dobbiamo avere in noi l’amore cristiano.
Cominciamo sul serio a guardare alle persone con gli occhi del Padre Eterno.
E’ uno sguardo d’Amore infinito, è Misericordia vera, infinita, e non falsa come quella della falsa Chiesa.
E’ il Padre del figliol prodigo che non l’ha mai dimenticato, e che pur non potendo forzarlo perché creda e rimanga, gli corre incontro, fuori dalla casa, non appena lo vede tornare.
Nel frattempo gli è stato vicino e l’ha atteso, facendosi sentire tra i ricordi conservati nella mente e nel cuore.
Comportiamoci così in famiglia, con gli amici e con tutti, e daremo agli altri e a noi stessi una vera opportunità per credere.

Leggiamoci adesso le prove dell’esistenza di Dio fornite da San Tommaso d’Aquino.

[Ecco] le «cinque vie» di Tommaso d’Aquino, che, in base ai principi della filosofia aristotelica, argomentava l’esistenza di Dio: (1) dal movimento (inteso come passaggio dalla potenza all’atto), che esige – nell’ambito di fisica e metafisica aristotelica – un Primo motore immobile; (2) dalle svariate cause efficienti, in quanto la «catena delle cause», secondo Aristotele, non può essere infinita, ed esige quindi una Causa prima; (3) dalla contingenza del mondo, in quanto, poiché ogni cosa in esso appare condizionata da altre, deve esistere un Essere che è invece incondizionato e assoluto, avendo in sé la causa del suo essere e dell’essere delle cose contingenti; (4) dalla diversità dei gradi di perfezione delle cose, per cui deve esistere l’essere che raccoglie in sé la perfezione assoluta; argomento questo di sapore platonico; (5) dall’ordine e dal presupposto finalismo del mondo, che rinviano a una Intelligenza e a una Volontà trascendente.

Fonte:
http://www.treccani.it/enciclopedia/prove-dell-esistenza-di-dio_(Dizionario-di-filosofia)/