Tutte le virtù sono preziose, e ovviamente si inizia dall’umiltà che ne è la regina.
Comunque, le virtù valgono per ogni persona. Due qualità invece definiscono l’uomo e la donna nel loro carattere maschile e femminile.
Sono la lealtà per l’uomo, e la dolcezza per la donna.
Unite alla grazia di Dio prendono forma nella vocazione, la paternità e la maternità, nel matrimonio o nella vita consacrata.
Bisogna dire che forse quasi tutte le persone oggi si trovano nel peccato grave.
Eppure, anche in certe situazioni, si riconosce se non la grazia almeno un segno che l’uomo o la donna non hanno perso il loro carattere.
È anche quello un segno di speranza, una porta rimasta socchiusa perché l’anima riprenda vita.
L’uomo, nel bene o nel male, è un combattente.
È lui che va alla conquista del potere, del lavoro, degli obiettivi di guerra, della sopravvivenza e del benessere per la sua famiglia, e così via.
Dato che l’uomo è il combattente nell’umanità, deve seguire lealmente le regole del combattimento. Altrimenti, diventa solo un povero farabutto, un avanzo e non un esempio del genere maschile.
Tante donne oggi scimmiottano l’uomo in tutte queste cose, ma perdono la loro femminilità e spesso anche la dignità.
Ci sono persino le donne soldato, e purtroppo esistono delle nazioni, come Israele, dove vige il servizio militare obbligatorio per le donne.
La storia della salvezza, narrata dalla Bibbia, mostra che quando il popolo ebreo era fedele a Dio, il Signore faceva miracoli per aprirgli la via della vittoria.
Oggi che prevale la mondanità, ci si vuole rivalere sulle povere donne, snaturandole e confidando solo nelle risorse umane.
La donna non è stata creata da Dio per contendere la vita, ma per accoglierla e farla crescere.
Per questo, il segno distintivo della donna è la dolcezza, che rimanda alla sua grandiosa vocazione, la maternità.
La donna che non ha perso la dolcezza, fosse anche una peccatrice abituale, non ha nemmeno perduto la femminilità.
Quando incontra dei bambini, si vede che in lei la capacità di essere madre non è completamente estinta.
Il cavaliere e la dama medievali sono figure del vero carattere dell’uomo e della donna.
In quei secoli, l’uomo combatteva sul serio, forgiato dalla pratica militare e mosso dall’ideale cristiano.
La donna pensava, viveva e vestiva a imitazione di Maria Santissima, ed era sposa e madre.
Noi non possiamo fermarci al passato, anche se è inevitabile il confronto con il terribile presente.
La nostra speranza è nel futuro, dove ci conducono la grazia di Dio e la promessa del trionfo del Cuore Immacolato di Maria.