Il conformismo attraversa un po’ tutti gli schieramenti.
Lo si trova là dove c’è il conformismo più dichiarato, quello per il quale la parola conformismo è proibita. Si tratta di persone talmente calate nel conformismo, che nominarlo o nominare la Verità suona come un oltraggio.
Purtroppo però, il modo di essere conformista appartiene anche a chi rappresenterebbe un’alternativa. O addirittura, a chi passa per avanguardia del cattolicesimo.
Com’è possibile, ci domandiamo, che uno stesso atteggiamento si trovi in chi mantiene una posizione, e in altri che avrebbero una posizione diametralmente opposta?

L’unica spiegazione è che dove i valori e i principi sono autentici, si può avere il conformismo solo quando quei valori e principi vengono traditi, o comunque deformati.
Intanto, non ci vuole molto a riconoscere come conformista il potere imperante e tutti quelli che lo accolgono o lo tollerano.
Per capire questo, basta avere una minima considerazione per il Vangelo, la Tradizione, la rettitudine e così via.
Invece, per accorgersi di avere a che fare con dei conformisti anche tra i vari oppositori del potere, può essere utile fare un ritratto del conformista.
Il conformista, che sia capitalista, anarchico, comunista, fascista, ateo, massone, modernista o tradizionalista, in fondo non è che un tiepido o gelido mondano.
Il conformista magari dice di credere in Dio o fa omaggio alla Madonna, ma il suo amore non è sincero, e soprattutto non ama veramente Maria nostra Madre.
I sentimenti del conformista, per quanto possa apparire una persona fine, mantengono sempre una certa indelicatezza.
Lo si vede dal suo amore per la volgarità e l’oscenità, oppure dalla sua complice tolleranza per cose simili.
Più ancora, l’indelicatezza di cuore del conformista è dimostrata dal modo in cui tratta le altre persone. Le cerca e le accoglie se la pensano come lui, o lei. Le abbandona a se stesse, o le attacca, se la pensano diversamente.
Il giusto e il santo cercano le persone, come il pastore fa con la pecora smarrita, anche quando si tratta di chi calpesta i comandamenti.
Il conformista cerca quelli del suo giro, del suo gruppo, che gli danno la rassicurazione di sentirsi rispecchiato.
Allo stesso tempo, disprezza chi non segue i suoi passi, anche e forse soprattutto quando si tratta di giusti e santi che sono in contraddizione con il suo modo di vivere.
Il conformista non ha bisogno veramente di niente e di nessuno, se non di una replica di se stesso.
È ben lungi da lui, o da lei, rivolgersi a un’altra persona con il cuore in mano. Non si sogna davvero di parlare al cuore delle persone, magari poco credenti, per riaccendere in loro la fiamma della fede e della carità cristiana.
Tutto quello che vuole, in fin dei conti, è il consenso. Si vede che così l’hanno abituato fin da piccolo: a poter ricevere attenzioni solo se dava il suo consenso.
Ve lo immaginate il cuore di un bambino, quando chi dovrebbe amarlo teneramente e incondizionatamente gli fa capire che deve solo cedere a una volontà più forte?
C’è di che sentirsi disperati, se non si possiede una fede già matura.
E infatti, a volte sottilmente, in fondo al cuore del conformista non c’è altro che la disperazione.