Una pia persona di Roma, di cui parla San Luigi M. Grignion ne Il meraviglioso segreto del Santo Rosario, era tanto devota e tanto fervorosa da confondere con la sua santa vita i religiosi più austeri della Chiesa di Dio.
Un giorno, volle consultare San Domenico ed essendosi, perciò, confessata da lui, questi le impose come penitenza la recita di un solo Rosario e la consigliò anche di recitarlo ogni giorno.
Immediatamente lei prese a scusarsi: aveva i suoi esercizi, tutti ben regolati, acquistava ogni giorno l’Indulgenza delle Stazioni di Roma, portava sempre il cilicio, si dava la disciplina più volte nella settimana, faceva tanti digiuni ed altre penitenze.

San Domenico la esortò con insistenza a seguire il suo consiglio, ma lei non ne volle sapere; uscì dal confessionale quasi scandalizzata dal modo di procedere di quel nuovo direttore spirituale, che voleva persuaderla ad accettare una devozione contraria al suo gusto.
Qualche tempo dopo, stando in preghiera e rapita in estasi, ella vede la sua anima obbligata a comparire davanti al Supremo Giudice.
San Michele Arcangelo mette su un piatto della bilancia tutte le sue penitenze e preghiere e sull’altro i suoi peccati e le sue imperfezioni, poi alza la bilancia ed ecco: il piatto delle buone opere sale, sale, e non può fare da contrappeso al piatto dei peccati e delle imperfezioni.
Angosciata, ella implora misericordia e si rivolge alla Vergine Santa, sua Avvocata, la quale lascia cadere sul piatto delle buone opere l’unico Rosario che aveva recitato per penitenza. Questo è tanto pesante da stabilire l’equilibrio tra i peccati e le buone opere.
In pari tempo la Vergine la rimprovera per essersi rifiutata di seguire il consiglio del suo servo Domenico di recitare ogni giorno il santo Rosario.
Ritornata in sé, la pia donna andò a gettarsi ai piedi di San Domenico e, raccontato quanto le era accaduto, gli chiese perdono per l’incredulità e promise di recitare il Rosario tutti i giorni.
Giunse, così, alla perfezione cristiana e alla gloria eterna.

Da «Il Settimanale di Padre Pio» n. 18 dell’8 maggio 2016