«Un esame di coscienza, sia pur breve, ma accurato, è necessario farlo alla sera.»
Padre Pio

L’esame di coscienza è una pratica cristiana ben nota. Chiunque vuol rendersi conto dello stato della sua anima e chiunque voglia maturarsi e crescere spiritualmente comprende la necessità dell’«esame di coscienza» per essere illuminato sul da farsi, su ogni decisione o intervento da operare, correggendo i propri difetti, lottando contro le passioni.
Padre Pio, nella sua esperienza di guida, porta l’esempio del commerciante che, al termine di ogni giorno, fa i conti del guadagno o delle perdite nel commercio: «Il buon negoziante di questo mondo – insegna Padre Pio – oltre a vedere durante il giorno, se ad ogni oggetto venduto ha perduto o guadagnato, la sera tira le somme e conclude ciò che deve fare il giorno seguente».

L’esame di coscienza, fatto la sera, prima del riposo notturno, fa tirare le somme del lavoro spirituale svolto durante il giorno nell’impegno di vivere la vita cristiana fedelmente secondo la Volontà di Dio. È la verifica della bontà o cattiveria, della perfezione o mediocrità dei miei comportamenti durante il giorno, nei rapporti con Dio e con il prossimo.
Se fatto bene e con perseveranza, l’esame di coscienza è un mezzo pratico e utile per la crescita e la maturazione della vita spirituale; offre il vantaggio della verifica diretta della fedeltà e della coerenza nel fare la Volontà di Dio, nel compiere bene i propri doveri di stato in casa e fuori casa, in famiglia e nell’ambiente di lavoro.
Purtroppo, se non sono molti i cristiani che dicono le preghiere della sera ogni giorno, sono ancora molti di meno coloro che fanno anche un breve esame di coscienza per pentirsi e chiedere perdono a Dio dei falli commessi nella giornata. È un vero peccato di omissione, questo, con cui ci perdiamo ogni volta la purificazione dell’anima e l’effusione della grazia che vuole tutto divinizzare.
In chi fa seriamente l’esame di coscienza ogni sera, si scopre davvero la buona volontà di rendersi conto dei propri difetti per pentirsi e impegnarsi a evitarli, praticando le virtù opposte.
Chiediamo alla Madonna questa grazia che è la porta aperta al cammino di virtù che conduce al Regno dei Santi e dei Beati in Paradiso.

Padre Stefano M. Manelli

Tratto da Il pensiero di Padre Pio, ed. 2004, pp. 44-45.
Fonte per Lucechesorge: «Il Settimanale di Padre Pio», n. 47 del 29 novembre 2015