«La croce è il pegno dell’amore, la croce è la caparra del perdono, l’amore che non è alimentato, nutrito dalla croce, non è vero amore. Esso si riduce a fuoco di paglia.»
Padre Pio

C’è l’amore di oro e di diamante. C’è l’amore “di paglia” e “di cenere”. Ciò che fa la differenza fra i due “amori” è il sacrificio, è la Croce. Padre Pio, scolpito a sangue dalla Croce nell’anima e nel corpo stigmatizzato, insegna che «la croce è il pegno dell’amore, la croce è la caparra del perdono». L’amore e il perdono, quindi, si ottengono con la Croce che è il vessillo glorioso dell’amore, la fonte misericordiosa del perdono.
Alla scuola di Padre Pio, in effetti, non era difficile imparare che tra l’amore vero e la Croce c’è una connessione intima e sostanziale, tanto che «l’amore che non è alimentato, nutrito dalla croce, non è vero amore».

È una realtà sperimentabile, questa, e la verifica è alla portata di tutti. L’amore genuino si scopre nel sacrificio e cresce gigante solo nel sacrificio, come l’oro che cresce prezioso nella caratura soltanto nel fuoco ardente del crogiuolo.
Padre Pio adopera un’espressione e un’immagine molto espressiva quando afferma che l’amore senza la croce «si riduce a un fuoco di paglia», ossia ha la consistenza di una rapida fiammata di paglia che lascia soltanto un po’ di cenere.
«Fuoco di paglia» non è forse anche il nostro amore verso Dio e verso il prossimo, verso la preghiera e il sacrificio, verso i Sacramenti e le opere buone che potremmo fare e non facciamo?
È «fuoco di paglia» l’amore a Dio che mi fa pregare solo qualche minuto al giorno, che a volte non mi fa andare a Messa neppure la domenica, che mi fa rimandare la Confessione per mesi interi, che mi fa preferire spettacoli e divertimenti ad un impegno di catechesi e formazione spirituale per me e per gli altri.
È «fuoco di paglia» l’amore al prossimo che non mi fa superare contrasti e risentimenti anche in famiglia e fra conoscenti, che mi lascia indifferente di fronte a chi soffre e ha bisogno di un conforto e di una parola fraterna, che mi fa rifiutare un sacrificio per il fratello in necessità spirituale o temporale. Quanto grande è l’amore «fuoco di paglia» nel mondo! Alla scuola di Padre Pio, invece, troviamo le lezioni e gli esempi davvero straordinari dell’amore-croce, che è l’amore genuino e santo perché è amore di sangue, di quel sangue che per cinquant’anni è fuoriuscito dalle cinque stigmate del corpo di Padre Pio, mentre egli, confessando, svolgeva la sua missione di instancabile rigeneratore di anime da portare nel Regno dei cieli. Ci liberi egli dall’amore «fuoco di paglia»!

Padre Stefano M. Manelli

Tratto da Il pensiero di Padre Pio, ed. 2005, pp. 95-96.
Fonte per Lucechesorge: «Il Settimanale di Padre Pio», n. 11 del 13 marzo 2016