Oggi Bergoglio ha fatto una nuova esternazione nel corso dell’omelia della Messa per il “giubileo dei diaconi” (sic).
Ha detto che vede orari apposti all’esterno delle chiese indicanti i momenti di apertura.
Poi che non c’è “porta aperta”, “non c’è prete”, “non c’è laico che riceva la gente”…
In sintesi: basta con le Chiese sbarrate.
Chi scrive queste righe non è più giovane e ha fatto in tempo a vedere tempi migliori della Chiesa e delle chiese.

Tempi in cui andare a messa era ANDARE A MESSA: ci si vestiva con l’abito “buono”, si stava a digiuno dalla mezzanotte per ricevere degnamente l’Eucarestia, le donne sempre con il velo e tante altre preziose abitudini e ritualità che rendevano onore al Signore e alla Sua casa (e alla nostra anima).
È cambiato tutto e Dio è stato relegato ad una curiosa mondana ritualità che un manipolo di persone ancora ripete occasionalmente e di solito la Domenica. Ma non desidero parlare di questa tristissima realtà bensì del fatto che il Vescovo di Roma, Bergoglio, dovrebbe ben conoscere lo stato in cui versano la Chiesa e le chiese. Dovrebbe sapere infatti che esiste una crisi delle vocazioni terribile che sta facendo il deserto nei seminari e nei conventi, tanto da rendere costosissima la gestione di strutture che una volta erano affollate, con la conseguenza che, in nome delle logiche economiche, molte di esse vengono chiuse (sicuramente per sempre). Dovrebbe anche sapere Bergoglio che, a causa della scarsità di consacrati le chiese, una volta erano frequentate a tutte le ore, oggi non possono restare aperte in orari in cui nessuno vi entra per il semplice motivo che vi sono i ladri o gli zingari o i tossicomani che, appena possono, entrano e vi rubano tutto ciò che sia asportabile. Vi sono i profanatori, i satanisti che rubano le ostie consacrate in quei pochi tabernacoli che ancora stanno sull’altare. E dovrebbe sapere, Bergoglio, che un sacerdote oggi deve fare spesso il pendolare nelle zone di provincia per andare a “coprire” le varie funzioni religiose in altre chiese o chiesette di paese perché i sacerdoti mancano. Invece egli vorrebbe lasciare le Chiese aperte in orari “sterili” esponendole a tutto…
In questo stato di cose occorre fare di necessità virtù e almeno proteggere la casa del Signore e impedirvi l’ingresso in orari in cui, l’assenza di fedeli, renderebbe facile qualsiasi scempio.
Il Vescovo di Roma dovrebbe anche sapere che vi sono molti Vescovi che non nominano esorcisti perché non credono all’esistenza del demonio.
Ho esperienza diretta di queste problematiche per vari motivi della mia vita spirituale e vi assicuro che molto spesso entro in contatto con persone che hanno autentica necessità di avere l’aiuto di un esorcista e non di rado devono fare molti chilometri per incontrarne uno. E voglio qui tacere della formazione che viene data nei seminari (quelli ancora attivi).

Ciò che spesso mi domando è in quale strano mondo viva Bergoglio, quel Bergoglio che non si inginocchia dinanzi al SS.mo Sacramento, che proclama ed auspica, come un mantra, “il benefico” flusso degli immigrati senza chiedersi la differenza tra accoglienza e invasione, che è quella che sta avvenendo. Quel Bergoglio che accusa i mercanti di armi quali diretti responsabili della situazione medio orientale e delle atrocità del Daesh (il corretto nome arabo del sedicente ISIS n.d.r.).
Quel Bergoglio che definisce l’Eucarestia come “il perdono”, quel Bergoglio che tace della tragica vicenda di Asia Bibi, esemplare mamma cristiana incarcerata in Pakistan e condannata a morte per blasfemia. Quel Bergoglio che dice che “Gesù mai si spaventa dei peccati” e, grazie alla misericordia, lascia intendere che ci sarà il perdono comunque (omettendo gravemente di precisare sempre che occorre il pentimento e il Sacramento della Riconciliazione).
Quel Vescovo che definisce i difensori della tradizione cattolica Farisei che non vedono (in quanto duri di cuore n.d.r.) che occorre discernere le varie situazioni famigliari.
Ne consegue che ciò che Gesù Cristo ha detto non essere buono, grazie al nuovo discernimento di Bergoglio, esso può diventare un fatto accettabile.
Come dire che un delitto a fin di bene può anche essere buona cosa…
Ecco: è strano il mondo in cui vive Bergoglio ma il problema è che lo vede solo lui questo mondo (coloro che lo plaudono, negano la Verità).
Ormai non passa settimana in cui non vi sia una esternazione “dirompente” che giunge dalla strano mondo di Bergoglio. Queste affermazioni, così “mediatiche” e ad effetto mi generano stupore e tristezza perché spesso, troppo spesso, si tratta di affermazioni che lasciano smarriti proprio coloro che sono “più avanti” nella fede e nella testimonianza.
Smarriti perché il Vangelo ci raccomanda: “sia il vostro parlare si,si no,no. Il di più viene dal maligno.” Mt. 5,37. Smarriti perché il Vicario di Cristo dovrebbe parlare con Verità e prudenza.
Invece dallo strano mondo di Bergoglio escono senza sosta pensieri che, faccio mie le parole di un bellissimo articolo di Aldo Maria Valli, rimandano alla logica del “forse” del “ma anche si” o “ma anche no”. Non più alla familiare logica cristiana del et et (ora et labora) ma ormai solo a quella del non solum, sed etiam.
Viene da chiedersi quale sia il mondo che vede il Vescovo di Roma che a noi, desolati, appare tanto simile ai manierismi mediatici delle esternazioni “bomba” con le quali, l’attuale capo del Governo, anestetizza da tempo le coscienze civili degli italiani.
Tutto questo comporta che molte persone degne e di buona volontà precipitano nell’errore pensando invece di abbracciare il Vangelo.
Quello stesso Vangelo che Bergoglio ha ribattezzato come “Vangelo della misericordia” lasciando intendere, ad orecchie inesperte o poco formate nella Dottrina, che lui ha saputo interpretare i quattro Vangeli in un modo nuovo e finalmente corretto.
La Chiesa vive purtroppo ben altri problemi che non quelli degli orari di apertura delle parrocchie…
Infine nella logica del “sì ma anche no” come non restare esterrefatti di fronte alla recentissima restrizione operata dalla S. Sede al riguardo dell’approvazione degli ordini religiosi diocesani (che era soggetta all’approvazione del Vescovo della diocesi secondo il canone 579 del Codice di Diritto Canonico) la quale cozza clamorosamente con quanto Bergoglio ha più volte sottolineato in tema di “maggior sinodalità e decentramento”?
Giova qui ricordare la vicenda, per esempio, dei fuoriusciti dei Francescani dell’Immacolata (approvati in sede diocesana da un Vescovo filippino).

Rifletto quindi sulle illuminate parole dell’allora Cardinale J.Ratzinger (il Santo Padre Papa Benedetto XVI) che a Rimini, nel 1990, disse:
“Non è di una Chiesa più umana che abbiamo bisogno… ma di una Chiesa più divina. Solo allora essa sarà anche veramente umana”.
Rifletto anche sulla profezia della mistica Beata Anna Katharina Emmerick:
“Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa.
Stavano costruendo una Chiesa grande, strana e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa…
Ma Dio aveva altri progetti.”

Rifletto e prego la Vergine Maria che quest’ora di tenebra passi presto.

Se vorrete leggere l’intero articolo di Aldo Maria Valli, che ho citato sopra, questo è il link:

http://www.aldomariavalli.it/2016/05/28/la-chiesa-e-la-logica-del-ma-anche/

Invocando Gesù Giuseppe e Maria

M.R.

Nella foto: Il Pensatore di Auguste Rodin, Plaza de El Congreso, Buenos Aires.