Ieri abbiamo pubblicato la traduzione dell’articolo di John-Henry Westen su alcune esternazioni di Bergoglio. Era giusto lasciar parlare solo l’autore, data l’importanza del suo commento.
Bisogna però soffermarsi ancora sulle parole di Bergoglio, perché sono di una gravità inaudita.
Bergoglio addita come eretici i cattolici che affermano delle verità come assolute.
Ma Chi è la Verità, se non Dio? E chi dunque può permettersi di affermare che la Verità non è assoluta?
O vogliamo insinuare che non esiste la Verità, ma solo il convincimento umano, uno che vale l’altro?

L’eresia, spiega il Codice di Diritto Canonico citato dal Catechismo della Chiesa Cattolica, è «l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato».
L’eresia nasce dall’accecamento dell’orgoglio e si accanisce contro la retta fede, la Chiesa e l’umanità intera.
Le eresie, nella storia della Chiesa, hanno attaccato verità fondamentali. Il protestantesimo ha sporcato e rovinato, tra chi lo seguiva, tutto ciò che nella fede cristiana vi è di più sacro, puro e vitale.
Ma qui siamo di fronte a un odio per la Verità stessa. È la stessa Verità a non essere riconosciuta come tale, anzi, Bergoglio ingiunge ai cattolici di non ritenere certe verità come assolute.
Eppure la nostra santa religione cattolica si fonda proprio sulla Verità, ed è formata solo e unicamente di Verità, donata da Dio agli uomini attraverso il vero Magistero della Chiesa.
La gravità dell’eresia di Bergoglio si vede dall’obiettivo contro cui si rivolge, che è la Verità stessa.
Il carattere violento e irriducibile dell’eresia di Bergoglio si vede invece dal fatto che è lui ad accusare di eresia i cattolici che restano fermi nella difesa della Verità.
Sappiamo bene cosa c’è inoltre sullo sfondo: l’attacco di Bergoglio all’indissolubilità del matrimonio, e le sue disposizioni date affinché si riammettano ai Sacramenti i divorziati risposati e altri, senza che lascino la situazione di peccato grave.
Ma Bergoglio non si ferma qui. Sposta l’attacco alla verità riguardo al matrimonio su un piano più ampio, dicendo falsamente che l’insegnamento di Cristo sarebbe di fare «fino al punto che potete fare».
È il relativismo, è l’odio per la Verità incarnata da Cristo e per la perfezione da Lui predicata come dovere del cristiano.
La Chiesa ufficiale è caduta, è morta. Ora rimangono solo quelli che difendono la Verità di Dio, la Verità consolante e assoluta, sapendo che non può esserci Verità senza Amore, né Amore senza Verità.
Dio è Verità e Amore, ma è Verità prima di tutto.

Nella fotografia: Pierre Le Gros II, La Religione Cattolica rovescia l’eresia e l’odio, Altare di S. Ignazio, 1695-99, Chiesa del Gesù, Roma.