15 giugno 2016 (LifeSiteNews) – È uno dei punti più ricorrenti nei discorsi di Papa Francesco. Fa decisamente parte dell’attrattiva che lui ha sui media e allo stesso tempo è una delle cose più dolorose per quelli nella Chiesa per i quali la fede vuol dire tutto. Sto parlando della tendenza del Papa a bollare i fedeli osservanti della fede cattolica come “ossessionati”, “dottori della legge”, “neopelagiani”, “fissati su se stessi”, “restaurazionisti”, “fondamentalisti”, “rigidi”, “ideologici”, “ipocriti,” e molto altro.

L’effetto di un fuoco di fila così frequente dalle labbra dello stesso Pontefice è potenzialmente mortale. Conferma il pregiudizio del mondo contro i cristiani fedeli, come i media li rappresentano costantemente – come ipocriti e anche peggio. In più, consente di mettere falsamente i seguaci del Cristianesimo nella stessa categoria degli islamici radicali e fondamentalisti che bisogna sopprimere per assicurare la sicurezza pubblica.

Chi può contestare ai media paragoni simili, quando li ha fatti il Papa stesso? “Il fondamentalismo è una malattia che c’è in tutte le religioni,” aveva detto il Papa a novembre sul volo di ritorno dall’Africa. “Noi cattolici ne abbiamo alcuni, e non alcuni, tanti, che si credono con la verità assoluta,” aveva aggiunto. “E vanno avanti sporcando gli altri con la calunnia, con la diffamazione, e fanno male, fanno male. E questo… si deve combattere”.

Data la quantità di tempo spropositata che impiega per condannarli, sarebbe ridicolo sostenere che il Papa si riferisca solo al numero infinitesimo di cattolici praticanti che hanno proprio un’inclinazione squilibrata alla rigidità.

È stato ormai ammesso pubblicamente dalle autorità vaticane che c’era un gruppo di Cardinali estremamente progressisti conosciuto come il gruppo di San Gallo, che ha appoggiato la nomina a Pontefice del Cardinale Bergoglio. Ma anche se Papa Francesco ha una disputa ideologica con Cardinali conservatori come il Cardinale Raymond Burke, le sue ripetute critiche pubbliche contro i cattolici che rimangono fermi nella “verità assoluta” è potenzialmente un grande pericolo per i fedeli.

In aggiunta al fatto che le osservazioni di Papa Francesco su questa linea contraddicono i suoi predecessori (vedi alla fine di questo articolo), esse rappresentano un grave pericolo perché le autorità secolari sono fin troppo desiderose di annientare la libertà religiosa dei cristiani, con la scusa che stanno schiacciando un fondamentalismo pericoloso. Usando proprio le parole del Papa possono mettere sullo stesso piano i cattolici che intendono mantenere tutti gli insegnamenti della Chiesa e i fondamentalisti islamici o indù che usano la violenza e la tortura come mezzi di conquista.

Ricordatevi la doccia fredda delle parole del Professore di Princeton Robert George nel suo famoso discorso, “Un cattolicesimo non più comodo.” (“No more comfortable Catholicism”). Egli evidenziava che il mondo non ha avversione per un cattolico di nome che va solo a Messa, ma le cose sono ben diverse quando si tratta di uno che “crede effettivamente in quello che la Chiesa insegna su questioni come il matrimonio e la moralità sessuale e la sacralità della vita umana.”

Diceva che oggi è ancora possibile essere un “cattolico tranquillo” o “comodo” “se uno in realtà non crede in quello che la Chiesa insegna, o, almeno per adesso, anche se uno crede in quegli insegnamenti ma è disponibile a tacere del tutto al riguardo.” Il Professor George dava un avvertimento, comunque, sulle dure conseguenze previste per chi non cede alla pressione. “Oggi, essere un testimone del Vangelo vuol dire essere un uomo o una donna segnati a dito,” diceva.

È esattamente quella distinzione – tra cattolici fedeli e solo di nome – che il mondo legge nelle regolari arringhe di Papa Francesco contro i cattolici “fondamentalisti” visti in opposizione agli altri. La frequenza è tale che supererebbe la portata di questo articolo indicarne tutti gli esempi negli ultimi tre anni di pontificato. Ma questi pochi esempi dovrebbero bastare (grassetto nostro):

– Dall’intervista del 19 settembre 2013 della rivista dei Gesuiti: “Se il cristiano è restaurazionista, legalista, se vuole tutto chiaro e sicuro, allora non trova niente. La tradizione e la memoria del passato devono aiutarci ad avere il coraggio di aprire nuovi spazi a Dio. Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una ideologia tra le tante.”

– Esortazione apostolica Evangelii gaudium (La gioia del Vangelo), pubblicata il 26 novembre 2013: “È una presunta sicurezza dottrinale o disciplinare che dà luogo ad un elitarismo narcisista e autoritario, dove invece di evangelizzare si analizzano e si classificano gli altri, e invece di facilitare l’accesso alla grazia si consumano le energie nel controllare. […] Dal momento che è legata alla ricerca dell’apparenza, non sempre si accompagna con peccati pubblici, e all’esterno tutto appare corretto. Ma se invadesse la Chiesa, sarebbe infinitamente più disastrosa di qualunque altra mondanità semplicemente morale.

Intervista del giugno 2014 con la rivista di lingua spagnola La Vanguardia: “Nelle tre religioni abbiamo i nostri gruppi fondamentalisti, piccoli rispetto a tutto il resto. Un gruppo fondamentalista, anche se non uccide nessuno, anche se non picchia nessuno, è violento. La struttura mentale del fondamentalismo è violenza in nome di Dio.”

– Nel suo discorso del 18 ottobre 2014 per la conclusione del Sinodo straordinario sulla Famiglia, Papa Francesco ha parlato di “tradizionalisti” con il loro “irrigidimento ostile,” e della loro incapacità di “lasciarsi sorprendere da Dio.”

– Nel libro-intervista del gennaio 2015, Il nome di Dio è misericordia, Papa Francesco dice “i dottori della legge” sono “i principali oppositori di Gesù; lo mettono alla prova nel nome della dottrina.” E aggiunge: “Questo approccio si ripete attraverso tutta la lunga storia della Chiesa.”

– In un’intervista radiofonica del settembre 2015 rilasciata a Radio Milenium, Papa Francesco ha detto: “I fondamentalisti allontanano Dio dalla compagnia del suo popolo, lo disincarnano, lo trasformano in un’ideologia. Allora, in nome di questo Dio ideologo, uccidono, attaccano, distruggono, calunniano. In termini più concreti, trasformano questo Dio in un Baal, in un idolo […] Nessuna religione è immune ai propri fondamentalismi. In ogni confessione ci sarà un gruppetto di fondamentalisti il cui lavoro è distruggere in nome di un’idea, non di una realtà.

– Nel suo discorso conclusivo al Sinodo per la Famiglia nell’ottobre del 2015, il Papa ha condannato “i cuori chiusi che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa, o dietro le buone intenzioni, per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite.”

L’omelia di Papa Francesco del 18 gennaio 2016 recita: “I cristiani fermi al ‘si è fatto sempre così’ hanno un cuore chiuso alle sorprese dello Spirito Santo e non arriveranno mai alla pienezza della verità perché sono idolatri e ribelli.

– Il resoconto ufficiale della Radio Vaticana sulla sua omelia del 9 giugno 2016 recita: “Volere “questo o niente” non è cattolico, è “eretico”. […] Quindi, ha esortato a liberarsi da un idealismo rigido che non permette di riconciliarci tra noi.”

Papa Francesco stesso ha riconosciuto la crescente “persecuzione cortese” o “educata” che cerca di restringere i diritti alla libertà religiosa e all’obiezione di coscienza. Quello che egli evidentemente non vede è che la sua retorica contro quei cattolici che percepisce come “fondamentalisti” fornisce incoraggiamento ai nemici della Verità per opprimere i cattolici fedeli, anche violentemente. Preghiamo con sollecitudine perché Papa Francesco possa recuperare la vista.

Citazioni da documenti della Chiesa e da suoi predecessori che contrastano con i sentimenti espressi da Papa Francesco (grassetto nostro):

– San Paolo scrive in 2 Tessalonicesi 2, 15: “Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso così dalla nostra parola come dalla nostra lettera.”

– Il Canone della Messa nella forma straordinaria, come si è pregato per oltre 1000 anni, dichiara che la Messa viene offerta alla gerarchia della Chiesa e a tutti i veri credenti e seguaci della cattolica ed apostolica fede (“et omnibus orthodoxis, atque catholicae, et apostolicae fidei cultoribus”).

– Parlando ai vescovi dell’America Latina nel 1979, Papa San Giovanni Paolo II disse: “Vigilare per la purezza della dottrina, base nell’edificazione della comunità cristiana, è, infatti, insieme con l’annunzio del Vangelo, il primo e insostituibile dovere del Pastore, del Maestro della fede. Con quanta frequenza lo metteva in rilievo San Paolo, convinto della gravità nel compimento di tale dovere (1Tm 1, 3-7.18-20; 11.16; 2Tm 1, 4-14). Oltre l’unità nella carità, ci preme sempre l’unità nella verità.

– Nel 1984, Papa San Giovanni Paolo II disse ai vescovi cileni: “La nostra fermezza verrà da questo solido fondamento, dato che la Chiesa oggi, nonostante tutte le difficoltà ambientali, non può parlare diversamente da come parlò Cristo. Per questo la Chiesa, e prima di tutto i suoi pastori, dovranno trovarsi uniti intorno alla verità assoluta che è Dio e annunciarla in tutta la sua integrità e purezza.

– Papa San Giovanni Paolo II scrisse nell’enciclica Veritatis Splendor del 1993: “Un simile atteggiamento (di chi fa della propria debolezza il criterio della verità circa il bene) corrompe la moralità dell’intera società, perché insegna a dubitare dell’oggettività della legge morale in generale e a rifiutare l’assolutezza dei divieti morali circa determinati atti umani, e finisce con il confondere tutti i giudizi di valore.

– In un’omelia fatta nella Basilica di San Pietro alla vigilia della sua elezione al Pontificato, il Cardinale Joseph Ratzinger disse: “Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.”

– Sotto Papa Benedetto, nel 2007 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha insegnato: “Da molto tempo si è venuta a creare una situazione nella quale, per molti fedeli, non è chiara la stessa ragione d’essere dell’evangelizzazione. Si afferma addirittura che la pretesa di aver ricevuto in dono la pienezza della Rivelazione di Dio nasconde un atteggiamento d’intolleranza ed un pericolo per la pace.

John-Henry Westen

Traduzione di Isidoro D’Anna

Fonte:
https://www.lifesitenews.com/blogs/popes-rhetoric-against-fundamentalist-catholics-could-help-pave-way-for-act