Una ragazza denuncia di essere emarginata “nella sua stessa comunità parrocchiale perché assieme ad altri amici di un gruppo della Riparazione Eucaristica s’inginocchia al momento di ricevere la Santa Comunione.
Pubblichiamo alcuni passi del toccante sfogo della giovane che, ancora una volta, rivela la triste realtà e il vero volto della chiesa “della misericordia” nella quale “nessuno deve essere emarginato” ma perseguita crudelmente coloro che desiderano ricevere in ginocchio il Signore Gesù Cristo presente “nell’Ostia radiosa”, come hanno fatto tutti i Santi e come le norme liturgiche attuali prescrivono “ad libitum”.

I supponenti persecutori dei ragazzi, chierici o laici, che nello spontaneo gesto di adorazione eucaristica dicono di percepire puzza di “setta” (risum teneatis!) invece d’emarginare e “presentarsi alla porta di casa” dei giovani “colpevoli” di inginocchiarsi nell’accogliere Gesù Sacramentato potrebbero almeno cercare di capirne le devote motivazioni spirituali.
Rinnoviamo agli studenti, che qualcuno vorrebbe affidare alle cure psichiatriche (siamo a questo punto!!!), la nostra fraterna ammirazione accompagnata da un duplice consiglio:
– rimanete sempre ostinatamente ancorati alla vostra comunità parrocchiale che, per quanto disastrata e crudele, è la vostra casa dalla quale non dovreste mai allontanarvi: mai gruppi o gruppetti isolati! Mai!
Il vostro parroco e i vostri fratelli parrocchiani siano sempre gli onesti “testimoni” di ogni vostro fare;
– permanete nel vostro santo proposito di comunicarvi in ginocchio perché la Chiesa di sempre vi sostiene.
Da parte nostra continueremo a segnalare alla competente Congregazione Vaticana anche questo caso di violenza psicologica nei confronti di alcuni normalissimi giovani dotati di una particolare devozione eucaristica.

AC

Allora… siamo al ridicolo.
Nella nostra parrocchia stiamo diventando un “caso strano”

“ …Nella nostra parrocchia stiamo diventando un “caso strano”.
Riceviamo la comunione in ginocchio, per nostra stessa scelta estremamente personale.
Ci conosciamo benissimo tutti.
Siamo amici e anche fratelli, ma nessuno ci ha fatto la domanda: “perché quando ti comunichi ti inginocchi?”.
Sono talmente fissati che possiamo essere vittime di una setta o di una psicopatica…, che vanno a fare domande e a presentarsi alla porta di casa “perché siamo preoccupati per voi. Forse non state bene”.
Basterebbe conoscere l’ABC del catechismo e il significato della liturgia per non porre razionalmente la domanda più stupida del mondo.
Sappiate che noi stiamo benissimo. Godiamo di ottima salute psichica e fisica.
Anche nelle nostre famiglie va tutto bene… grazie.
E sì… qualcuno ci dice di metterci in ginocchio davanti a Dio: è la nostra coscienza individuale e personale che ce lo chiede!
Cercate nel Catechismo il significato di Coscienza o Primo Maestro interiore ecc. ecc. e leggete meno cose inutili…

P.S. Alla veglia di Pentecoste ci siamo inginocchiati anche davanti all’Arcivescovo e non ha mosso obiezione alcuna. Né in quel momento né in seguito…”.

Fonte:
http://blog.messainlatino.it/2016/06/comunione-in-ginocchio-nella-nostra.html