VALORE DI UN SORRISO

Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne far a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.

Padre F.W. Faber

Perché il titolo del nostro articolo dice che la firma è seminascosta? Non perché si può leggere il nome solo nelle iniziali. Il motivo è un altro.
Questo pensiero di Padre Frederick William Faber (1814-1863) si trova in giro firmato come “P. Faber”. Quella “P.” è grottesca, perché sembra l’iniziale di un nome ma in realtà è il titolo di Padre che è stato nascosto in una sola lettera senza significato.
Eppure, le parole che abbiamo letto ci danno molta più forza se pensiamo che vengono da un sacerdote cattolico. Ce ne danno molta di meno se le prendiamo come un pensierino che va bene per tutti.
A ben vedere, questo pensiero in versi è molto profondo e racchiude la carità cristiana.
Vediamo un brevissimo cenno della vita di Padre Faber. Trovate in fondo un link che rimanda a una biografia piuttosto dettagliata.
Un fatto spicca tra gli altri: Padre Faber fu dapprima un pastore anglicano, ma poi conobbe con crescente entusiasmo la fede cattolica.
In particolare, rimase ammirato dai riti e dalla devozione dei cattolici. Non era altro che la Santa Messa di sempre, la Messa tridentina, che è stata rubata alla Chiesa e all’umanità dalle riforme liturgiche stabilite da Papa Paolo VI. Ora non rimangono che le macerie.

Frederick William Faber, formatosi nella Chiesa anglicana, negli anni universitari rimase colpito dalla predicazione di John Henry Newman e aderì al Movimento di Oxford. Progressivamente si avvicinò al cattolicesimo, fino ad abbracciarlo nel 1845. Trasferitosi a Cotton Hall, nello Staffordshire, v’impiantò una comunità monastica, i Fratelli della Volontà di Dio, detti anche Vilfridiani. Come Newman, entrò, dopo aver preso gli Ordini sacri cattolici, nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri; successivamente, tra molte difficoltà, fondò un Oratorio a Londra. Fu autore di numerose opere in prosa e in versi, tese a descrivere la bellezza della religione cattolica. Morì di nefrite il 26 settembre 1863. È sepolto nella chiesa dell’Oratorio di Brompton Road a Londra, presso l’altare di san Vilfrido di York.

Fonte: http://www.santiebeati.it/dettaglio/96105