Non pochi di noi si trovano a soffrire nel lavoro, nella malattia, in famiglia e in altre circostanze o relazioni.
È inevitabile che questo avvenga, stando in una società che del peccato ha fatto la sua legge.
Non sempre abbiamo la certezza di una via d’uscita a breve. Anzi, a volte la sofferenza tende ad aumentare.
Il Signore Gesù ci ha promesso che se cercheremo «prima il regno di Dio e la sua giustizia», «tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6, 33). Sono le cose necessarie per la sopravvivenza, come il cibo e il vestito.
Tuttavia, Gesù non ci ha promesso il benessere. Lui stesso ha fatto una vita di sacrifici, e con Gesù i discepoli che lo seguivano.

A volte, possiamo essere tentati di cedere all’ansia e all’angoscia, alla paura e allo scoraggiamento.
L’incertezza della soluzione che vorremmo per certi gravi problemi fa da tentazione.
Sappiamo insomma che Dio penserà a noi se siamo fedeli, ma non sappiamo quanto grande e pesante sarà ancora la croce.
Eppure portare la croce con fede e pazienza ci unisce profondamente al nostro adorabile Signore Gesù.
Non la portiamo da soli, ma c’è Gesù in noi che ci sostiene. Questa è già una grande e mirabile certezza.
Nella fedeltà, possiamo avere anche un’altra grande certezza. È quella di compiere la santa Volontà di Dio.
In questo caso, la croce è strumento non solo per approfondire l’amore, ma anche per conquistare la vittoria.
La vittoria sulle nostre debolezze e sui nostri nemici: il mondo, il diavolo e la carne.
Non importa quanto siamo tribolati, se offriamo a Dio ogni istante, se facciamo continuamente ciò che Dio vuole da noi, nella pace e nella tribolazione.
Quella sofferenza inspiegabile, indicibile, opprimente, si lega alla certezza che stiamo servendo e non tradendo il nostro Dio, che lo stiamo compiacendo e non dispiacendo.
Ovviamente, è lecito fare tutto il possibile per uscire da certe situazioni. Il Signore gradisce la nostra richiesta di aiuto, purché ci rimettiamo interamente alla sua santa Volontà. E ancora oggi avvengono miracoli.
Quale può essere un segno importante che stiamo compiendo la Volontà di Dio?
Possiamo rispondere: la nostra consacrazione alla Madonna, e il modo in cui la viviamo.
Ha infatti rivelato la Madonna a Fatima nel 1917, rivolgendosi alla piccola Lucia: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.
Bisogna essere veramente devoti, oltre che consacrati, a Maria Santissima nostra Madre. Bisogna riferire a Lei tutto quello che facciamo, perché la Madonna lo renda meglio accetto a Dio.
Bisogna pregare ogni giorno il Santo Rosario, possibilmente almeno un Rosario intero (tre corone).
E dobbiamo stare ben attenti a quello che la Madonna ci dice nei suoi messaggi, come quelli di Anguera e Medjugorje. Guai a noi se disprezzassimo o accogliessimo in modo abitudinario la voce della Madonna!
Avanti, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. Se non ci resta altro, offriamo noi stessi in sacrificio per i nostri cari e per chi altri possa averne bisogno.
Dio vede e accoglierà con benevolenza la nostra offerta, pronto a ricompensarci quando verrà il momento.