Salve, sono Corrado […] con mia moglie vogliamo crescere i nostri figli secondo gli insegnamenti di Gesù Cristo. […] come è possibile che un Dio buono e misericordioso mandi le persone all’inferno? […] Le persone oggi si spaventano dell’insegnamento della Chiesa […]

Caro Corrado, se ci pensiamo bene l’eternità dell’inferno è coerente con il pensiero di tante persone che coscientemente e deliberatamente rifiutano Dio e la sua Grazia, opponendosi con tutte le forze e per tutta la vita alla sua Legge. Certo non spetta a noi giudicare chi va all’inferno e chi no, ma se c’è una volontà umana decisa fino alla fine a rinnegare Dio e il suo Regno, non si vede perché ne debba far parte per forza, visto che l’uomo è un essere libero, Dio lo ha fatto così e può quindi scegliere per suo conto dove andare.

Se qualcuno considera che Dio è cattivo, cioè che fa cose che può giudicare malvage, ritenendosi superiore a Lui, certo non potrà mai far parte del suo Regno.
È quindi un moto di misericordia l’esistenza dell’inferno, proprio per quelli che deliberatamente non hanno voluto aver alcuna parte con Dio. Per loro non c’è posto vicino a Dio, perché neanche loro lo vogliono. Dunque Dio ha studiato un posto anche per loro, coerente con la loro scelta di essere “nemici” di Dio: la benevolenza di Dio si manifesta proprio dunque nell’esistenza dell’inferno e non nella sua inesistenza. La più grande pena infernale infatti non è la pena fisica, anche i demoni infatti soffrono eternamente, ma la pena dell’assenza di Dio: «Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di Lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: “Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna” (1 Gv 3, 15). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da Lui se non soccorriamo nei loro gravi bisogni i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli [cf. Mt 25, 31-46]. Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da Lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola “inferno”» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1033).

Da «Il Settimanale di Padre Pio» n. 24 del 19 giugno 2016