“Gli italiani uccisi in Bangladesh sono morti in odio al cristianesimo. Islam moderato? Una menzogna, finiamola”. Lo dice il coraggioso sacerdote barese don Michele Chimienti.

Don Michele, in tv sentiamo parlare di Islam fanatico e di Islam moderato…
“Una menzogna, basta leggere il Corano per rendersene conto. Un grosso problema è lo scarso studio di chi dovrebbe informare o il conformismo. Quanto accaduto in Bangladesh non ci deve sorprendere. Loro, i musulmani hanno messo in pratica quello che dice il Corano e quello che ha fatto Maometto che con le sue stesse mani ha ucciso sgozzandoli, gli infedeli, leggete la sua biografia e ve ne rendete conto. I poveri italiani sono morti in odio al cristianesimo e la Chiesa lo dica senza paura. Oggi tocchiamo tanta vigliaccheria in giro, persino nella Chiesa, si concepiscono leggi come quella sulla islamofobia o sull’omofobia e sapete perché? Perché abbiamo paura di annunciare la verità, anzi ciascuno pretende di farsene una e scivoliamo nel relativismo della società liquida. E ci dimentichiamo di Dio”.

E il dialogo?
“Con gli islamici non mi sembra praticabile. Magari qualcuno di loro a contatto con i valori occidentali si ammorbidisce e trova un pizzico di umanità, ma la realtà é: non vogliono integrarsi, non sanno e non la cercano la integrazione, anche quelli che sono qui da due o tre generazioni. Credo che il dialogo tra le religioni sia impossibile, è arrivato il momento di rendercene conto. La Chiesa cattolica ha il compito di annunciare il Vangelo, questo ci ha detto Gesù, mai usato il verbo dialogare, ma annunciare senza imporre”.

Pensa che oggi esista il rischio della islamizzazione?
“È in atto una invasione, ci hanno invasi, mandano anche donne incinte. Mi chiedo: se sono poveri come fanno a pagare tanti soldi per il viaggio? Il piano è quello di occuparci e sostituire un popolo con l’altro, grazie alla nostra debolezza, e ci domineranno con le loro leggi. Penso che la Polonia e la stessa Ungheria facciano bene a dire mettiamo un freno e Malta non li accetta più. Ma scusi, se in una casa ci sta posto per cinque persone, che senso ha farne entrare cinquanta? Questo è prima di tutto buon senso. La carità poi, deve partire dai vicini per arrivare ai lontani, lo Stato deve provvedere prima di tutto ai poveri di casa, questo lo dice la Scrittura, non io”.

Il Papa a Lesbos, però, ha preso dodici islamici…
“Ogni Papa ha il suo stile di pontificato. Io però quel gesto non lo ho capito e sono rimasto meravigliato e forse confuso come tanti cattolici, dodici islamici e nessun cristiano. Sono convinto che tanto buonismo diffuso sull’accoglienza dipenda anche dai vantaggi diretti o indiretti che dalla immigrazione derivano, senza i migranti la Boldrini non avrebbe avuto quella carriera”.

Bisogna temere l’Islam?
“Se rimaniamo fermi e zitti, sì. Ricordiamoci che nel Corano è prevista la dissimulazione. Nelle difficoltà il musulmano si finge amico, ma dopo finito il pericolo quando può mi colpisce”.

Il Papa ultimamente ha chiesto scusa a nome della Chiesa ai gay, condivide?
“Il non vedo di che cosa mi debba scusare. Certamente l’omosessuale va rispettato e mai deriso o discriminato. Tuttavia, non possiamo da uomini di Chiesa tacere sulla gravità del peccato di sodomia e le cose vanno chiamate col loro nome. La natura ci dice che l’uomo cerca la donna e viceversa. Da noi succede che in Sardegna un sacerdote cattolico che ha solo commentato la retta dottrina di San Paolo sulla sodomia viene punito dal vescovo. Io avrei cacciato il vescovo”.

Bruno Volpe

Fonte:
http://www.lafedequotidiana.it/don-chimienti-gli-italiani-uccisi-in-bangladesh-morti-in-odio-al-cristianesimo/