Non molti giorni fa, un intellettuale cattolico molto impegnato, in un suo articolo ha parlato di “gentaglia” riferendosi a una persona da lui nominata.
Ora, dovremmo domandarci, a che vale tanto impegno, se si intende la nostra santa fede cattolica in questo modo?
Il Signore Gesù è Dio fatto uomo ed è morto in croce per redimere ogni uomo. Ci ha comandato di amare anche i nemici, perché Dio innanzitutto è Padre e vuole che tutti arrivino a Lui con il battesimo e la vita di grazia.
E noi buttiamo via le persone e le calpestiamo come spazzatura? Ma che cristiani siamo?

Il giudizio sulle persone è sempre falso.
Noi siamo a nostra volta povere creature, e non sappiamo di una persona ciò che sa Dio. Siamo poveri peccatori, e non spetta a noi puntare il dito contro gli altri, ma solo contro i loro peccati, quando la nostra missione di cristiani proprio lo richiede.
Ma soprattutto, anche quando una persona è chiaramente perversa e malvagia, non possiamo usare le sue azioni orribili per giudicarla, perché andiamo contro una verità stabilita da Dio.
E questa verità è che ogni persona, se anche non è figlio o figlia di Dio per la grazia del battesimo, è sua creatura umana chiamata a diventare figlio o figlia di Dio facendosi cristiana.
Quindi il giudizio nega ciò che ogni persona è davanti a Dio, e mette quella persona davanti al nostro tribunale fatto di superbia e crudeltà, se non sul patibolo da noi preparato.
Il desiderio di giudicare nasce proprio dalla perdita di rapporti con Dio, con la Madonna, con il prossimo. È quando siamo così meschini che abbiamo bisogno di far sentire meschini gli altri, e di sentirci più grandi di loro.
Il giudizio di Dio è compimento della sua Giustizia infinita non disgiunta da Misericordia infinita. Il giudizio umano è solo un meschino tentativo di rivalsa sul nostro prossimo.
Fermiamoci a meditare sulla malvagità dei giudizi e sulla loro temerarietà, e chiediamo alla Madonna la grazia di un cuore puro e pieno di amore.