Il Signore Gesù, nel discorso della montagna, ci ammaestra sulla nostra ricerca delle cose necessarie, anche per la sopravvivenza, principalmente il cibo e il vestito.
Gesù ci rivela che se cerchiamo “prima il regno di Dio e la sua giustizia”, “tutte queste cose” ci saranno “date in aggiunta”.
Subito dopo, ecco la conclusione definitiva dell’argomento: “Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini” (Mt 6, 34).
Nella prima frase l’accento cade in particolare sulle esigenze anche di stretta sopravvivenza.
Nella seconda affermazione, il Signore parla invece di quello che avviene e può avvenire nel nostro cuore, nella nostra mente, nel profondo di noi stessi.

In entrambi i casi, il significato è che bisogna cercare Dio. Nella prima frase, il riferimento è anche alla nostra azione, a tutta la nostra vita. Nella seconda, si tratta di un bisogno dell’anima e del cuore.
L’affanno per il domani è cosa tutta nostra. Ci riguarda, ci coinvolge, e in un certo senso ci dà l’illusione di essere attivi e vigili sui problemi.
Ma nell’affanno per il domani non c’è Gesù.
Dio non ci ha creati per fare di un problema un affanno o un’arrabbiatura, ma per farne un modo per essergli più uniti, rafforzando l’amore fedele nella prova.
A Marta che pensa bene di riprendere il Signore perché non dice a Maria di aiutarla nelle faccende pressanti, Gesù risponde con soave fermezza: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta” (Lc 10, 41-42).
Maria, dice prima il Vangelo di Luca, si era seduta ai piedi di Gesù e restava là, ascoltando la sua parola.
Maria era tutta presa dall’adorazione del suo e nostro Signore. Marta invece, pur servendo per tutti, era “tutta presa dai molti servizi” (v. 40), e il suo stesso pensiero ne è rimasto alterato.
Gesù è la nostra vita, il nostro respiro, la nostra Luce, il nostro tutto. Stare con Gesù, nella sua intimità, in un’alleanza definitiva, è l’unica cosa che conta.
Domani, forse, avremo problemi e tragedie. Ma in questo momento, domani e sempre abbiamo Gesù, se è vero che osserviamo i suoi Comandamenti e che Gesù quindi abita con il Padre nel profondo di noi stessi.
E con Gesù c’è la Madonna, la nostra Madre Santissima, Colei che dovrà trionfare, infine, con il suo Cuore Immacolato e con i suoi veri devoti.
Si affaccia il pensiero del domani, di questo o di quel problema? E noi pensiamo a Gesù, al Padre, al nostro Dio infinitamente grande, alla Madonna.
Riposiamo e ritroviamo fiducia in Loro.
La nostra vita appartiene a Loro e Loro sapranno accompagnarci in ogni momento, ora e più avanti.
Il Fine che Dio Padre ha stabilito per l’umanità, per te e per me, è Gesù.
Stiamo dunque con Gesù, assaporiamo la sua divina dolcezza, partecipiamo della sua forza invincibile.
Se veramente siamo fedeli e non facciamo niente a modo nostro, ma tutto a modo di Dio, potremo sentire la voce di Dio e di Maria Santissima dentro di noi.
Quella voce sarà, se non altro, il sentimento certo e soprannaturale che ci troviamo cuore a Cuore con Dio e con la Madonna, e loro ci ispireranno il da farsi per l’oggi e il domani.
Non ci sarà sempre un modo per risolvere certi problemi, ma ci sarà sempre un modo per compiere la Volontà di Dio.
Ed è questo che conta, eternamente.