Varie volte mi sono soffermato sulla missione che gli sposi hanno di dare la vita ai figli.
La procreazione associa i genitori alla paternità e alla bontà infinite di Dio, perché i figli degli uomini sono chiamati a diventare figli di Dio.
Non bisogna però credere che Dio si aspetti dai genitori più figli di quelli che possono generare. Non se ne aspetta né più né meno, ma bisogna vivere santamente per cogliere la vera misura.
Nei nostri tempi sorge una domanda nuova: è bene concepire dei figli, ora che sta per iniziare una nuova persecuzione mondiale dei cristiani? Ovvero non di tutti i battezzati, ma di quelli che non hanno rinnegato il loro battesimo.

A questa domanda forse conviene rispondere con l’aiuto di un sacerdote fedele.
Prendiamo adesso qualche citazione dalle parole di due tra i più grandi Santi mai vissuti, il Santo Curato d’Ars (1786-1859) e San Pio da Pietrelcina, il nostro amatissimo Padre Pio (1887-1968).
San Jean-Marie Vianney, noto anche come il Santo Curato d’Ars, rimase quasi incessantemente nel paese francese di Ars. Sotto la sua guida, la gente del luogo rinunciò alle cattive abitudini e diventò fervente e devota. Fu una trasformazione radicale che solo Dio poteva ottenere, servendosi di un Santo così grande, un vero miracolo vivente.
Come stiamo per vedere, mentre peccati gravi come la contraccezione si sono diffusi solo nel XX secolo, il tradimento della missione di genitori è qualcosa di molto più datato.
Citiamo da Il Curato d’Ars (Casa Editrice Marietti, 1997), traduzione dell’originale scritto dall’abate François Trochu (pag. 385).

Una donna di Ouroux nel Rhône, la signora Ruet, che aveva già una numerosa famiglia e che stava per diventare madre un’altra volta, si recò a invocare coraggio dal Servo di Dio. Non dovette attendere molto, perché il Curato la chiamò presto di mezzo alla folla ed appena inginocchiata al confessionale le disse:
«Siete molto triste, figlia mia!»
«Ma io sono già avanzata in età, Padre.»
«Consolatevi, figlia mia! Se voi sapeste quante donne sono all’inferno per essersi opposte ai disegni di Dio a proposito dei figli!»
E ad una signora, che gli confidava le sue pene e preoccupazioni a causa della numerosa famiglia, diceva: «Fatevi coraggio, figlia mia, e non spaventatevi del fardello addossato sulle vostre spalle: Nostro Signore lo porta con voi. Dio fa le cose bene, e, quando ad una giovane madre dà molti figli, è segno che la giudica capace di allevarli bene. Da parte sua è un segno di fiducia».

C’è poi un altro libro dal quale possiamo prendere due citazioni: Padre Pio nella sua interiorità (San Paolo, 1997), descrizione fedele della figura di Padre Pio fatta dai figli spirituali Don Attilio Negrisolo, Don Nello Castello e Padre Stefano M. Manelli, quest’ultimo fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata.

«I peccati contro il matrimonio sono quelli che Dio perdona più difficilmente. Sai perché? Perché il Signore avrebbe potuto creare continuamente uomini e donne, come aveva fatto con Adamo ed Eva. Si è spogliato di questa prerogativa dando mandato all’uomo e alla donna di crescere e moltiplicarsi.
Ma come aveva fatto Lucifero, così l’uomo e la donna gli gridano il loro non serviam, non vogliamo servirti, e impediscono così il progetto di Dio sulla creazione delle anime» (pag. 240).

«Hai capito, figlio mio? Il Sangue di Gesù sarà richiesto dalle mani di noi sacerdoti se avremo dato l’assoluzione a chi non dovrebbe riceverla, in particolare a chi impedisce la prole. Attento, figlio mio!» (pag. 244).

Quindi il peccato grave non è solo di chi impedisce la prole e non si pente, ma anche dei sacerdoti compiacenti che danno false assoluzioni.
Chi preferisce la via del mondo può accordarsi come vuole, ma sarà Dio a ristabilire una volta per tutte la Giustizia.
Finché siamo vivi, affidiamoci alla sua Misericordia!