Una delle atrocità commesse abitualmente dai nostri contemporanei, oltre principalmente all’aborto e agli scandali contro i bambini, è quella di lasciare i genitori o i parenti in un ospizio o in una casa di cura, pur potendo tenerli in casa.
Un giorno chi fa questo ne risponderà davanti a Dio. La Carità infinita di Dio, ovvero il suo Amore, così terribilmente offesa darà luogo a Giustizia pure infinita.
Qui riporto per voi una stupenda poesia che racconta, con la bellezza dei versi, una storia vera e atroce, come tante se ne consumano ai nostri giorni.

Rispetto

Entrai in casa sua
in punta di piedi,
in quelle stanze c’era la sua vita,
gli affetti,
il suo mondo!
Parlò,
era figlia della campagna,
portava i segni del lavoro e del dolore,
aveva due figli
amati dal suo cuore,
due figli che la chiamavano “vecchia”
e volevano che andasse in un istituto
per essere liberi;
due figli per i quali
lei era solo un oggetto
da spostare a proprio capriccio,
due figli che dicevano di farlo per il suo bene,
due figli che non sapevano cos’è il bene,
cos’è la libertà,
cos’è l’amore e il rispetto,
la sacralità della persona umana.
Con dignità giustificava quei figli
da lei generati!
Un brivido freddo m’avvolse,
mi chiesi il perché,
mi risposero il silenzio
e quegli occhi di semplice donna,
azzurri come il cielo,
pieni d’amore.

Da Giovanna Mastriforti, I colori dell’anima, Il Filo, 2008.