Il beato Giovanni Duns Scoto (1265/1266-1308), quando era ragazzo, non riusciva a studiare. Desiderava applicarsi, voleva imparare, si sforzava di capire, di ricordare, di assimilare. Ma cosa succedeva? A stento riusciva a capire alcune cose e ben poco ricordava. Si occorse lui stesso che era “ottuso di mente”, e per gli studi non ci sarebbe stato nulla da fare. Si sarebbe dovuto contentare di fare sempre il pastore, trascorrendo buona parte della vita sulle fiorite lande scozzesi.

Ma il ragazzo non demorse. Sapeva bene che in cielo c’è una Madre che è onnipotente, una Regina che è tesoriera di tutte le grazie. Perché non ricorrere a Lei? Con la semplicità del ragazzo decise senz’altro di fare così. E gli storici riferiscono che un giorno, stando al pascolo, si inginocchiò presso una pianta e si rivolse alla Madonna supplicandola di volergli donare una mente aperta per studiare, promettendo di impegnarsi ad usarla soprattutto per Iddio e per Lei.

La Madonna, allora, gli disse con materna dolcezza: “O mio piccolo devoto, molto ho gradito le preghiere e le lacrime che mi hai offerto. Io ti concedo ogni bene secondo il tuo volere. Sanerò la deficienza della tua mente.”

Dopo questa visione, il ragazzo si accorse subito del dono ricevuto.

Fu tanto intelligente da essere soprannominato il “dottor sottile”.

Fonte:
http://itresentieri.it/2016/09/22/fiaccola-2/