«Niente di nuovo sotto il sole», annota il Qoelet (1, 9) con una certa amarezza, ma con un fondo di sapienza ispirata.
Eppure, com’è bello il sole!
In questo mondo ormai alla fine della sua storia di peccato, splende ancora il sole in tanti luoghi.
Spira ancora un’aria dolce qua e là, in giro per il mondo. Aria di una stagione carica di promesse e doni non accolti, anzi lasciati perdere.
Splendeva il sole nei giorni in cui l’adorabile Signore Gesù camminava per le vie d’Israele.
Quegli uomini godevano di una natura incontaminata, del susseguirsi armonioso della semina e del raccolto.
Non avevano che da aprire il cuore e accogliere il Messia, il Salvatore che veniva loro incontro, Dio fatto uomo per amore nostro.

E hanno disprezzato, condannato, torturato, crocifisso il Signore della Vita.
Ora ecco, le nazioni dove nel Medioevo fiorì la civiltà cristiana, rinnegano Cristo, lo odiano a morte.
Il mondo e la falsa chiesa si preparano a scagliarsi contro il piccolo resto dei fedeli.
Non bisogna sgomentarsi. È già tutto scritto: un mondo passa, ma un altro prenderà il suo posto, dopo la sconfitta definitiva di satana e dell’umanità da lui sedotta.
Verrà una nuova luce, dicono le profezie, un chiarore meraviglioso, né troppo forte né troppo debole. La luce di un mondo rifiorito e non più in relazione con il peccato, ma solo con la grazia di Dio.
Per arrivare incolumi a una meta così grande occorre essere non solo credenti, ma veri devoti di Maria Santissima.
Allora guardiamo subito noi stessi: amiamo la Madonna? La imitiamo nel suo amore verso il Signore Gesù, nel suo pensiero, nella sua umiltà, e le donne anche nell’abbigliamento?
Non possiamo dire di amare veramente la Madonna se non la imitiamo.

Per concludere, riporto qui una poesia che scrissi anni fa. Parla di un sole che assomiglia a quello delle giornate calde d’inizio autunno. Le parole del titolo sono una citazione da San Francesco d’Assisi: «Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena m’è diletto».

Il diletto d’ogni pena

In agosto, verso sera,
sotto un cielo gentile ancora azzurro,
una lieve brezza
ti viene incontro nel cammino,
recando fresco ristoro
e fragranza di pace e poesia.

Stai infatti muovendo i passi
lontano dai veicoli,
lungo due file di muri antichi
veritieri nella loro bellezza
e a tratti ospitanti
piantine seminate dal vento.

Ombre e sentori di male si notano,
ma le scritte deturpanti
non deturpano
e i gesti di tenebra
non ottenebrano
l’attesa di una rinnovata
brezza di pace e poesia,
di gioia a distesa
nei nuovi cieli e nella nuova terra,
percorsa codesta e ammantata
dal soffio dello Spirito Santo.